Turbolento rientro da Vibo, il Siracusa: “Intimidazioni e insulti al presidente”
Durante il rientro dalla trasferta di Vibo Valentia, il presidente del Siracusa Alessandro Ricci é stato oggetto di intimidazioni ed insulti. A denunciare l’accaduto é la stessa società azzurra che conferma l’intervento delle forze dell’ordine necessario per riportare la calama.
Secondo quanto reso noto, una volta giunto a Messina, Ricci sarebbe stato raggiunto da una pesante contestazione verbale allo sbarco dai traghetti, accompagnata da comportamenti intimidatori e violenti nei confronti della sua automobile.
La società riconosce la delusione dei tifosi e il loro pieno diritto di manifestare il proprio dissenso. Ma esiste un limite che non può essere superato, quello della violenza e dell’intimidazione.
Quanto accaduto a Messina, secondo la società, si aggiunge ad altri episodi verificatisi nelle ultime settimane ai danni del presidente e della sua automobile. Una sequenza di fatti che, avverte il Siracusa, «deve interrompersi prima che possa accadere qualcosa di più grave».
Il club pone anche l’accento su un aspetto particolarmente delicato. Ieri Ricci era fortunatamente solo, ma inevitabile è la domanda su cosa sarebbe potuto accadere se in sua compagnia ci fossero stati i figli o altri familiari.
Il Siracusa Calcio precisa di essere consapevole del momento particolare e considera gli autori di questi episodi una frangia «largamente minoritaria e probabilmente isolata» rispetto alla stragrande maggioranza dei sostenitori azzurri. Per questo la società non intende alimentare contrapposizioni con la propria tifoseria, alla quale riconosce «smisurata passione e grande attaccamento» e il diritto di esprimere anche duramente il proprio pensiero.
Al tempo stesso, anche alla luce della proficua collaborazione con le Forze dell’Ordine, il club rivolge un appello a tutto l’ambiente affinché il confronto torni «entro i confini del rispetto» senza alcuni spazio per la violenza.