Sisma 90, trentennale battaglia per i rimborsi dei tributi. In centinaia all’assemblea di Siracusa

Trentasei anni dopo il terremoto del 1990, la vicenda dei rimborsi per i tributi sospesi nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania continua a tenere migliaia di cittadini in apprensione. Una lunga battaglia, fatta di ricorsi, iniziative parlamentari e interlocuzioni istituzionali, che nonostante alcuni importanti risultati raggiunti negli ultimi anni non ha ancora trovato una conclusione per tutti gli aventi diritto.
Se ne è discusso oggi a Siracusa, nel corso di una partecipata assemblea pubblica ospitata nel salone del Santuario della Madonna delle Lacrime. Al centro dell’incontro, il percorso portato avanti dall’associazione Sisma 90 per ottenere il riconoscimento e soprattutto la concreta restituzione delle somme spettanti ai contribuenti.
Il presidente dell’associazione, Totò Lantieri, ha ripercorso le tappe di una vicenda trentennale, segnata da una prima battaglia per il riconoscimento del diritto ai rimborsi, senza che questo potesse essere subordinato a termini di scadenza per la presentazione delle istanze, e da una seconda, ancora più complessa, per trasformare quel diritto, riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione, in un effettivo ristoro economico.
A dicembre dello scorso anno si è registrato uno sblocco significativo, con l’erogazione di numerosi rimborsi. Ma il risultato non ha chiuso la partita. Rimane ancora ampia la platea dei cittadini che attendono di vedersi riconosciuto quanto spetta loro.
Una battaglia che da anni vede impegnati anche il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra e il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, entrambi attivi sul fronte parlamentare e nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia.
“Assieme al presidente Lantieri e al senatore Nicita stiamo portando avanti un lavoro che dura da anni, con migliaia di interrogazioni, di accessi all’Agenzia delle Entrate e di interlocuzioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze”, ha ricordato Scerra. “Siamo arrivati a ottenere stanziamenti importanti nel 2020 e nel 2024, quando ormai in pochi ci credevano, a far erogare migliaia di rimborsi a migliaia di cittadini”. Ma per il parlamentare la mobilitazione non può considerarsi conclusa. Il nodo resta quello della disparità tra chi riuscì a presentare l’istanza entro il 2010 e chi, per diverse ragioni, non riuscì a farlo.
“Non può esserci questa diversificazione tra i cittadini che hanno presentato l’istanza entro il 2010 e quelli che, per qualsiasi motivo, non sono riusciti a farlo. Noi sosteniamo che un diritto è valido senza una data di scadenza e, se è valido, deve esserlo sempre. Anche gli altri cittadini devono avere la possibilità di beneficiare di questo rimborso”.
La questione è stata inserita anche in una proposta di legge e rappresenta uno dei punti sui quali si attende una risposta dal tavolo tecnico istituito al Ministero dell’Economia e delle Finanze.