Siracusa Institute, al via il 25° corso di specializzazione in Diritto Penale Internazionale
Si aprirà lunedì alle 9.30, a Siracusa, la venticinquesima edizione dello “Specialization Course in International Criminal Law for Young Penalists”, promosso dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, tra i principali centri internazionali dedicati allo studio della giustizia penale e dei diritti umani. La cerimonia inaugurale sarà introdotta dai saluti istituzionali del professor William Schabas, del sindaco di Siracusa Francesco Italia e del presidente dell’Istituto, Jean-François Thony.
Fondato nel 1972, il Siracusa Institute opera come fondazione internazionale senza scopo di lucro, impegnata nella ricerca, nella formazione e nella promozione dello Stato di diritto nei sistemi di giustizia penale a livello globale, con l’obiettivo di contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale.
Dal 2001 l’Istituto organizza annualmente il corso di specializzazione in diritto penale internazionale, in collaborazione con il Irish Centre for Human Rights e il Department of Law della Middlesex University, con il sostegno dell’International Association of Penal Law. La direzione scientifica è affidata al professor Schabas, figura di riferimento nel panorama accademico internazionale.
L’edizione 2026 riunisce a Siracusa giovani penalisti, studiosi, praticanti e professionisti provenienti da numerosi Paesi del mondo, interessati ad approfondire i temi più attuali del diritto penale internazionale e delle relazioni internazionali.
Tra gli argomenti al centro del programma figurano il progetto di Convenzione sui crimini contro l’umanità, i diritti delle vittime nei procedimenti davanti alle corti internazionali, l’impatto delle nuove tecnologie sul diritto penale internazionale, le sparizioni forzate, la giustizia di transizione e l’efficacia degli strumenti giuridici internazionali nella tutela dei diritti umani.
Di alto profilo anche il panel dei relatori internazionali coinvolti nell’edizione di quest’anno. Tra questi la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese, la giudice Margaret deGuzman, la professoressa Leila Sadat, la docente Yvonne McDermott Rees e la professoressa Sharon Weill, insieme ad accademici, magistrati ed esperti provenienti da istituzioni europee e internazionali.