Siracusa-Modica, arrivano i caselli invisibili: il Cas sceglie il Free Flow, tra polemiche e innovazione

Niente sbarre, niente biglietti da ritirare e nessuna fila al casello. Per la Siracusa-Modica, almeno nel tratto iniziale compreso nel territorio siracusano, il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha scelto la tecnologia “Free Flow”, il sistema di esazione del pedaggio già adottato in alcune autostrade italiane ed europee. I lavori per la realizzazione dell’infrastruttura sono stati affidati e, secondo il cronoprogramma, dovrebbero concludersi entro il 2028, quando entrerà in funzione anche il pedaggio.
La prospettiva continua però a dividere il territorio. Mentre la politica locale si è schierata quasi compatta contro l’introduzione del pagamento, sul tavolo resta anche l’ipotesi di tariffe agevolate o calmierate per i residenti e per chi utilizza quotidianamente l’autostrada per motivi di lavoro. Al netto del dibattito sull’opportunità di chiedere un pedaggio per un’infrastruttura che presenta ancora criticità evidenti – il viadotto Cassibile è il simbolo di una rete che necessita di importanti interventi – è il funzionamento del sistema a suscitare interrogativi.
Il principio è semplice: il casello scompare. Al suo posto vengono installati portali metallici che attraversano la carreggiata e ospitano telecamere ad alta definizione, sensori e antenne elettroniche. Ogni volta che un veicolo transita sotto uno di questi portali, il sistema identifica automaticamente il mezzo. Se l’automobilista dispone di un dispositivo di telepedaggio, come Telepass o altri apparati compatibili, il pedaggio viene addebitato direttamente sul conto associato.
Chi invece non possiede alcun dispositivo, non si ferma comunque. Saranno le telecamere a leggere la targa e ad associare il transito al proprietario del veicolo. Successivamente sarà l’utente a dover effettuare il pagamento attraverso i canali messi a disposizione dal concessionario, generalmente sito internet, applicazione dedicata o altri sistemi digitali. Il pedaggio viene calcolato in base al tratto effettivamente percorso, grazie alla rilevazione del punto di ingresso e di uscita dall’autostrada.
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il pagamento differito. Nei sistemi Free Flow già operativi in Italia, chi non dispone di un dispositivo di telepedaggio ha normalmente 15 giorni di tempo dal transito per saldare. È presumibile che anche sulla Siracusa-Gela venga adottato un meccanismo analogo, anche se le modalità definitive saranno stabilite dal concessionario al momento dell’attivazione del servizio.
Questo significa che l’automobilista dovrà ricordarsi autonomamente di effettuare il pagamento. Non arriverà alcuna barriera a ricordargli di fermarsi e, in molti casi, non riceverà nemmeno una comunicazione immediata. Cosa succede se non si paga? Il concessionario può avviare le procedure di recupero del credito, con l’applicazione delle spese previste per legge. Nei casi disciplinati dal Codice della strada possono inoltre essere contestate le violazioni relative al mancato pagamento del pedaggio, con le relative conseguenze amministrative, inclusa multa e due punti decurtati sulla patente.
Se dal punto di vista tecnologico il sistema appare ormai consolidato, resta aperta una questione tutt’altro che secondaria: quella dell’informazione agli utenti. Il Free Flow presuppone infatti che ogni automobilista sappia già come funziona il sistema. Ma cosa accade se chi percorre l’autostrada per la prima volta non conosce le regole? Il rischio è concreto soprattutto nei primi mesi di attivazione. Una segnaletica insufficiente o poco chiara potrebbe indurre molti conducenti a ritenere che l’autostrada sia ancora gratuita, semplicemente perché non incontrano alcun casello.
Il problema potrebbe riguardare anche gli automobilisti meno abituati ai servizi digitali, che potrebbero avere difficoltà nell’individuare il portale di pagamento o nel rispettare le scadenze. Il tema assume un peso ancora maggiore in una provincia che ogni anno registra centinaia di migliaia di presenze turistiche. Molti visitatori raggiungono il Sud-Est siciliano con auto a noleggio oppure con veicoli provenienti dall’estero. Per loro il sistema Free Flow potrebbe rappresentare una novità assoluta.
Una segnaletica esclusivamente in italiano o indicazioni poco visibili rischierebbero di generare numerosi mancati pagamenti involontari. In questi casi il recupero del credito diventerebbe più complesso, soprattutto quando il conducente ha già lasciato la Sicilia o è rientrato nel proprio Paese. Anche le società di autonoleggio potrebbero trovarsi a gestire un aumento delle pratiche amministrative, dovendo ricevere le richieste di pagamento e successivamente riaddebitarle ai clienti secondo le clausole contrattuali.
Il Free Flow rappresenta senza dubbio l’evoluzione tecnologica del pedaggio autostradale. Ma proprio perché invisibile agli occhi dell’automobilista, richiede un’attenta fase di accompagnamento. Campagne informative, cartellonistica ben leggibile, indicazioni multilingue e strumenti di pagamento semplici saranno elementi decisivi per evitare che il nuovo sistema si trasformi in una fonte di disagi e contestazioni.

immagine generata con strumenti di IA