Siracusa. Offesa alla memoria del carabiniere vittima della mafia Salvatore Raiti, la sorella: "brutto gesto"

Nella notte, ignoti hanno strappato il manifesto funebre che ricorda l’anniversario della morte del carabiniere siracusano Salvatore Raiti, ucciso in un agguato mafioso. Era affisso in viale Zecchino, nei pressi dell’abitazione della sorella Giovanna da anni impegnata in una battaglia per la legalità e contro la mafia. Decine di incontri ogni anno nelle scuole di tutta Italia per un messaggio chiaro: no alla criminalità organizzata.
“E’ un gesto che si commenta da solo. Se la memoria di mio fratello carabiniere dà fastidio, vuol dire che stiamo svolgendo un ottimo lavoro. Non c’è altra via alla legalità”, ribadisce Giovanna Raiti raggiunta al telefono dalla redazione di SiracusaOggi.it.
Qualche tempo fa venne vandalizzata anche la lapide che in via Regina Margherita ricorda il sacrificio del 20enne carabiniere siracusano che perse la vita il 16 giugno del 1982 in quella che è tristemente nota come la strage della circonvallazione di Palermo. Un attentato mafioso il cui mandante fu Nitto Santapaola.
Salvatore Raiti venne insignito della Medaglia d’oro al valor civile alla memoria. A lui, a Siracusa, è dedicata anche una scuola.