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Siracusa durante il lockdown, studio del Cipa: giù gli inquinanti

Il Cipa (Associazione per la Protezione dell’Ambiente) ha completato un proprio studio sulla qualità dell’aria mel siracusano durante le settimane del lockdown da coronavirus.
Nel rapporto sono stati analizzati gli andamenti di molti inquinanti monitorati dalla rete Cipa.
“Fin dalle prime battute della crisi da Coronavirus, e del conseguente lock-down, abbiamo registrato una riduzione degli inquinanti. I dati della rete sono stati confrontati con quelli prodotti dalla ex Provincia, in particolare nei centri abitati e fino alle porte del capoluogo, nel tratto fra
Belvedere e Scala Greca”, spiega il presidente del Cipa, Mario Lazzaro.
Durante la pandemia (le misurazioni fanno riferimento al periodo gennaio-aprile) è stato rilevato un contenimento delle concentrazioni di NOx (Ossidi di Azoto) e di Benzene. Contenimemto maggiorinei centri a più intenso traffico. “Per gli ossidi di azoto (NOx), il traffico costituisce il fattore causa determinante, le concentrazioni si sono ridotte, da gennaio ad aprile del 40-45%. Gli scostamenti sono stati più evidenti nelle stazioni San Focà (da 16 a 7 microgrammi per metro cubo) e di Belvedere (da 13 a 5 microgrammi per
metro cubo) più prossime ai centri abitati. Si tratta di riduzioni dovute alla forte contrazione del traffico veicolare. E’ comunque un dato assodato che negli ultimi cinque anni le medie annuali degli Ossidi di Azoto viaggiano ben al di sotto dei limiti prescritti”, spieganogli specialisti del Cipa.
“Per quel che riguarda benzene, toluene, etilbenzene e xilene, le loro concentrazioni (il prodotto più significativo è il benzene, ndr) nel
periodo di quarantena si sono ridotte del 25%. Si tratta di composti volatili derivati per gran parte dal traffico veicolare. Pa restante quota, circa il 20%, può originarsi da attività industriali”, analizzano dal Cipa.