Siracusa. Igiene Urbana, il Tar: “Basta proroghe, illegittime dal 2009”. E Igm presenta il conto

La certezza è adesso assoluta. Dal primo marzo prossimo la gestione del servizio di Igiene Urbana uscirà dal tempo delle proroghe. L’ultima è stata concessa dal Comune all’Igm fino alla fine del prossimo febbraio, in attesa che si definisca la questione ricorsi. A presentarlo, dopo l’affidamento dell’appalto, sono state due delle aziende partecipanti alla gara: l’Igm e la Tekra. La prima ha richiesto anche un risarcimento milionario al Comune, 10 milioni di euro per gli 8 anni di servizio effettuato in regime di proroga. La sentenza del Tar di Catania apre una serie di possibili scenari. Ma dice in primo luogo che non sarà possibile, dal primo marzo prossimo, ricorrere ad un’ulteriore proroga. In questo modo l’amministrazione comunale trova confermata la decisione del resto già assunta dall’assessore all’Ambiente, Pierpaolo Coppa e dai funzionari di palazzo Vermexio nei giorni scorsi. Secondo il tribunale amministrativo, il Comune avrebbe commesso una serie di errori negli anni, dal 2009 in poi e l’Igm chiede il pagamento del lavoro svolto in più, senza che il canone fosse adeguato. Questo aspetto non preoccuperebbe troppo il Comune. Coppa sembra più concentrato sulle imminenti scadenza. Palazzo Vermexi potrebbe decidere di impugnare la sentenza o di “riservarsi di impugnare la sentenza”. Differenza che diventa sostanziale, in attesa di quanto emergerà dalla Ctu, la consulenza tecnica d’ufficio che ricostruirà quanto effettivamente fatto dall’Igm e a quali condizioni. La sentenza emessa non è, infatti, definitiva. Novità dalla giustizia amministrativa sono attese per il mese prossimo. Il Tar potrebbe rigettare i ricorsi. In tal caso l’ati aggiudicataria partirebbe con la propria gestione del servizio. Se, al contrario, la ragione fosse riconosciuta a una delle ricorrenti, il nuovo sistema partirebbe con l’impresa che avrà avuto riconosciuto questo diritto, fermo restando che il percorso nelle aule della giustizia amministrativa andrà comunque avanti. I dipendenti sarebbero, comunque, tutelati, secondo le garanzie dell’assessore Coppa. Da comprendere, però, se i consistenti investimenti previsti saranno in effetti effettuati da chi inizierà a gestire un servizio con una “Spada di Damocle” pendente.