Stipendi ai presidenti delle ex Province, ok in Bilancio Ars. Gradenigo (L&C): “Siracusa rinunci”
I costi della politica tornano a far discutere in Sicilia. L’ultimo caso è l’approvazione in Commissione Bilancio Ars dell’emendamento che reintroduce con aumenti le indennità di carica per i presidenti dei Liberi Consorzi, le ex province regionali. A presentare il provvedimento è stata FdI, con voto contrario di ControCorrente e M5s. Nonostante le precedenti bocciature, la misura è tornata in esame in occasione della finanziaria regionale.
Secondo le prime cifre emerse, l’indennità del presidente del Libero Consorzio di Siracusa passerebbe da 2.208 euro al mese a circa 11mila, con un aumento di 8.830 euro. Agrigento, Ragusa, Enna e Trapani (attualmente tra i 3 e i 4 mila euro) si assesterebbero su 9.660 euro al mese. Tornano i rimborsi spese anche per i consiglieri provinciali. Rumoreggia il deputato regionale del Pd, Nello Di Pasquale, nonostante il voto favorevole del gruppo in Commissione. La proposta dovrà passare dal voto finale dell’Aula prima della definitiva approvazione.
“Dopo il raddoppio degli emolumenti di Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali adesso all’Ars passa l’emendamento per assegnare i medesimi compensi ai Presidenti e consiglieri delle ex Province di Siracusa, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa insieme alle tre città metropolitane di Catania, Palermo e Messina. Una proposta di Fratelli d’Italia approvata in commissione bilancio da tutti i partiti ad eccezione di 5Stelle e Controcorrente. Un atto che permetterebbe di rivedere unilateralmente le condizioni di un contratto all’epoca siglato con il vincolo dell’incarico a titolo gratuito, assegnando uno stipendio a coloro che furono nominati”, reagisce il presidente di Lealtà e Condivisione ed ex assessore comunale di Siracusa, Carlo Gradenigo. “Ancora una volta si tenta di cambiare le regole del gioco a giochi fatti con i cittadini spettatori passivi di tali manovre, costretti a subire le decisioni di una politica che a parole agisce per loro conto e nei fatti i conti ci tiene a farli prima nelle proprie tasche. È chiaro che chi fa politica seriamente è giusto che venga retribuito ma la conditio sine qua non per mettere sul piatto 4.5 milioni di euro l’anno dovrebbe essere almeno quella di passare prima dal voto dei cittadini e ricevere da quest’ultimi l’incarico che ad oggi è frutto di accordi interni tra partiti in quelle che chiamano elezioni di secondo grado”, la critica di L&C che lancia una provocazione: “Chiediamo ai beneficiari di tale proposta della Provincia di Siracusa di compiere un atto di coerenza e opporsi a tale progetto subordinandone l’approvazione e relativa applicazione all’attuazione di nuove e reali elezioni pubbliche”.