Solarino. Nervi tesi all’Ufficio Tecnico, i dipendenti contestano in una lettera il sindaco Spada
Rapporti tesi tra i dipendenti dell’Ufficio Tecnico del Comune di Solarino ed il sindaco, Tiziano Spada.
In una lettera, per difendere il proprio operato e rispondere ad alcune dichiarazioni del primo cittadino, i dipendenti esprimono “profondo rammarico per le modalità con cui viene esercitato il diritto di critica. A parer nostro- sostengono – le valutazioni e i rilievi espressi da un amministratore attaccando pubblicamente sui social (peraltro ormai ripetutamente) un ufficio del proprio ente, non corrispondono ai canoni di correttezza istituzionale cui è legata la funzione pubblica esercitata e rischiano anche di arrecare un grave danno di immagine all’ente di cui sia l’amministratore che il dipendente sono parte integrante”.
I dipendenti ricordano che “l’amministratore non è un semplice cittadino esterno e, se ritiene di dover muovere dei rilievi al personale dipendente, dovrebbe farlo, pur nella legittima espressione delle valutazioni che gli competono, mantenendo toni e contenuti conformi ai principi di correttezza istituzionale, leale collaborazione e rispetto reciproco tra organi politici e struttura amministrativa”.
Le dichiarazioni contestate e diffuse attraverso i social dal sindaco, secondo i dipendenti non avrebbero “riscontri fattuali” e sarebbero state rilasciate “in assenza di contradditorio, rischiando di ingenerare una percezione non corrispondente alla realtà documentale e di arrecare pregiudizio reputazionale al personale interessato oltre che al Comune”.
Il documento richiama i principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa “di cui all’art. 97 della Costituzione,che impongono che la valutazione dell’operato degli uffici avvenga sulla base degli atti e nelle sedi istituzionali competenti”. In un altro passaggio i dipendenti evidenziano come “la legittima attività di indirizzo e verifica dell’organo politico non posa tradursi, nei confronti degli uffici, nell’attribuzione di ritardi o disfunzioni senza una preventiva e puntuale ricostruzione dei fatti e delle eventuali relative responsabilità”.
Secondo i dipendenti del Comune di Solarino, “se da un lato, in un apparente apprezzamento positivo, si dà atto che la maggior parte dei lavori viene seguita internamente (“dalla progettazione, alla direzione, alla rendicontazione dei lavori”) dall’altro lato questa caratteristica non comune in molti enti anche maggiormente strutturati del nostro – viene a rappresentare un disvalore lamentando che “molto spesso questo rallenta in maniera esponenziale la realizzazione degli interventi””.
Il chiarimento diventa poi puntuale. “Occorre precisare-si legge nella lettera- che gli interventi che stanno maggiormente impegnando quest’ufficio sono quelli finanziati con fondi PNRR (realizzazione dell’asilo nido e delle due mense scolastiche) e quelli finanziati con i fondi FSC (adeguamento sismico della scuola primaria e della scuola secondaria ed efficientamento energetico della scuola dell’infanzia Calcutta). Tali opere, fatta eccezione per quella relativa alla scuola dell’infanzia Calcutta, sono state tutte progettate da professionisti esterni”.
Altro chiarimento riguarda le perizie di variante. “Solamente quello inerente la mensa posta a servizio della scuola secondaria e di quella dell’infanzia Rodari è stato interessato da una perizia di variante per correzione di errori progettuali e ad oggi non stanno necessitando di risorse comunali. Salvo alcune modifiche sulle quali la direzione dei lavori ha autonomia decisionale perché rientranti nell’ambito dell’importo contrattuale, le uniche varianti in corso di predisposizione stanno riguardando il progetto di adeguamento sismico della scuola primaria e quello di efficientamento energetico della materna Calcutta e sono conseguenti a imprevisti insorti durante l’esecuzione dei lavori la cui copertura finanziaria è comunque assicurata dalle somme del ribasso d’asta”.
I dipendenti parlano anche di risultati. “Le altre progettazioni espletate dall’ufficio (riqualificazione della viabilità comunale, impianto di videosorveglianza, riqualificazione ed efficientamento dell’area artigianale, riparazione copertura della sede del palazzo comunale per infiltrazioni diffuse, riqualificazione del Corso Vittorio Emanuele, riqualificazione del parco urbano, manutenzione e recupero dell’impianto sportivo “Scatà”) hanno consentito all’ente un risparmio economico veramente importante”.
Altri punti approfonditi nel documento: le direzioni dei lavori svolte dall’ufficio. I dipendenti ricordano che così prevede la legge, salvo non diversamente previsto dal bando di gare per la progettazione. “Il ricorso a professionalità interne -osservano- è anche significativo di una gestione responsabile delle risorse pubbliche”.
