Traffico, che problema per Siracusa! Ma non date la colpa alle ciclabili, pesano di più…le scuole
Più delle piste ciclabili, a pesare sul traffico asfittico di Siracusa sono…le scuole. Sebbene non esista una stima ufficiale, il peso del traffico scolastico sulla mobilità urbana può essere stimato – nelle ore di punta – attorno al 20-25% del totale. Nelle fasce 7:30–9:00 e 13:00–14:30 diventa una delle cause principali della congestione viaria. Il punto chiave non è però tanto il volume totale, quanto la concentrazione: le auto coinvolte si spostano tutte nello stesso momento (entrata/uscita) e si riversano in gran parte lungo le stesse direttrici viarie. Eppure è uno dei pochi flussi urbani prevedibile, concentrato e quindi – in linea teorica – più facilmente gestibile.
Proviamo a fare due conti. A fronte di circa 120mila abitanti a Siracusa, la popolazione studentesca (infanzia, primaria e medie) può essere stimata attorno alle 13.000 unità. Considerando che circa il 70% è costantemente accompagnato in auto (media di 1,3 studenti per auto), viene fuori il dato monstre di 6-8.000 auto che ogni giorno si spostano da e per le scuole di Siracusa.
La forte dipendenza dall’auto purtroppo finisce per amplificare il fenomeno. Car pooling e car sharing sono buone opzioni, ma mai realmente praticate od incentivate. Ci sarebbero le “school streets”, esperimenti che altrove stanno aiutando a limitare il traffico scolastico, riducendo in modo significativo inquinamento e congestione locale. School streets significa “chiudere” alle auto le strade in cui si trovano gli istituti scolastici, per 30 o 45 minuti, in contemporanea alle operazioni di entrata/uscita. Dove è stata praticata, questa scelta ha ridotto del 30% circa il traffico locale, aumentando la sicurezza.
Pedibus e bicibus sono belle pratiche dall’alto valore educativo. Serve però costanza. E dopo alcuni positivi esperimenti – specie il pedibus, con tanto di segnaletica – sono progetti finiti in fretta nel dimenticatoio siracusano. Utile soprattutto per le primarie, richiede però un coordinamento costante tra scuole e famiglie e adulti disponibili a “guidare” il pedibus di classe.
Ci sarebbero poi le americane aree “kiss and ride”, ovvero saluta e parti. Zone di sosta veloce, a distanza variabile dalle scuole – tra i 100 ed i 300 metri – dove sostare giusto il tempo di un saluto per far poi scendere gli studenti che, a piedi, raggiungono il loro istituto. Si eviterebbero quelle odiose doppie e triple file davanti ai cancelli. Realisticamente, mancano aree comode per applicare una simile soluzione. Ed il saluto rapido non è una specialità della casa.
Si potrebbe allra lavorare con gli istituti comprensivi (Comune-Scuole) su ingressi differenziati a distanza di 15 minuti (es. 8:00 – 8:15 – 8:30), per ridurre il picco concentrato e spalmare il traffico scolastico su di una finestra temporale più larga.
Ma l’opzione migliore per Siracusa rimane quella di favorire le iscrizioni di prossimità, cioè alla scuola più vicina al luogo di residenza. L’obbligo non c’è più da tempo. I genitori possono scegliere in autonomia e quindi in qualsiasi luogo della città. Ma accompagnare e riprendere ogni giorno i ragazzi a scuola, specie se distanti dal luogo di residenza, significa moltiplicare il traffico. Basti pensare a quanti spostamenti potrebbero essere ridotti scegliendo gli istituti comprensivi più vicini e abbinandovi in caso anche la buona pratica dell’utilizzo dei mezzi pubblici del cosiddetto giro scuole. Scelte delegate ormai in gran parte ai Consigli d’Istituto, che possono suggerire (non imporre) le iscrizioni di prossimità. Ma, al tempo stesso, gli istituti devono combattere sull’improbo terreno delle iscrizioni e del rischio demansionamento.