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Siracusa. Maltempo: caditoie e tombini ko, strade impraticabili. "Lavoriamo ad una soluzione"

Il giorno dopo il maltempo che ha messo ko il traffico cittadino, splende il sole su Siracusa. Ma non si placano le polemiche sul sistema di raccolta delle acque piovane. Caditoie, tombini, canali e canaloni non hanno retto alla pressione, certo eccezionale, delle precipitazioni. Come risultato, città paralizzata da un acquazzone, da nord a sud. “Scontiamo un problema decennale”, dice l’assessore ai lavori pubblici, Alfredo Foti. “La crescita della città non è stata accompagnata da un identico sviluppo della sua rete di convogliamento delle acque piovane”. La pendenza delle strade, poi, non agevola. Conferendo ancora maggiore forza alle acque che iniziano a scendere per le vie trasformate in fiumi. C’è anche il dato di una manutenzione non puntuale di caditoie e tombini da considerare. Come la quantità di carte e cartacce lasciate in strada che, in queste occasioni, diventano un “tappo” per il deflusso.
Il caso più clamoroso è quello di viale Paolo Orsi. Due tombini letteralmente esplosi sotto la pressione delle acque che, peraltro, scorrono proprio sotto la nuova rotatoria sperimentale. Oltre all’evidente rischio per l’incolumità pubblica, si è registrato un blocco del traffico che ha paralizzato la viabilità cittadina. E viale Paolo Orsi è vitale, specie in caso di necessità. La fotografia perfetta di una Siracusa impreparata all’emergenza.
Più che un maxi progetto per l’ampliamento della rete di convogliamento delle acque piovane, servirebbe oggi un intervento migliorativo in quella area. Per evitare che alla prossima bomba d’acqua si possano ripetere scene come quelle di ieri. “Insieme agli uffici della Mobilità e della Protezione Civile studieremo una soluzione”, assicura Foti.