Siracusa e il mare, focus sul futuro rapporto tra la città e il porto

Un momento di confronto tra istituzioni, mondo produttivo e realtà del territorio sul futuro rapporto tra la città e il suo porto.Si è svolto ieri all’Urban Center di Siracusa, il convegno promosso dall’associazione “Insieme” dal titolo “Siracusa, la città e il mare”.
“Non siamo qui per parlare genericamente di mare – ha detto durante il saluto iniziale il capogruppo di Insieme Ivan Scimonelli – ma del rapporto profondo, e troppo spesso poco governato, tra Siracusa e il suo mare. Il futuro di questa città si costruisce solo mettendo insieme competenze, visioni e responsabilità diverse, perché il mare non sia soltanto un richiamo poetico, ma una risorsa concreta di identità, economia e sviluppo per Siracusa.”

Dopo i saluti introduttivi di Scimonelli, sono intervenuti il Sindaco di Siracusa, Francesco Italia e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Di Mauro, che hanno richiamato il percorso, ancora in divenire, di riconciliazione della città con il mare: da elemento percepito quasi come “nemico” fino alle prime esperienze di fruizione con i solarium dell’era Garozzo, fino alle scelte odierne che puntano a una nuova stagione di apertura e valorizzazione del fronte mare. Nel suo intervento in particolare il Sindaco ha giudicato positivamente, oltre alla prossima realizzazione della stazione marittima, anche il progetto di eliminare i reflui dal Porto Grande verso l’impianto IAS, con l’auspicio che il lavoro dell’Autorità di sistema portuale e del presidente Francesco Di Sarcina possa proseguire su questa rotta.

Il professor Luigi Alini, ordinario di Progettazione tecnologica e ambientale, ha richiamato l’importanza dell’Agenda 2030 come riferimento imprescindibile per ogni azione e proposta sulla città e sul mare, evidenziando come sostenibilità, accessibilità e qualità urbana debbano guidare ogni scelta. Alini ha illustrato la visione di una greenway tra Thapsos, Siracusa e la riserva del Ciane, lungo un tratto di costa caratterizzato da regimi normativi complessi e da un porto che rappresenta un unicum storico, e ha ricordato il progetto della Ciclovia della Magna Grecia, che collegherà le Calabrie a Pozzallo passando anche dal territorio siracusano. Secondo il docente, i due terzi delle aree che saranno riqualificate dall’Autorità di sistema portuale diventeranno spazi di fruizione pubblica, consegnando finalmente a Siracusa una grande piazza sul mare con una stazione marittima all’altezza di una grande città; la greenway, ha sottolineato, sarà una vera infrastruttura, una “piccola autostrada” ciclabile e pedonale, che potrà trovare un impulso decisivo proprio nella nuova stazione marittima e potrà dialogare anche con le funzioni dell’Aeronautica.

Nel corso dei lavori è intervenuto in collegamento anche Giulio Segurini, cofondatore della startup “STRADAai” che ha illustrato le potenzialità dei droni nel settore dei trasporti e della logistica, con particolare riferimento alla digitalizzazione dello spazio aereo a bassa quota: identificazione delle reti, mappe e quote di volo, autorizzazioni e gestione del traffico. I droni, è stato spiegato, possono contribuire alla sicurezza e al controllo delle infrastrutture con ispezioni portuali, analisi dei campioni di petrolio, monitoraggio della qualità delle acque e supporto alla logistica dell’ultimo miglio, in collaborazione con le autorità portuali competenti.

Il presidente della Lega Navale Italiana – sezione di Siracusa, ing. Sebastiano Floridia, ha posto l’accento sul valore educativo e culturale del contatto diretto con il mare, ricordando il ruolo dell’ente – soggetto privato sotto l’egida del Ministero competente – nella diffusione della cultura marinara. Sono state richiamate in particolare le attività di divulgazione nelle scuole, dove ancora oggi, è stato evidenziato, la maggior parte dei bambini non ha mai messo piede su un gommone, e si è sottolineato come le scelte urbanistiche compiute cinquant’anni fa abbiano spesso creato muri e cancelli che ostacolano l’accesso al mare, rendendo oggi necessario un percorso di “riapertura” fisica e simbolica.

Tra gli interventi anche quello dell’avv. Giovanni Randazzo, presidente dell’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, realtà impegnata nella salvaguardia e valorizzazione delle aree portuali siracusane. Randazzo ha richiamato l’attenzione sul futuro del waterfront di via Elorina e, più in generale, sulle aree strategiche del Porto Grande, sottolineando la necessità di una visione condivisa tra istituzioni, associazioni e cittadini per scongiurare usi impropri e cogliere appieno le opportunità legate alla riqualificazione dell’ex idroscalo e degli affacci a mare oggi poco accessibili.

