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Siracusa. Non convalidato il fermo di Fiorino. Che dopo il blitz e l’arresto si congratula con i poliziotti

Vito Fiorino, il siracusano latitante dall’agosto del 2012, arrestato nei giorni scorsi con un blitz della Mobile in città, è in carcere a Siracusa. Dovrà restarvi almeno per altri cinque mesi, dopo la fuga dalla Casa di Lavoro di Sulmona dove scontava la sua pena. Ma gli investigatori sono convinti di un suo coinvolgimento nell’omicidio di Liberante Romano, vicenda di mafia che affonda le sue radici nel lontano 2002, una storia che potrebbe allungare la sua permanenza in carcere. Ritenuto elemento di spicco del can Bottaro-Attanasio, Fiorino è stato “sorpreso” proprio nella sua abitazione a Siracusa il 10 gennaio.
Il blitz è stato condotto dalla Mobile siracusana a cui il latitante, sorpreso dall’operazione, ha voluto rivolgere i suoi complimenti come nella tradizione dei grandi boss finiti in arresto. Gli investigatori erano sulle sue tracce da diverso tempo. Sapevano che dopo un primo periodo di latitanza lontano dalla sua città, era tornato a Siracusa. Ma non nella casa di famiglia, quanto piuttosto in un’abitazione nella zona di mare. Non sentendosi particolarmente braccato, negli ultimi tempi era diventato meno “discreto”, abbassando la guardia, recandosi spesso in quella casa dove si era comunque premunito di dotarsi di una comoda via di fuga: una botola per scappare dai tetti.
Non ha comunque avuto modo di servirsene. Quando i poliziotti hanno fatto scattare il blitz, Fiorino era in casa, circondato, con agenti anche sul tetto. Sorpreso, si è congratulato per l’operazione.
Ora si attendono risvolti anche sul fronte giudiziario. Il fermo operato su richiesta della Dda di Catania non è stato intanto convalidato dal gip che ha ritenuto insufficienti le dichiarazioni dei due collaboratori che citano Fiorino. La direzione distrettuale antimafia ha preannunciato di voler presentare ricorso.