Trasporto pubblico locale, indicatori in crescita a Siracusa. Utenti, corse, km: tutti i numeri

Il trasporto pubblico locale è in crescita a Siracusa. Secondo i dati forniti questa mattina da Sais, la società che gestisce il trasporto urbano nel capoluogo, tutti gli indicatori sono in crescita. E questo contribuisce anche alla positiva percezione che il tpl inizia a riscuote dopo anni segnati da ritardi e corse saltate, per via della crisi di Ast.
Uno sguardo ai numeri. Nel 2024 i bus rossi hanno percorso oltre 1 milione di km certificati, con una media per abitante passata da 6,8km nel 2019 agli attuali 8,7km. Delle circa 120 mila corse effettuate nel 2024, oltre il 94% si è mossa in orario (ritardo di arrivo o partenza non superiore ai 5 minuti, ndr).
Interessante il dato sui passeggeri trasportati: sono stati 640mila nel 2024. Rispetto al 2019, la crescita è netta: +23,6%. Il picco registrato a settembre, verosimilmente in occasione dell’expo Divinazione. Il 35% dei passeggeri si muove da e per le periferie, in particolare utilizzando le linee 121, 122, 123 e 125. Per incrementare il numero di passeggeri – e creare così una cultura dei mezzi pubblici – funzionano le promozioni. Ad esempio, il Christmas Ticket che durante le feste permetteva di salire a bordo al costo di 60 centesimi è stato acquistato da 1.600 utenti. Sono stati 1.800 i pass da 10 euro per utilizzare ogni corsa, più volte al giorno, durante l’expo Divinazione e G7 Agricoltura. Massimo gradimento, invece, ha riscontrato la promo riservata ai gruppi (3 persone o più) con 20.000 ticket venduti a due euro e validi senza limiti per l’intera giornata.
Curiosità: avete presente i qr code affissi sui pali delle fermate? Con la scansione attraverso il telefonino, permettono di scoprire tutti i collegamenti del trasporto pubblico a Siracusa. Sono stati oltre 58mila gli utenti univoci che hanno fatto ricorso a questo strumento tecnologico. A proposito di tecnologia, il trasporto urbano di Siracusa è ora integrato anche su google maps, oltre alla app di Sais che fornisce informazioni in tempo reale sui bus ed altre note di infomobilità. In arrivo anche un chatbot per semplificare la ricerca di informazioni sul trasporto pubblico a Siracusa.
Quanto alle novità del 2025, sono due le nuove linee: la 126 per Tivoli (con giro scuole e sosta al centro commerciale di Necropoli del Fusco) e la 127 che collega la zona commerciale di Tisia/Pitia con le aree di sosta Von Platen e piazzale Sgarlata. Confermate la 107 costiera che collega Grottasanta con il cuore di Siracusa; la 108 turistica (Area archeologica Neapolis – Ortigia); la 109 e la 111 per collegare i parcheggi scambiatori Elorina e Von Platen con il resto della città; la 110 per il periplo no stop di Ortigia.




Le isole ecologiche funzionano, 12 tonnellate conferite in un mese. Boom di carta e vetro

Le isole ecologiche smart incontrano il favore degli utenti siracusani. I numeri relativi al primo mese di attività dei nuovi strumenti a supporto della raccolta differenziata sono incoraggianti. Al punto da autorizzare ottimismo, negli uffici del settore Igiene Urbana, circa una possibile ripartenza con slancio della percentuale di differenziata, arenatasi poco sopra al 50%.
Le due postazioni di via Augusta hanno sbalordito per quantità di rifiuti raccolti: quasi 7,5 tonnellate complessive, con una media per stazione singola superiore a 3,5 tonnellate. Numeri importanti anche quelli registrati dall’isola ecologica di Epipoli: circa 1,4 tonnellate conferite in un mese.
Stenta invece Cassibile, con la postazione che si ferma a 590kg raccolti. Sfiorano mediamente la tonnellata le altre stazioni (Belvedere, Elorina, via Italia).
Cosa conferiscono i siracusani nelle isole ecologiche? Soprattutto carta e cartone (5,7 tonnellate), poi vetro (2,9 tonnellate) e quindi plastica (2 tonnellate). Poco secco residuo (indifferenziata), sotto ai 500 kg. Un dato questo che sembra premiare la qualità di differenziata condotta dai cittadini ma che, probabilmente, risente anche dei limiti imposti dalle isole ecologiche. Il secco, infatti, può essere conferito solo una volta a settimana mentre tutte le altre frazioni non sono soggetti a limiti di orario (24/7) o giorni. Il dato cumulativo è di 12 tonnellate conferite per frazione nelle 9 isole ecologiche.
“Buona la risposta dei quartieri, è nata una sorta di positiva competizione tra aree riciclone”, commenta l’assessore Salvo Cavarra. “Con i primi dati di maggio, capiremo quanto questo sistema inciderà sull’indice di raccolta differenziata cittadina e sul servizio. L’obiettivo, ambizioso, è quello di riuscire ad alzare la percentuale di differenziata e al contempo alleggerire il porta a porta per potenziare altri servizi”.




