Tributi sospesi del ’90, Scerra(M5S) e Nicita(Pd) scrivono al Tavolo Tecnico: “Chiudere la vicenda”

Un chiarimento sulle tempistiche dell’iter per completare il rimborso dei tributi sospesi del ’90 e quali ostacoli impediscono di chiudere definitivamente questa vicenda”. A chiederlo sono il deputato Filippo Scerra (M5S) e il senatore Antonio Nicita (PD) che, per ottenere le relative risposta, hanno inviato una lettera ai componenti del Tavolo Tecnico Sisma 90, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ed ai presidenti dei Liberi Consorzi di Siracusa e Ragusa e della Città Metropolitana di Catania.
“Migliaia di siciliani da trentacinque anni stanno attendendo piena soddisfazione di un diritto acquisito e riconosciuto anche da sentenze della Cassazione”, ricordano Scerra e Nicita. Proprio grazie ad un loro emendamento, peraltro, è stata prorogata al 31 dicembre 2026 l’operatività dello stesso Tavolo Tecnico. Inoltre, sempre dopo iniziative parlamentari di Scerra e Nicita, nel dicembre del 2024 migliaia di contribuenti hanno ricevuto il rimborso atteso. “Ma adesso servono tutte le altre risposte”, sottolineano Scerra e Nicita.
Nella nota, i due parlamentari pongono sette precisi quesiti e chiedono risposta documentata entro 90 giorni.
Quante pratiche sono state liquidate e quante restano inevase? E cosa accade a chi ha perso in giudizio quando ancora prevaleva un’interpretazione poi ribaltata dalla Cassazione? “È inaccettabile — dicono — che due persone nella stessa situazione siano trattate diversamente solo per la diversa collocazione temporale dei loro ricorsi”.
Viene inoltre richiesta l’istituzione di uno sportello dedicato ai contribuenti che hanno ricevuto un diniego pur avendo i requisiti, superando al contempo il problema documentale di chi non conserva le dichiarazioni dei redditi di trent’anni fa. “Quei dati esistono nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate. Non si può respingere una domanda legittima per un ostacolo burocratico che lo Stato stesso può rimuovere”.
Il punto più rilevante riguarda i lavoratori dipendenti che nel 2010, alla scadenza del termine per presentare istanza, non lo fecero perché l’Amministrazione stessa sosteneva che il rimborso spettasse al datore di lavoro. “Un diritto acquisito non può essere sottoposto a scadenza. Lo Stato non può prima indurre i cittadini in errore e poi opporre loro quella stessa scadenza come ostacolo definitivo”.
Scerra e Nicita chiedono infine al Tavolo Tecnico una sessione informativa parlamentare e la trasmissione di tutti i dati necessari a sostenere il disegno di legge Scerra-Nicita che punta a estendere il beneficio a tutti coloro che ne hanno diritto in via sostanziale e indipendentemente dalla presentazione di una istanza.