Siracusa piange Franco Neri: instancabile creativo, anima geniale della cultura cittadina

Siracusa perde uno dei più acuti, appassionati, animatori della cultura e della siracusanità più autentica. È scomparso Franco Neri, figura tra le più istrioniche, vulcaniche, senza dubbio originali della città. A causa di un male incurabile, nel pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere. Neri, il cui nome è legato alla storia dello storico Mokambo, delle “Terrazz”e che per anni hanno rappresentato punto di ritrovo dei giovani, più di recente alla sua “cannoloterapia”, è stato punto di riferimento della vita culturale ed enogastronomica siracusana, portando avanti, insieme alla sua famiglia, la missione del padre, Alfio.
La notizia della morte di Franco Neri si è diffusa rapidamente in città, lasciando un profondo senso di vuoto tra i tanti che l’hanno conosciuto e ne hanno apprezzato la verve, la carica umana, l’arguzia.
Vulcanico e sempre originale, Neri aveva legato il suo nome a una miriade di iniziative cultural-culinarie volte a raccontare l’identità e la siracusanità attraverso il cibo, la convivialità e la provocazione intellettuale. La sua intuizione più celebre, la cannoloterapia, era diventata nel tempo un vero e proprio rito collettivo: una formula con cui trasformava il dolce simbolo della tradizione siciliana in uno strumento di condivisione, catarsi e sorriso, capace di conquistare residenti, turisti e media.
Franco Neri ha rappresentato un animatore d’eccezione per l’anima cittadina, sempre pronto a valorizzare la propria terra con intuizioni brillanti.
Appena tre settimane fa era stato protagonista in televisione nella puntata di Linea Verde condotta da Peppone Calabrese su Rai 1 e dedicata a Siracusa: con la passione di sempre, aveva mostrato a tutta Italia il volto più autentico, generoso e solare della sua città.
Con la sua scomparsa, Siracusa perde una voce fuori dal coro, un custode del buonumore e un interprete profondo della cultura popolare della sua terra.