Randagismo in Sicilia, la nuova legge scatena polemiche. Andolina: “Seguire esempio Avola”

L’assessore alle politiche animaliste del Comune di Avola, Salvatore Andolina, si dice contrario al disegno di legge sulla tutela degli animali, approvato dalla VI Commissione dell’Ars. Andolina, che è anche coordinatore provinciale della Dc, definisce il testo “un colossale autogol, un notevole passo indietro nelle politiche di prevenzione e di lotta al fenomeno del randagismo”. E spiega: “se queste modifiche dovessero diventare effettivamente legge, le associazioni animaliste, vero motore della strategia di prevenzione del randagismo, sarebbero, clamorosamente, escluse dalla gestione dei rifugi pubblici, con conseguente carenza di efficienza nei servizi e aggravio di spese per i comuni siciliani. Questo sciagurato disegno di legge – prosegue – prevede, tra l’altro, di eliminare sia la sterilizzazione dei gatti liberi sia la reimmissione dei cani vaganti, prelevati e sterilizzati, nel territorio; la conseguenza sarebbe l’obbligo di tenere i pelosoni ‘detenuti’ nei canili, ma poiché quelli pubblici sono già saturi, i Comuni sarebbero costretti a rivolgersi necessariamente alle strutture private, affrontando spese insostenibili per qualunque bilancio”.
Per Andolina, la norma regionale così si porrebbe in contraddizione con la normativa nazionale. “Consiglierei al legislatore regionale di incentivare le politiche di prevenzione; il randagismo non si contrasta rinchiudendo gli animali nei canili a spese dei cittadini, ma con interventi efficaci, favorendo sterilizzazioni e microchippature come, ad esempio, abbiamo fatto ad Avola nell’ultimo anno, realizzando una nuova sala operatoria. Si promuovano campagne di adozione, sostenendo economicamente i Comuni e le associazioni animaliste, istituendo il servizio veterinario di base e garantendo l’assistenza sanitaria per tutti gli animali d’affezione”, le proposte di Andolina al legislatore regionale.




Folle fuga in sella ad uno scooter rubato, arrestato un 17enne a Priolo

Alla guida di uno scooter rubato, si è lanciato in una folle fuga per le vie di Priolo per sfuggire all’arresto. Protagonista della vicenda di cronaca è un 17enne già noto alle forze dell’ordine nonostante la giovane età. All’alt intimato dai poliziotti per effettuare un controllo, ha reagito accelerando e zigzagando tra auto e vie. Raggiunto nei pressi della sua abitazione, è stato condotto in un centro per minori di Catania. E’ accusato di resistenza a pubblico ufficiale e di ricettazione del mezzo guidato.
Dalle indagini è emerso che il motociclo era stato rubato ad un 28enne. Il mezzo, però, era già stato precedentemente sequestrato e confiscato e, per tali ragioni, il ventottenne è stato a sua volta denunciato per l’omessa custodia del veicolo.
Al minore denunciato sono state elevate multe per le violazioni del codice della strada e per guida senza patente.




Petrolchimico di Siracusa, chiesta commissione d’indagine dopo servizio di Report

Dopo l’inchiesta giornalistica di Report dedicata alla zona industriale di Siracusa ed a presunti sversamenti, i deputati regionali Ismaele La Vardera (Controcorrente) e Tiziano Spada (PD) hanno chiesto al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno “l’istituzione di una Commissione speciale che indaghi sul petrolchimico di Siracusa, che acquisisca le documentazioni e che senta tutti i soggetti coinvolti” .
Nella puntata del 2 marzo scorso, Report si è soffermata sull’inchiesta incentrata sul depuratore Ias, sequestrato nel 2022 dalla magistratura, e sul Tas di Isab. All’inchiesta della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, ha replicato ieri proprio l’azienda (clicca qui).
“È evidente che il petrolchimico di Siracusa sia ad un passo da una crisi ambientale e industriale. Le inchieste giornalistiche e le indagini della magistratura hanno portato alla luce un sistema di gestione dalle linee opache e pericolose sia per la salute pubblica che per l’ambiente”, dichiara La Vardera.”Chiaramente è una situazione al limite dove la politica in primis deve chiedere e avere trasparenza, così da aiutare i cittadini di quel territorio”, aggiunge. “Chiederò al governatore Schifani di finanziare uno screening ad ampio raggio sulla popolazione che si trova vicino l’area industriale di Siracusa”, conclude La Vardera.
Intanto, il senatore del Pd Antonio Nicita ha presentato una interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell’Ambiente e del Made in Italy. L’interrogazione riguarda il Tas, l’impianto per il trattamento delle acque di scarico di Isab, il piano di investimenti annunciato da Goi Energy e la provenienza del petrolio di Isab. Chiarimenti saranno chiesti anche in merito al cosiddetto “decreto WhatsApp”, circolato in una prima versione via messaggio con le firme dei ministri Urso e Pichetto Fratin, meno permissiva sui limiti sulle emissioni inquinanti, rispetto a quella pubblicata in Gazzetta sei mesi dopo. “Chiediamo di conoscere quali siano i criteri tecnici che hanno portato al cambiamento del decreto tra la prima e la seconda versione e quale sia stato il tipo di interlocuzione avviata dal governo”, afferma Nicita.




