Sortino, doppio assalto ai bancomat: Il sindaco Parlato: “Territorio scoperto, serve più presenza notturna”
Sortino si risveglia sotto shock dopo il raid che, tra le 3:30 e le 4:00 del mattino, ha preso di mira due istituti bancari nel cuore del paese: la filiale del Monte dei Paschi di Siena, già bersaglio a gennaio di un tentativo fallito con l’esplosivo e quella della Banca Agricola Popolare di Ragusa , i cui sportelli erano situati a poca distanza l’uno dall’altro. Sui fatti interviene il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, che analizza la gravità dell’accaduto e rilancia l’allarme sulla sicurezza e sulle carenze d’organico delle forze dell’ordine nel territorio montano. Le modalità del colpo confermano l’alto livello di organizzazione di un commando composto da circa 12 persone: i malviventi sono scesi contromano lungo il corso del paese a bordo di una bisarca, dalla quale hanno scaricato un mezzo cingolato (un escavatore) per poi utilizzare la stessa bisarca per sbarrare e bloccare di traverso il viale Mario Giardino nella parte alta, impedendo ogni accesso e garantendosi una perfetta copertura. Grazie all’escavatore, i banditi sono riusciti a sradicare i due bancomat in pochissimi minuti, un’operazione chirurgica confermata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza che non ha lasciato nulla al caso; vista la distanza dei rinforzi, con le pattuglie dei Carabinieri costrette a intervenire dai comandi di Augusta o Priolo richiedendo circa venti minuti di percorrenza, il commando sapeva esattamente quanti margini di tempo avesse a disposizione, per poi abbandonare sul posto la bisarca e l’escavatore — presumibilmente rubati in qualche cantiere della zona — e dileguarsi a bordo di tre autovetture. L’impatto sulla comunità è fortissimo e, oltre al danno materiale, il primo cittadino sottolinea la beffa dei disservizi che i cittadini subiranno per mesi prima che gli sportelli possano essere ripristinati. “C’è questa sensazione da parte delle persone, giustamente, di impotenza di fronte a tale devastazione, per cui c’è un senso di paura diffuso”, spiega il sindaco Parlato, evidenziando come si tratti di un commando spregiudicato che ha studiato tutto a tavolino, visionando centimetri e angoli del paese, forse sfruttando anche i sopralluoghi fatti nei giorni precedenti . Il primo cittadino punta poi i riflettori sulla cronica carenza di organico che penalizza le aree montane, ricordando che la caserma locale conta su un numero esiguo di unità (cinque carabinieri), ai quali si affiancano i cinque vigili urbani del Comune che però non operano nelle fasce orarie notturne, rendendo logisticamente impossibile presidiare l’intero territorio 24 ore su 24. Sebbene strumenti di controllo e telecamere siano utili per la microcriminalità o esigenze momentanee, di fronte a professionisti di questa portata “bisogna fare qualcosa in quanto a presenza più capillare e costante sul territorio, soprattutto nelle ore notturne, per scoraggiare simili comportamenti”. Le indagini dei Carabinieri intanto proseguono serrate, partendo dall’analisi dei veicoli pesanti abbandonati e delle immagini estese da tutti gli impianti di videosorveglianza della zona.