• Sistema Siracusa, i verbali di Giuseppe Calafiore: i soldi a Longo, la pen drive e le confidenze di Amara

    Dopo le dichiarazioni di Piero Amara, arrivano quelle dell’altro indagato eccellente nell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Siracusa” ovvero Giuseppe Calafiore. La Gazzetta del Sud ha pubblicato alcuni passaggi dei verbali redatti nei mesi scorsi dal legale siracusano nel corso degli incontri con i magistrati delle tre Procure che si stanno occupando del caso.
    E spuntano nuovi dettagli, raccolti nell’articolo di Nuccio Anselmo. Come il fatto che Amara fosse anche a conoscenza degli arresti imminenti e che avesse comunicato la notizia al suo sodale con una frase – ricorda Calafiore – del tipo “compare, martedì game over”. Informazioni che Piero Amara avrebbe ottenuto “attraverso la Guardia di Finanza di Roma, ma non mi disse di più”, afferma e sottoscrive Calafiore. E sarebbe stato a conoscenza anche di attività ambientali nell’ufficio dell’ex pm Longo, riferimento alle famose cimici. Torna quindi attuale quella ragnatela di contatti e connessioni che ha poi portato all’esplosione del caso Siracusa e della ben più delicata vicenda Eni.
    Giuseppe Calafiore ha parlato anche dei pagamenti effettuati proprio al magistrato in servizio a Siracusa, prima del trasferimento e dell’arresto. “A titolo personale…ricordo circa 30 mila euro. Poi ci sono i soldi datigli da Amara per la vicenda Milano di cui si è occupato Amara. Io ho fatto solo da spallone”, dice ai magistrati Calafiore, come riportato dalla Gazzetta del Sud. Soldi ed una pen drive da portare a Longo, anche lui adesso ai domiciliari. Nel supporto informatico vi sarebbero stati i verbali preparati ad hoc. “Io non ho falsificato nulla”, precisa però Giuseppe Calafiore.

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