Poi i temi affrontati da Spada sui social.
“I lavori di via Umberto non sono assolutamente conclusi né è possibile affermare che siano stati eseguiti male. In realtà l’asfalto posato in opera come pavimentazione non è quello definitivo ma è lo strato di binder-chiariscono dagli uffici- Molti manuali e capitolati suggeriscono di attendere almeno 30 gg prima di posare l’asfalto definitivo”
Sulla videosorveglianza, “la graduatoria che ci ha visti tra i comuni finanziati – grazie al lavoro e alla solerzia dell’ufficio tanto criticato, perché si trattava di un bando a sportello per cui venivano finanziati solamente gli enti più tempestivi – è stata approvata a novembre del 2025 e rimandava gli impegni spesa necessari per la realizzazione delle opere a successivi adempimenti nelle more dei quali lo scorso febbraio il Dipartimento Regionale Infrastrutture e Mobilità ha autorizzato l’espletamento delle procedure per l’affidamento dei relativi lavori. I dipendenti spiegano, poi, nel dettaglio che ogni passo sarebbe stato compiuto in maniera puntuale e solerte.
Poi il tema lampade votive, sul quale il sindaco avrebbe, secondo i dipendenti, formulato giudizi sommari “che non tengono conto di come si sono realmente svolti i fatti così generando ingiusto discredito nei confronti di chi ha invece fatto il proprio dovere”. Una procedura che sarebbe stata avviata in tempo utile, secondo la nota, ma che sarebbe andata deserta. “Scaduti i termini e appurata l’assenza di offerte, nel rispetto delle normative in materia di affidamento diretto, sono state quindi contattate diverse imprese operanti nel settore dell’illuminazione votiva, anche fuori provincia, prospettandogli la possibilità di una negoziazione diretta e nessuno di loro è voluto scendere nemmeno nei dettagli dell’appalto perché si sono dichiarati tutti disinteressati a questo tipo di servizio.Informato tempestivamente l’assessore al ramo, questi, con spirito collaborativo, ha compulsato altri operatori che gli hanno rappresentato la propria disponibilità a partecipare alla selezione per svolgere il servizio e, pertanto, si è proceduto a pubblicare una seconda procedura nella convinzione che, stavolta, non sarebbe andata deserta. Tuttavia non è stato così perché, inaspettatamente, anche questa seconda volta non è arrivata nessuna offerta.La terza procedura è stata avviata su richiesta dell’assessore, che aveva rappresentato di aver acquisito ulteriori manifestazioni di disponibilità, riferite tuttavia a un affidamento di durata annuale anziché biennale. L’ufficio ha quindi dato seguito a tale indicazione proprio nella prospettiva di favorire l’affidamento del servizio. Purtroppo, anche questa procedura è andata deserta”.
I dipendenti esprimono “sconcerto per alcune espressioni usate dal primo cittadino. Le citano:”Spero che qualcuno si ravveda rispetto agli obiettivi, agli obiettivi che ci siamo posti e rispetto al ruolo che dovrebbe avere all’interno della nostra comunità e soprattutto rispetto a quelle che sono le esigenze dei cittadini. Perché, ripeto, la politica la si fa fuori dal palazzo comunale, dagli uffici”. Accuse che i dipendenti ritengono destituite da ogni fondamento e “gravemente lesive dell’onorabilità dell’ufficio che non trovano alcun conforto né nell’attività concretamente svolta né nella documentazione relativa ai procedimenti richiamati”. I dipendenti ribadiscono di limitarsi ad applicare norme e regolamenti nel rispetto delle procedure “e non può essere inteso come ostacolo al perseguimento degli obiettivi dell’amministrazione. Lo straordinario non retribuito e documentato per centinaia di ore, che più d’uno ha maturato, è un segnale plastico inequivocabile di impegno, senso di responsabilità e spirito collaborativo evidentemente largamente incompreso”.
Poi alzano i toni. “Se gli obiettivi sono stati definiti senza alcun confronto e senza considerare il reale fabbisogno di personale, i carichi di lavoro, le competenze disponibili e le risorse assegnate, il mancato conseguimento del risultato costituisce anzitutto un problema di pianificazione e organizzazione, non una prova di condizionamento politico dell’ufficio”.
I dipendenti del Comune di Solarino concludono ricordano ancora una volta il proprio “costante impegno al servizio della comunità e la piena disponibilità a ogni confronto fondato sugli atti e sui dati oggettivi, nella convinzione che il perseguimento degli interessi pubblici richieda collaborazione istituzionale, rispetto dei ruoli e rappresentazioni aderenti ai fatti documentati”.