Successo Formativo ad Avola con la simulazione del Progetto MaMum

“L’Aula consiliare del Comune di Avola si è trasformata in una piccola grande ONU, accogliendo una delle esperienze formative più significative dedicate ai giovani del nostro territorio. Una giornata intensa, partecipata e ricca di contenuti, che ha unito scuola, istituzioni e associazionismo in un progetto capace di far vivere ai ragazzi un’esperienza concreta di confronto, responsabilità e visione internazionale”. Lo dichiara il sindaco di Avola Rossana Cannata, commentando la simulazione finale del progetto MaMun – Majorana Model United Nations, svoltasi nell’Aula consiliare del Comune. “Abbiamo avuto il piacere di ospitare nella nostra Sala comunale gli studenti delle classi 5A, 5B e 5F dei Licei dell’Istituto Majorana – dice il sindaco – protagonisti di una simulazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale hanno rappresentato ben 51 Paesi, confrontandosi su un tema di straordinaria attualità come intelligenza artificiale, cybersecurity e diritti digitali, con attenzione ai nodi dell’etica, della privacy, della sicurezza e della libertà online”. Per la Cannata è stata un’iniziativa dal forte valore educativo e simbolico. “Non è stata soltanto una attività scolastica ma una vera esperienza di cittadinanza attiva – continua il sindaco di Avola – svolta in uno dei luoghi più rappresentativi della vita democratica della città. È stato bello vedere l’Aula consiliare diventare spazio vivo di partecipazione, ascolto, dibattito e costruzione condivisa, proprio grazie ai nostri ragazzi”. Il progetto MaMun nasce da un lavoro articolato e serio, inserito nel più ampio percorso triennale “Educazione civica e mobilità studentesca internazionale”, promosso da Fondazione Intercultura, Università Bicocca di Milano e Scuola Democratica e sviluppato attraverso moduli formativi che hanno permesso agli studenti di approfondire non solo il funzionamento dell’ONU, ma anche competenze trasversali fondamentali come public speaking, capacità argomentativa, lavoro di squadra, gestione del tempo, rispetto delle formalità, problem solving e consapevolezza interculturale. I ragazzi hanno potuto contare su un percorso guidato da docenti, tutor e formatori di alto profilo. Dal modulo sul public speaking con il prof. Gianni Cauchi, agli approfondimenti storici e istituzionali con il prof. Salvatore Sirugo, fino al lavoro sulle differenze culturali e sull’empatia diplomatica svolto con Intercultura e con la formatrice Monica Bacco, tutto ha contribuito a rendere questa simulazione un momento autentico di crescita. E questo grazie a una rete che ha reso possibile l’iniziativa: l’Istituto Majorana, il Rotary Club Noto Terra di Eloro, il Rotaract Noto Terra di Eloro, l’Interact, Intercultura ETS, l’Università Bicocca, i docenti e tutti i partner che hanno creduto nel progetto, perché è proprio da queste sinergie tra scuola, istituzioni e associazionismo che nascono le migliori opportunità per i giovani. Un ringraziamento particolare è andato agli studenti Gabriele Uccello e Antonio Dell’Arte che hanno curato l’organizzazione della simulazione e che hanno svolto un ruolo centrale nell’organizzazione dei lavori, coordinando e accompagnando l’assemblea con serietà e preparazione, così come importante è stato il ruolo della dirigente scolastica Gabriella Pagano, delle docenti referenti Mariaclara Rametta e Oriana Garofalo, del tutor interno Salvatore Sirugo, delle professoresse Giusi Burgaretta e Nancy Campisi, del tutor esterno Giuseppe Di Pietro, dell’avv. Marco Gullotta, presidente del Rotary Club Noto Terra di Eloro, e della dott.ssa Gabriella Celotta. Rossana Cannata ha anche richiamato il valore civile del messaggio emerso dalla simulazione. “In un tempo segnato da conflitti, tensioni internazionali e divisioni profonde, vedere i nostri ragazzi confrontarsi attraverso la parola, il rispetto delle regole e la ricerca comune di soluzioni è stato un segnale bellissimo – specifica il sindaco – Ancora più significativo è che al termine dei lavori siano arrivati all’approvazione unanime di una risoluzione unica. Un risultato che racconta molto bene il senso di questa esperienza e il valore del dialogo come strumento di pace e costruzione”. Infine, il sindaco Cannata ribadisce il significato dell’iniziativa per la città. “Avola è orgogliosa di aver accolto un progetto così moderno, coinvolgente e formativo. Esperienze come MaMun dimostrano che i nostri giovani, se messi nelle condizioni giuste, sanno esprimere competenza, sensibilità e visione. E dimostrano anche quanto sia importante aprire sempre di più i luoghi delle istituzioni alla partecipazione delle nuove generazioni. Perché educare al confronto, alla legalità, alla cittadinanza e alla dimensione internazionale significa investire nel futuro della nostra comunità”.