Aventino Pd dopo il bilancio comunale: “Il sindaco superi il ponte e veda com’è la città”

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’approvazione del bilancio. “Se lo sono scritto e se lo sono approvato da soli”, dice il capogruppo Pd Massimo Milazzo. Va da sè che per il Partito Democratico non è questo il modo migliore per amministrare la città. E i tre consiglieri di opposizione denunciano “un accordo politico in nome del potere” che avrebbe orientato le scelte operate con il bilancio. “Partorito senza confronto con privatizzazione dei parcheggi, aumento degli oneri di concessione delle aree fabbricabili e disattenzione diffusa su ogni parte di Siracusa che non sia Ortigia”.




Marzamemi, riapre la chiesa S. Francesco Di Paola. Gennuso: “Sia spazio culturale”

“Sono tante le idee per valorizzare la chiesetta di San Francesco di Paola a Marzamemi, ma la cosa più importante è che finalmente sia stata riconsegnata al Comune di Pachino e che a breve le porte possano essere aperte, per far scoprire un luogo simbolico e la sua storia ai tanti pachinesi che non ne hanno avuto l’opportunità, considerata la chiusura ultradecennale e ai tanti visitatori che già dalla primavera arriveranno nel borgo”. Lo dichiara il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, dopo la simbolica cerimonia di consegna delle chiavi della piccola chiesa che si trova in piazza Regina Margherita, piazza centrale di Marzamemi (frazione di Pachino), all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Gambuzza.
“È stato fatto tanto affinché questo potesse avvenire – prosegue Gennuso – e ringrazio il Soprintendente ai Beni culturali di Siracusa Antonio Lutri e l’architetto Alessandra Ministeri, così come ringrazio l’amministrazione comunale di Pachino che si è impegnata affinché questo luogo potesse nuovamente riaprire e prepararsi a ospitare eventi culturali e artistici che sono certo serviranno ad aumentare l’offerta turistica del luogo. Un passo importante per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico del borgo, un’ulteriore opportunità di crescita culturale ed economica per Marzamemi”.
L’intervento di riqualificazione della chiesetta di San Francesco di Paola è stato finanziato con 600 mila euro, di cui 460 mila per i lavori e 140 mila per somme a disposizione, risorse provenienti dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – Patto per la Sicilia.




