• Siracusa. L’appalto pulizie finisce in Procura, tensione alle stelle tra i lavoratori

    Finisce in Procura la protesta nel cambio appalto per il servizio di pulizia al Comune di Siracusa. La Filcams Cgil e la Fisascat Cisl hanno presentato un esposto, sollevando le criticità emerse fin qui nell’indizione prima e nell’aggiudicazione poi della gara. Stefano Gugliotta e Teresa Pintacorona, responsabili delle due sigle, parlano di “atteggiamento beffardo ed arrogante” da parte della nuova aggiudicataria, accusata di voler “imporre le proprie condizioni ai lavoratori, esasperati da giorni di lotta e con alle porte l’imminente immissione nell’appalto della ditta piemontese”. I sindacati attaccano anche l’amministrazione comunale: “non ha prodotto nessun atto ufficiale e non ha apportato alcuna miglioria alle 11 ore proposte dall’azienda Cm Service, restando succube di un atteggiamento arrogante della ditta piemontese”.
    Una situazione surreale per Gugliotta e Pintacorona, “nonostante le varie defezioni e lacune che in questi mesi abbiamo evidenziato anche in ultimo al Prefetto, il Comune non si assume la responsabilità di una sospensiva in autotutela della gara. E questo in presenza di palesi violazioni delle norme del capitolato che, ricordiamo, escludeva qualsiasi possibilità di subappalto e che garantiva la continuità occupazionale con i medesimi orari e livelli acquisiti”.
    Fino a tardi serata, i lavoratori hanno occupato l’aula consiliare dove oggi si è svolto il primo Consiglio Comunale, riprendendo stamane con un sit-in davanti a palazzo Vermexio dove tutt’ora stanno dimostrando la loro rabbia e la loro insofferenza.
    “Abbiamo lanciato la nostra preoccupazione per gli effetti sull’ordine pubblico che potrebbero verificarsi, qualora domani la Cm Service proverà ad immettersi nell’appalto con altro personale in sostituzione degli attuali 37 lavoratori che non accetteranno mai di ridurre il loro già misero stipendio per garantire al Comune di Siracusa cospicui risparmi ed alla CM Service profitti esorbitanti sulla pelle dei lavoratori. Il Prefetto ed il sindaco di Siracusa sono stati più volte investiti in tal senso dalle organizzazioni sindacali e saranno chiamati a rispondere degli inevitabili effetti che può scatenarsi in una guerra tra poveri”.

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