Ustica festeggia i 40 anni dell’Area Marina Protetta, la prima in Italia: tre giorni di eventi sull’isola
Ustica si prepara a celebrare un traguardo storico per la tutela ambientale italiana. Dal 18 al 20 giugno l’isola siciliana ospita le celebrazioni per il quarantesimo anniversario dell’Area Marina Protetta (AMP) Isola di Ustica, istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente il 12 novembre 1986 e prima riserva marina ad essere costituita in Italia. Ad aprire ufficialmente le celebrazioni, giovedì 18 giugno, è l’arrivo sull’isola della nave scuola Palinuro della Marina Militare, a bordo della quale viaggia Carmen Parisio di Penta, co-fondatrice e direttrice di Marevivo, designata madrina dell’evento.
Il programma dei tre giorni è articolato e prevede escursioni a terra e in barca a vela in collaborazione con la Lega Navale Italiana, immersioni subacquee, tour virtuali delle aree marine protette siciliane curati da ARPA Sicilia, convegni, tavole rotonde e incontri presso il Centro studi e documentazione Isola di Ustica. Non mancheranno un annullo filatelico, visite guidate ai siti di interesse storico, naturalistico e archeologico dell’isola, e visite alle aziende agricole locali con degustazioni.
Tra i relatori attesi figurano Toto Cordaro, sub commissario nazionale alla depurazione; Gianluca Montella, comandante di fregata della nave scuola Palinuro; Michele Maltese, contrammiraglio della Direzione Marittima di Palermo; Rosalba Giugni, presidente di Marevivo Italia; Leonardo Tunesi, dirigente di ricerca associato ISPRA; Vincenzo Infantino, direttore generale di ARPA Sicilia; Donato Ramunno, direttore generale di ARPA Basilicata; e Maria Lombardi, dirigente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la sezione Tutela della Biodiversità e del Mare.
Sulla portata storica della ricorrenza si è espresso il sindaco di Ustica e presidente dell’AMP, Salvatore Militello. «Questo storico traguardo non rappresenta soltanto una ricorrenza celebrativa, ma testimonia quattro decenni di avanguardia nella tutela ambientale, nella ricerca scientifica e nello sviluppo sostenibile del Mediterraneo», ha dichiarato. Militello ha ricordato come la costituzione dell’area protetta nel 1986 abbia rappresentato una svolta per la cultura ecologica del Paese: «Per la prima volta, l’Italia ha riconosciuto la necessità legale e morale di proteggere non solo i territori emersi, ma anche lo straordinario patrimonio sommerso. Ustica ha fatto da apripista nazionale, dimostrando che la salvaguardia degli ecosistemi marini vulnerabili e il contrasto allo sfruttamento indiscriminato delle risorse sono passi fondamentali per garantire il futuro dei nostri mari».
Anche il direttore dell’AMP Isola di Ustica, Davide Bruno, ha sottolineato il significato dell’anniversario andando oltre il dato puramente temporale. «Essere stati la prima riserva marina d’Italia, nata nel lontano 1986, non è solo un primato temporale. Rappresenta un atto di coraggio visionario che ha ridefinito il rapporto tra l’uomo e il mare», ha affermato. Bruno ha quindi tracciato un bilancio del ruolo svolto dalle aree marine protette nel contesto nazionale: «In Italia, custodi di oltre 7000 chilometri di coste, le AMP svolgono un ruolo strategico cruciale: sono dei veri e propri scrigni di biodiversità, baluardo contro la crisi climatica, motori economici sostenibili, centri di ricerca scientifica». Guardando ai prossimi decenni, il direttore ha indicato le priorità future: «Le sfide globali che ci attendono richiedono un impegno ancora maggiore per ampliare la tutela, digitalizzare il monitoraggio ambientale e coinvolgere le nuove generazioni. Custodire il mare di Ustica significa proteggere la nostra identità, la nostra economia e il futuro del nostro pianeta».
L’AMP Isola di Ustica è considerata un caso di riferimento nel panorama mediterraneo della conservazione marina. I suoi fondali, riconosciuti a livello internazionale per la ricchezza biologica e la trasparenza delle acque, sono oggi considerati una testimonianza concreta delle possibilità offerte da politiche di protezione rigorose e partecipate. Le celebrazioni del quarantesimo anniversario intendono dunque guardare insieme al passato e al futuro di un modello che ha influenzato la legislazione e la pratica ambientale italiana.