Strade al buio, Di Giovanni (Pd): “Carente in molte zone, subito interventi”

“Illuminazione pubblica carente in molte zone della città, soprattutto periferiche e ad alta densità abitativa, in alcuni casi del tutto mancante, a detrimento di residenti e di chi vi transita”.
La segretaria cittadina del Pd, Matilde Di Giovanni interviene sulla questione e auspica soluzioni celeri.
“Ho avuto modo di constatare – dice Di Giovanni – che in contrada Cuba, nei pressi della ridente zona balneare di Fontane Bianche, i pali dell’energia elettrica sono collocati soltanto in un tratto dell’arteria stradale principale, mentre in tutte le stradine interne, dove parecchi siracusani hanno fissato la loro residenza, l’illuminazione è pressoché assente. Lo stesso dicasi per contrada Tivoli, la cui illuminazione pubblica ricopre soltanto il 20 per cento del territorio. Va da sé che, soprattutto, in tali aree, dislocate all’esterno della cinta urbana, il buio offre un vantaggio tattico ai malintenzionati e incentiva i reati di opportunità come furti e atti vandalici, favorendo il degrado urbano”. La segretaria cittadina del Partito Democratico, posa lo sguardo sulla Borgata, secondo quartiere storico della città, dove “l’insufficiente illuminazione genera un forte calo del senso di sicurezza tra i cittadini che, dopo il tramonto, non escono più di casa. È di questi giorni l’annuncio dell’assessore Andrea Firenze circa la riprogrammazione di 275 lampade lungo gli assi viari nord-sud e la sostituzione integrale di 123 punti luce con nuovi corpi illuminanti ad alta tecnologia. “Mi auguro-prosegue Di Giovanni- che agli annunci seguano presto i fatti”. Alla Mazzarrona, invece, il buio nelle ore serali e notturne favorirebbe episodi di microcriminalità. Nella fornitura di energia elettrica, il gestore privilegerebbe le arterie maggiormente percorse da veicoli, lasciando “senza luce adeguata le stradine secondarie, i vicoli, e i tratti percorsi dai pedoni e spesso i luoghi di ritrovo degli anziani, per i quali la socialità è di vitale importanza e che, anzi, avrebbero bisogno di spazi di incontro ad hoc. E ciò senza tacere quanto riguardante i giovani, la cui aggregazione favorisce lo sviluppo dell’identità personale, la socializzazione e l’inclusione, soprattutto, in un’epoca digitale, quale la nostra, che, celando le esistenze dietro gli schermi, limita i contatti diretti interpersonali”.