Verde pubblico, il Pd ‘boccia’ l’amministrazione: “Ridotto a spartitraffico e rotatorie”
Il verde pubblico in una città bella come Siracusa ridotto per il 90 per cento alle aiuole delle rotatorie o agli spazi spartitraffico”. Duro il commento della segretaria cittadina del Pd, Matilde Di Giovanni, che boccia la gestione del verde da parte dell’amministrazione comunale.
Di Giovanni ricorda che “Dopo la L. 10/2013 per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, sono state emesse dal Comitato insediato presso il Ministero dell’Ambiente, nel 2017 le linee guida -seguite nel 2018 da una Strategia nazionale del verde- per la gestione del verde e per la pianificazione sostenibile, che prevedevano: il censimento (cioè la mappatura del verde esistente), il regolamento del verde ed il piano comunale del verde. Se anche qualcuno di questi strumenti esiste a Siracusa, e forse qualcuno non ancora, il problema -chiarisce- non è l’applicazione formale delle disposizioni di legge, ma l’inesistenza di una visione complessiva, che consenta di programmare il verde pubblico come un servizio ai cittadini e non solo come un decoro, come un’area con una funzione positiva per i residenti, che, tra l’altro, contrasti efficacemente gli effetti della crisi climatica”. L’esponente del Pd ritiene che progettare il verde in città, nel suo insieme, con il piano regolatore stesso, presupponga anche la necessità di “porsi il problema della gestione e manutenzione, ,per cui, per esempio, è funzionale la nomina di un D.E.C. (direttore esecuzione contratti), che controlli la corretta esecuzione dei lavori, ed un ufficio strutturato del verde pubblico – e non certo un solo agronomo-; ancora, è indispensabile l’adozione di una concezione delle zone a verde come componente essenziale degli oneri di urbanizzazione, cioè zone da realizzare senza le quali non si può costruire, invertendo l’attuale assetto per cui invece dopo la costruzione rimangono, nelle zone nuove di Siracusa, piccoli residui di verde dalle aree private soggetti a incendi e sterpaglie sostanzialmente impossibili da gestire”.Il Pd chiede all’amministrazione di ascoltare la voce dei cittadini, che “pressoché nella loro totalità – mentre domandano la pulizia dei bordi delle strade e si lamentano delle distese di erba secca alta più di un metro, hanno ben chiaro che la mancanza di manutenzione e cura del verde pubblico scaturiscono dall’approccio al problema non nella sua interezza, ed elusivo del punto nodale-conclude Matilde Di Giovanni- e cioè che i vari ambiti interessanti il tema (urbanistico, ambientale, amministrativo) debbono interagire fra loro”.