Siracusa, domenica di fuoco: 41 roghi, temperature record e nodo prevenzione

Domenica da incubo quella di ieri per Siracusa, stretta nella morsa dell’emergenza incendi e con le stazioni meteorologiche che registrano temperature record. Il bilancio del fine settimana di fuoco che ha colpito il territorio siracusano è pesante: i report ufficiali parlano di un totale di 41 interventi tra il turno diurno e quello notturno tra ieri e questa mattina. Ad alimentare questo stato di cose è l’ondata di calore torrido che non accenna a placarsi: proprio stamattina, alle  7:30, la stazione di Cassibile segnava una temperatura di 33,1 °C, la più alta in Sicilia.  Quando scaaduto ieri, con i violenti incendi, il vento che alimentava le fiamme, la paura in zone come via Antonello da Messina e via Bulgaria, riaccende  il dibattito sull’ efficacia delle misure di prevenzione. Il momento più drammatico si è consumato proprio nella zona alta del capoluogo, nel quartiere Acradina, dove le fiamme hanno lambito le abitazioni spingendo i residenti ad allontanarsi. Alimentato dal vento, il fuoco ha letteralmente divorato e sterpaglie e cumuli di rifiuti (tra cui parrebbe anche diversi pneumatici), generando un’altissima e densa colonna di fumo nero visibile da ogni angolo del capoluogo.  Le forze dell’ordine e la protezione civile hanno dovuto interdire il traffico stradale per agevolare il massiccio dispiegamento dei Vigili del Fuoco, impegnati per ore nelle complesse operazioni di spegnimento e bonifica. Proprio in via Bulgaria sono emerse le criticità maggiori. Proprio in quell’area sarebbero emerse delle possibili carenze sul fronte della prevenzione, non essendo stata effettuata, prima dell’inizio della stagione estiva, la pulizia dei terreni, primo step per il contenimento delle eventuali emergenze. Se a Siracusa i soccorritori si dedicavano ad interventi critici anche in Viale Santa Panagia, Viale Zecchino e Via Luigi Vanvitelli,  la provincia non è stata di certo risparmiata risparmiata. Le squadre dei Vigili del Fuoco e i moduli AIB (Antincendio Boschivo) hanno dovuto moltiplicarsi su decine di fronti contemporaneamente per arginare incendi di aree boschive e colture. Tra le aree più colpite Contrada Spalla, nel territorio di Melilli,a ridosso del centro commerciale. Lì  i focolai si sono riattivati più volte tra il giorno e la notte.Quello è un vallone ampio e dal profilo estremamente scosceso. Caratteristiche morfologiche che limitano strutturalmente la possibilità di effettuare interventi preventivi via terra, rendendo le operazioni di contenimento difficoltose quando si generano fiamme.  Incendi anche in  Viale dei Fiori ad Augusta, oltre a vasti roghi che hanno flagellato Rosolini (in contrada Sant’Alessandra), Carlentini, Lentini e le zone rurali di Noto. Il quadro emerso nelle ultime 24 ore parla chiaro: al netto delle ordinanze e dei divieti formali vigenti “sulla carta”, senza un cambio di direzione strutturale, la situazione è destinata a ripetersi ad ogni ondata di calore.Risultano insufficienti, infatti, le ordinanze emanate dai sindaci dei diversi comuni del territorio senza un’adeguata, costante e programmata attività di prevenzione sul campo, a partire dalla creazione di fasce tagliafuoco e da interventi nelle aree incolte.