Francesco Diana, per Confcommercio, ha ricordato come Siracusa sia nata dal mare e grazie al mare sia diventata grande, prima che scelte sbagliate ne allontanassero progressivamente le funzioni e le attività. L’ingresso di Siracusa nell’Autorità di sistema portuale – ha rimarcato – è stata una scelta condivisa e positiva: consentirà di avere una stazione marittima, spazi portuali riorganizzati e una struttura finalmente degna di questo nome, aprendo la strada a un traffico crocieristico fatto di navi meno grandi ma più lussuose, senza timore di competere con i “giganti del mare”.

Nel corso del convegno è stato più volte sottolineato il ruolo del presidente dell’Autorità di sistema portuale, Francesco Di Sarcina, collocato all’incrocio tra le esigenze delle comunità locali e il quadro normativo nazionale, ricordando che l’Autorità è tenuta a rispettare leggi e regolamenti ministeriali e non può privilegiare le sensibilità di un territorio a scapito di altri.

Il presidente ha ribadito che voltare le spalle al mare, a Siracusa, non è più possibile e che obiettivo del sistema portuale è “fare squadra”, governando e accompagnando i processi, talvolta anche frenando iniziative non coerenti con la vocazione dei singoli scali. Ha ricordato come, nell’ultimo anno, i porti di Augusta e Pozzallo abbiano sfiorato i 100 mila tir, e ha definito il terminal di Siracusa un patrimonio per tutta la Sicilia orientale, all’interno di un “sistema famiglia” di quattro porti cui va riconosciuta una vocazione naturale specifica.

Per Siracusa, ha spiegato Di Sarcina, la parola chiave è integrazione: integrazione con la città, come avviene a Catania, dove il porto è a pieno titolo attività lavorativa e produttiva; integrazione con le altre realtà del sistema, evitando concorrenze improduttive e puntando su un equilibrio tra funzioni portuali e fruizione turistica. Le attività da sviluppare a Siracusa saranno principalmente legate al turismo, mentre la componente commerciale resterà più concentrata su Augusta; il bacino delle escursioni, per entrambe, è la Sicilia orientale.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del diporto, considerato strategico per il futuro del porto e della città, e alla possibilità di ripristinare il collegamento con Malta, opportunità ritenuta interessante a condizione di uno studio accurato della fattibilità. Di Sarcina ha sottolineato come la qualità della progettazione possa “togliere brutti pensieri” al territorio, ricordando che l’attività diportistica non va né compressa né soppressa, ma accompagnata all’interno di un quadro giuridico chiaro: al momento, infatti, il nodo delle concessioni è all’attenzione della magistratura amministrativa, e occorre “avere il cielo limpido” per assumere decisioni complesse.

Capitolo centrale del convegno è stato quello della più volte citata stazione marittima: oggi, è stato evidenziato, non ha senso parlare di grandi numeri turistici se il passeggero, abituato a terminal moderni, sbarca a Siracusa “nel nulla assoluto”. Per questo l’Autorità di sistema portuale ha destinato al porto di Siracusa una parte rilevante delle risorse generate dal sistema: 35 milioni di euro per due operazioni principali, la riqualificazione del molo Sant’Antonio e del magazzino esistente, oggetto di una gara da 9 milioni di euro, in accordo con la Soprintendenza. Per i lavori sul magazzino sono pervenute 31 offerte e l’avvio del cantiere è previsto entro due mesi; in parallelo è stato bandito un concorso di architettura per ridisegnare l’involucro esterno dell’edificio, a cui hanno risposto 39 gruppi di progettazione, con una commissione che vede coinvolte anche le istituzioni del territorio.

“Questa giornata ha dimostrato che Siracusa ha voglia di discutere con serietà del proprio rapporto con il mare e con il porto, mettendo insieme competenze diverse e sensibilità plurali”, ha dichiarato Giovanni Cafeo, presidente onorario di “Insieme”. “Il nostro impegno – ha aggiunto – è continuare a creare occasioni di confronto in cui la politica sappia ascoltare tecnici, associazioni e operatori economici, trasformando le idee emerse in scelte concrete per la città.”

Sulla stessa linea il presidente dell’associazione “Insieme”, Salvo Cannata, che ha espresso “grande soddisfazione per la partecipazione e per il livello del dibattito”: “Il convegno di oggi non è un punto di arrivo ma un punto di partenza: continueremo a lavorare perché Siracusa torni davvero a essere una città di mare, aperta, accessibile e capace di fare del porto un motore di sviluppo e di qualità della vita per tutti i cittadini.”

L’associazione “Insieme” annuncia che i contenuti emersi nel corso dell’incontro costituiranno la base per ulteriori momenti di approfondimento e di proposta sul rapporto tra Siracusa, il suo porto e il mare, con l’obiettivo di trasformare idee e visioni in scelte concrete a beneficio della comunità