Undici bancomat assaltati in otto mesi, la provincia di Siracusa si scopre vulnerabile

Da Palazzolo a Sortino, da Melilli a Lentini e Carlentini fino a Belvedere: esplosivi, escavatori e pale meccaniche per sradicare gli sportelli atm. Sono undici i bancomat “colpiti” dall’inizio dell’anno. E il doppio episodio di Sortino riporta l’allarme al centro della scena. Le modalità da guerriglia preoccupano, mentre le forze dell’ordine cercano di unire gli elementi ed arrivare alla banda – o alle bande – spregiudicate ed altamente specializzate che stanno terrorizzando la provincia aretusea. Arrivano probabilmente da fuori provincia, dal catanese forse; possono contare su qualche basista locale, verosimilmente; e sanno maneggiare esplosivi e mezzi pesanti, precedentemente rubati. E soprattutto sanno di poter colpire indisturbati per 20 o 30 minuti dall’allarme, prima che arrivino le forze dell’ordine. Ma cosa può una pattuglia a fronte di un piccolo esercito di 10, 15 uomini come svelano le immagini e molte testimonianze?
“Queste azioni criminali, condotte certamente da professionisti, oltre ad arrecare un danno diretto agli istituti bancari, compromettono la serenità di tutta la comunità ma anche la garanzia che determinati servizi tornino ad essere erogati. Oltre il danno la beffa…”, commenta oggi il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo. Anche le difese applicate dagli istituti bancari paiono timide. “A quanto pare, non riescono a mettere in campo strumenti di difesa adeguata; si pensi al sistema che macchia le banconote in caso di attacco ai bancomat che viene utilizzato da Poste Italiane”.
Nel Siracusano l’assalto ai bancomat è diventato una costante criminale. Dall’inizio del 2026 a oggi sono 11 gli sportelli automatici presi di mira in provincia. Una sequenza iniziata nei primi giorni dell’anno tra Buccheri e Palazzolo e arrivata, tra esplosivi e mezzi da cantiere, fino alla notte di Sortino, dove sono stati portati via due bancomat nella stessa azione.
Una scia che racconta anche l’evoluzione delle modalità utilizzate dalle bande. Non soltanto ordigni rudimentali per far saltare gli sportelli, ma anche escavatori utilizzati per sradicarli, mezzi pesanti impiegati per bloccare le strade e azioni condotte da gruppi numerosi e organizzati.
Il primo allarme è scattato l’11 gennaio**, con il doppio assalto contemporaneo a Palazzolo Acreide e Buccheri. Nel primo caso venne fatto esplodere il bancomat della Monte dei Paschi; a Buccheri, invece, i malviventi utilizzarono un escavatore per asportare lo sportello automatico. Quella notte segnò l’inizio di una sequenza che avrebbe rapidamente interessato altri centri della provincia.
Nemmeno due settimane dopo, il 25 gennaio, toccò nuovamente a Sortino. Davanti alla filiale della Monte dei Paschi venne fatto esplodere un ordigno, ma il colpo fallì. L’episodio provocò comunque un forte allarme nella zona montana, tanto da spingere le istituzioni a rafforzare i controlli notturni.
A quel punto il fenomeno aveva già assunto i contorni di una vera emergenza. Il 25 aprile, la banda si spostò a Melilli, dove venne preso di mira uno sportello automatico. Pochi giorni dopo, nella notte tra l’1 e il 2 maggio, un’esplosione devastò il bancomat della Bnl di Lentini, in piazza Beneventano. Lo sportello venne sventrato e il contenuto fu portato via.
A giugno un nuovo attacco, questa volta a Carlentini. Il 9 giugno l’esplosione contro il bancomat Baps di via Roma distrusse lo sportello, ma il colpo non andò a segno: la violenza della deflagrazione rese infatti impossibile raggiungere la cassaforte. Anche in questo caso, però, il risultato furono danni ingenti e una struttura resa inagibile.
Dopo una pausa estiva, gli assalti sono ripresi con una frequenza preoccupante. Il 15 agosto, a Belvedere, è stato preso di mira il bancomat della Monte dei Paschi di via Alcide De Gasperi. Un ordigno è stato fatto esplodere intorno alle 2, provocando ingenti danni. L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito che il colpo potesse essere portato a compimento.
Una settimana dopo, il 22 agosto, ancora Melilli. Questa volta l’obiettivo era il bancomat UniCredit di via Iblea. I malviventi hanno utilizzato esplosivo e liquido infiammabile. L’ordigno non è esploso e l’intervento degli artificieri ha consentito di mettere in sicurezza l’area, mentre quattro nuclei familiari residenti nello stabile erano stati evacuati in via precauzionale.
L’8 settembre, ancora Lentini. Un ordigno è esploso intorno alle 4 davanti al bancomat Baps di via Vittorio Emanuele II. Anche questa volta la deflagrazione ha provocato pesanti danni alla struttura e ha svegliato i residenti nel cuore della notte.
Poi è arrivata Sortino. E con modalità ancora più eclatanti. E si ripropone la stessa domanda: quanto sono vulnerabili i piccoli centri del siracusano nelle ore notturne?
La risposta non può essere affidata soltanto alla conta degli episodi ma alla forte sensazione di insicurezza che si impadronisce dei cittadini. Già a gennaio scorso i sindaci della zona montana avevano parlato apertamente di vulnerabilità e chiesto più uomini e maggiori controlli. La Prefettura aveva disposto pattugliamenti aggiuntivi nelle ore notturne. Nove mesi dopo, l’ultimo colpo racconta che il problema non è cambiato.
Undici bancomat in nove mesi sono il segnale di una criminalità che continua a mettere alla prova il territorio. Una sfida in cui la delinquenza si mostra convinta di avere la meglio.