Tensioni in maggioranza al Vermexio, cresce il malumore di Grande Sicilia. Le opposizioni attaccano
Il nuovo segnale lanciato da Grande Sicilia in Consiglio comunale non può essere sottovalutato dall’amministrazione Italia. L’alleato numericamente più forte non nasconde più i segnali di malessere che, pure, erano già emersi nei mesi scorsi. Riduttivo considerare la nuova querelle come una “pressione” da rimpasto o per nuovi ingressi in giunta. Diversi esponenti di GS, infatti, non nascondono quasi più che i problemi siano altrove ed in particolare negli equilibri di una maggioranza che scricchiola come non mai. “Così non va bene…”, confermano a denti stretti pezzi importanti del partito, nei corridoi del Vermexio. Ecco perchè viene caldeggiato fortemente un vertice ai massimi livelli, vale a dire tra l’on. Giuseppe Carta per Grande Sicilia ed il sindaco Francesco Italia per l’amministrazione comunale.
Secondo alcune fonti interne a Grande Sicilia, raccolte da SiracusaOggi.it, ci sarebbe stanchezza per alcuni atteggiamenti. Proviamo a metterne in fila alcuni: le assenze degli assessori alle sedute del Consiglio comunale, la necessità di rivedere il doppio incarico di assessore e consigliere (che però riguarda anche GS) ma soprattutto la presunta mancanza di una visione politico-amministrativa condivisa e chiara. Questo ultimo punto sarebbe quello più “caldo”. Grande Sicilia aveva alzato la voce nelle settimane scorse, chiedendo più fondi per l’igiene urbana, il verde pubblico e la manutenzione del cimitero tutti servizi in forte ritardo proprio per le difficoltà degli uffici ad operare in assenza di una programmazione economica che permetta di rispondere velocemente alle necessità del capoluogo. Macchinoso il meccanismo sin qui adottato, quello delle variazioni di bilancio che – fanno notare – priverebbe peraltro di prospettiva l’azione in settori fondamentali ed a pochi mesi dalle nuove gare d’appalto.
La tentazione di allargare la maggioranza a sostegno dell’amministrazione Italia, per provare ad arginare il blocco imposto dai consiglieri di Grande Sicilia, non pare esercitare grande fascino al secondo piano di Palazzo Vermexio. Anche perchè il clima di incertezza sulla durata della sindacatura in corso – qualora il primo cittadino decidesse di candidarsi alla Politiche – non conferisce appeal all’ipotesi. E qui, poi, si inserisce un altro elemento di malessere interno a Grande Sicilia riassumibile in una riflessione di alcuni suoi componenti: siamo alleati del sindaco Italia oggi, ma lui con chi vuole allearsi domani?
Le opposizioni sentenziano: “la maggioranza del sindaco Italia non esiste più”. Così PD, Forza Italia, Forzisti, Fratelli d’Italia e Insieme che ieri hanno abbandonato l’aula. “Questa Amministrazione non ha più una maggioranza in grado di sostenere i provvedimenti e di garantire il regolare funzionamento del Consiglio comunale. Si discuteva un debito fuori bilancio di diversi milioni di euro: un debito enorme, maturato negli anni, che avrebbe richiesto serietà, responsabilità e presenza. Durante la trattazione, invece, il gruppo Grande Sicilia ha lasciato l’aula, seguito dagli altri gruppi di maggioranza. Alla fine sono rimasti soltanto pochi consiglieri di minoranza, troppo pochi per consentire all’aula di proseguire i lavori. È il segno plastico di una maggioranza sotto ricatto continuo, incapace di tenere i numeri, incapace di tenere l’aula, incapace di approvare perfino provvedimenti essenziali per la vita amministrativa della città. Abbiamo certificato, ancora una volta, l’incapacità politica di una Amministrazione che non sa tutelare l’Ente e i suoi cittadini. Chiediamo all’Amministrazione comunale un bagno di umiltà. Superato il rumore degli applausi e spenti i riflettori delle inaugurazioni, chiediamo al sindaco Italia di sforzarsi di sentire il grido disperato di una città in ginocchio: prenda atto della fine della sua esperienza politica e rassegni le dimissioni”.