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Siracusa Pride 2020, secondo incontro on line: confronto sui diritti con il deputato Zan

Nuovo appuntamento nell’ambito del Siracusa Pride 2020. Al secondo incontro on line, sul tema “E’ TEMPO DI LEGGE”, organizzato e promosso da tutte le associazioni che insieme ad Arcigay e Stonewall Siracusa,prenderà parte l’onorevole Alessandro Zan, primo firmatario e relatore della legge che interviene sul codice penale e sulla Legge Mancino, contro le discriminazione fondate sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Appuntamento domani 8 luglio alle 22. Ci saranno anche il presidente di Stonewall Siracusa, Alessandro Bottaro e la presidente di Arcigay Siracusa, Lucia Scala.

<Venticinque anni di lavori e attese, vanificate dai detrattori di turno> – afferma il presidente di Stonewall Siracusa, Alessandro Bottaro.

<In tema diritti lgbti+ – dice Bottaro – secondo i report che ci segnalano si evince da un lato l’assenza e dall’altro l’urgenza di una legge contro odio e discriminazione nei confronti delle persone lgbtqi+. Legge di cui si sono dotati altri paesi europei, come ad esempio Francia, Germania, Spagna>.

<Da più parti, l’Italia – dice il presidente di Stonewall – ha ricevuto sollecitazioni a fornirsi di una legge in materia, ad esempio il Parlamento europeo, tanto considerato quando si parla di manovre economiche, tanto disatteso quando si parla di tutele e diritti delle cosiddette minoranze. Stonewall Siracusa come tante associazioni di iniziativa glbtqi+ denunciano e lo gridano a gran voce ogni 17 maggio e ogni 28 giugno di ogni anno e non solo. Abbiamo bisogno di un monitoraggio normativo che può essere fattibile solo attraverso una legge che punisce i reati legati al genere, l’identità di genere e l’orientamento affettivo sessuale. L’assenza di questo monitoraggio ci consegna dati denuncia parziali e sottostimati, nel 2019 sono stati registrati 212 casi accertati e 2 morti>.

<Numeri dietro cui esistono – conclude dicendo Alessandro Bottaro – vite umane e “persone”, con una qualità di vita difficile, che lo Stato potrebbe migliorare, attraverso una legge specifica, al tempo stesso supportata da processi educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, servono inoltre politiche a sostegno delle associazioni come Stonewall che da sempre con sacrificio e abnegazione cercano di creare cultura dell’inclusione e rispetto di tutte le differenze, supplendo troppo spesso alle mancanze di uno stato che classifica in materia di diritti i suoi cittadini in alcuni di serie A ed altri di serie Z>.

<L’orientamento sessuale – afferma la presidente di Arcigay Siracusa, Lucia Scala – e così pure l’identità di genere sono una caratteristica che è ragione di violenza e discriminazione ancora oggi nel 2020, esattamente 51anni dopo “Stonewall”>.

<Le persone Lgbt+ sono state oggetto, nel corso dei secoli, di pesanti discriminazioni, intimidazioni e ritorsioni. Ancora oggi esistono casi diffusi di intolleranza, repulsione e rigetto dell’omosessualità quasi si trattasse di una malattia, di una stranezza o di qualcosa da non vedere e comunque rifiutare> – dice la Scala.

<Si può in piena coscienza sostenere, che le coppie lgbt+ non possano passeggiare liberamente mano nella mano e baciarsi nelle nostre piazze, nei parchi, nelle vie, in modo libero come fanno le coppie eterosessuali? Si può sostenere, sempre in coscienza, che le persone omosessuali godono degli stessi diritti di tutti? Per quale arcano motivo bisogna giustificare senza punire a dovere chi incrociando per strada una persona omosessuale o presunta tale, usi violenza su di lui/lei o si arroghi il diritto di insultarla/o con parole che non descrivono la persona in sé ma solo la sfera della sua sessualità e del suo intimo?> – dice la presidente di Arcigay Siracusa.

<Con quale coraggio morale o base empirica si può affermare che l’orientamento sessuale comprende la pedofilia, il sadismo, la poligamia o l’incesto? Leggi contro l’omofobia e la trans fobia le hanno tutti i Paesi civili. E noi italiani non lo siamo, nella misura in cui usiamo argomentazioni risibili per opporci a legittime richieste di protezione contro la violenza e la discriminazione e sfruttiamo la libertà di espressione, in definitiva, per giustificare l’odio> – conclude Lucia Scala.