Tutte le volte in cui il progetto per il nuovo Sbarcadero ha rischiato di naufragare

C’è una storia di ostacoli, salvataggi in extremis e tenacia professionale dietro la nascita del nuovo Sbarcadero Santa Lucia di Siracusa. Tutto nasce con il bando Periferie, lo strumento con cui il Ministero ha finanziato interventi di riqualificazione urbana in tutta Italia. Siracusa ottiene 2,5 milioni di euro per trasformare quell’area, da parcheggio di auto e roulotte a moderno waterfront pedonale.
Ma nel 2023, quando ci si avvicina alla fase operativa, emerse una problema che rischiava di vanificare tutto. Il progetto era stato infatti elaborato facendo riferimento ad un prezzario non aggiornato: i conti non tornavano più, e i fondi ministeriali rischiavano di dover essere restituiti. A rendere il quadro ancora più critico, il costo delle materie prime era nel frattempo schizzato del 70%, rendendo la forbice tra il finanziamento disponibile e il costo reale delle opere sempre più difficile da colmare.
I tecnici comunali, guidati dal dirigente Emanuele Fortunato, avviarono una delicata trattativa con il Ministero anche tramite la mediazione dell’allora parlamentare Paolo Ficara. Si trovò una intesa di fondo ma si impose una revisione del progetto per contenere i costi. Una razionalizzazione degli interventi per rientrare nella spesa disponibile. Si dovettero persino sacrificare le previste palme. Il progetto viene salvato.
Con l’avvio dei lavori, sul finire del 2024, inizia la seconda impresa. Quella affidata all’architetto Ivan Minioto, progettista e direttore dei lavori, che in un anno e otto mesi di cantiere ha dovuto fronteggiare una sequenza continua di imprevisti: interferenze con i sottoservizi interrati, autorizzazioni da ottenere in corsa ed i vincoli imposti dalla Soprintendenza su alcune parti del progetto, come l’edificio di servizio sulla diga foranea poi scomparsa dal progetto dopo l’ultima conferenza dei servizi.
Ogni ostacolo che si presentava rischiava di bloccare tutto. Ma ogni volta è stato trovato un modo per andare avanti. Il riconoscimento più significativo è arrivato durante la conferenza stampa odierna, quando il Rup comunale — il responsabile unico del procedimento — ha ringraziato pubblicamente Minioto per il modo in cui ha contribuito a superare difficoltà che, una dopo l’altra, sembravano insormontabili. Un gesto insolito nella burocrazia italiana, e proprio per questo significativo.
Il risultato é il nuovo Sbarcadero. Bello e godibile, con una forte vocazione pedonale. Unica critica, forse si sarebbe potuto dare più spazio al verde ed al prato sotto le future alberature, contenute in aiuole più simili a spartitraffico che ad aree in cui distendersi o praticare sport all’area aperta.