“Mare e aria non inquinati”, la replica di Isab dopo il servizio di Report

“Il depuratore Tas di Priolo non sta generando inquinamento né del mare né dell’aria”. Lo afferma Isab in una nota con cui risponde al servizio trasmesso domenica sera da Report (Rai 3) e com riferimento all’inchiesta della Procura di Siracusa su presunti sversamenti in mare.
Isab precisa subito “di gestire stabilimenti sostenibili dal punto di vista ambientale e finanziario, di rispettare appieno i dettami delle vigenti Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA), di operare nel pieno rispetto delle norme e di rispettare totalmente quanto previsto dalle sanzioni relative alle importazioni di grezzo e semilavorati di origine russa”. Quest’ultimo passaggio è un riferimento all’inchiesta di Greenpeace su presunte operazioni, ritenute dall’associazione ambientalista “sospette”, tra petroliere in navigazione in acque internazionali ma poco distanti dal golfo di Augusta.
“In relazione al funzionamento dell’impianto Tas, si evidenzia che il Giudice delle Indagini Preliminari di Siracusa, durante l’incidente probatorio appena conclusosi nel mese di gennaio 2025, ha ricevuto confortante riscontro dai propri periti in merito all’aria e al mare. I periti – riporta Isab – a chiare lettere, nella propria relazione, affermano che ‘non si ritiene che le emissioni del Tas possano aver provocato una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili della qualità dell’aria nel comprensorio della zona industriale di Priolo Gargallo – Melilli’ e in aula, in merito al mare, hanno confermato di non avere ‘evidenziato una compromissione significativa e misurabile dell’acqua di mare in prossimità dell’immissione del canale Alpina che è il recettore delle acque provenienti dall’impianto di trattamento acque di scarico (Tas) di Isab’”.
Le analisi degli scarichi parziali, si legge ancora nella lunga nota dell’azienda, “sono state assegnate ad un laboratorio terzo accreditato e non al laboratorio interno Isab, per una maggiore imparzialità. I dati ambientali rilevati da Isab sono in linea con quelli rilevati sia dagli organi di controllo, che dai consulenti della Procura e dai periti del Tribunale, ed hanno certificato che lo scarico dell’impianto Tas rispetta i limiti di legge. Le perizie confermano che l’ecosistema marino non è stato alterato come dimostrato dai rilevamenti e filmati dei periti del Tribunale che confermano la presenza di Posidonia, di pesci e di molluschi proprio in prossimità dello scarico del Canale Alpina”.
Gli accertamenti sulla qualità dell’aria – in incidente probatorio – hanno poi dimostrato che “le emissioni di benzene e COV (composti organici volatili) non siano affatto elevate, ossia oltre i limiti di sicurezza ambientale, e che i valori rilevati risultano al contrario molto al di sotto di tali limiti”.
Isab rivendica quindi la sua attenzione sul tema della sostenibilità ambientale, assicurando pieno rispetto delle Best Available Technique (BAT, migliori tecniche disponibili, ndr) e in conformità alle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA).
Quanto alle materie prime, “vengono acquistate nel rispetto delle normative vigenti e controllate mediante monitoraggio continuo da parte degli Organi Competenti escludendo commercio di petrolio russo (sotto sanzione)”.




Vertice ad Augusta per Oncoematologia. Carta (Mpa): “No a ridimensionamenti”

Domani (giovedì 6 marzo) tavolo tecnico per la sanità nella zona nord della provincia. Al centro, il caso Oncoematologia ed il suo possibile trasferimento da Augusta a Siracusa. Proprio ad Augusta, domani alle 17, l’incontro tra Asp ed i sindaci di Melilli, Priolo e Augusta, insieme alla deputazione regionale.
L’onorevole Giuseppe Carta esprime la sua ferma posizione sul trasferimento del reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Augusta, sottolineando l’importanza cruciale di mantenere e potenziare i servizi sanitari nella provincia di Siracusa. “Non possiamo permettere che il nostro territorio subisca ulteriori ridimensionamenti”, afferma l’onorevole Carta. “L’ospedale di Augusta è già stato ampiamente ridotto e la comunità ha bisogno di un supporto adeguato per affrontare le patologie emodinamiche.”
Nel corso dell’incontro di giovedì pomeriggio, l’onorevole Carta ribadirà, al direttore generale dell’Asp di Siracusa e al direttore sanitario la necessità di intervenire prontamente per evitare questo trasferimento. “Aggiungo – prosegue Carta – che sarebbe inoltre auspicabile un aumento dei posti letto, fondamentale per garantire una risposta adeguata alle esigenze sanitarie della popolazione”.




Elezioni del 2018, tutti assolti i dieci imputati. “Non ci furono brogli, intrinseche difficoltà”

A sette anni dalle elezioni amministrative del 2018 a Siracusa, si chiude il processo sulle presunte irregolarità commesse durante le operazioni di spoglio. I dieci imputati sono stati tutti assolti perchè “il fatto non costituisce reato”, ha statuito il Tribunale di Siracusa. Attesa per le motivazioni, tra 15 giorni.
Rinviati a giudizio erano stati alcuni presidenti e segretari di varie sezioni elettorali del capoluogo. Erano state 70 quelle sottoposte a verificata con intervento di un delegato della Prefettura. Solo per un numero minore è arrivata la contestazione penale ed il relativo procedimento.
Durante il dibattimento sono emerse le difficoltà “intrinseche” di quella tornata elettorale: voto disgiunto, doppio voto di genere. Insieme alle pressioni dei rappresentati di lista e ad un certo stato di stress psico-fisico – annotato dal giudice – con operazioni di spoglio iniziate alla chiusura dei seggi, sono stati commessi degli errori da considerarsi involontari e comunque a favore di entrambi gli schieramenti, senza pertanto una precisa connotazione di volontà o orientamento politico. Evidenziata, al riguardo, anche una mancanza di adeguata formazione preventiva dei presidenti di seggio. Motivo per cui, dalla tornata elettorale successiva, il Comune di Siracusa ha curato anche appositi corsi di formazione.
“Giustizia è fatta”, commenta l’avvocato Sofia Amoddio. “Si chiude così un capitolo triste della storia recente di Siracusa e che ha dato vita a profonde lacerazioni. Per alcuni dei protagonisti è stata anche una fonte di forte amarezza. Adesso anche il tribunale penale dice che non c’è reato”.