“Salute e Sicurezza sul lavoro in ambienti confinati”, convegno in Confindustria Siracusa

Mercoledì 8 ottobre alle 8.30, nella sede di Confindustria Siracusa, convegno su “Salute e Sicurezza sul lavoro in ambienti confinati – Esperienze e buone prassi nelle aziende del Polo Industriale di Siracusa”. Appuntamento promosso da Inail e Confindustria Siracusa.
Dopo i saluti del Sindaco Francesco Italia, del Presidente del libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa, di Alessandro Caltagirone e Salvatore Madonia, rispettivamente Direttore generale e Direttore sanitario dell’ASP di Siracusa, interverranno il Presidente di Confindustria Siracusa Gian Piero Reale e Guido Monteforte Specchi Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Siracusa.
Gli interventi programmati saranno a cura di Francesco Giacobbe, direttore Inail UOT Catania e Messina; Tommaso Salemi, dello Spresal Asp di Siracusa; Maria Alba Spadafora, dirigente Spresal Asp di Siracusa; Antonio Mignosa, consulente tecnico Salute e Sicurezza dell’Inail Sicilia; Sebastiano Midolo, dirigente servizio impiantistica antinfortunistica dell’Asp; Dario D’Amico, consulente tecnico Salute e sicurezza dell’Inail Sicilia.
A seguire Guglielmo Arrabito (Dirigente di Sasol) tratterà il tema “Esperienze buone prassi nelle aziende del Polo Industriale”. Carmelo Percolla (Inail Catania) parlerà di “Attrezzature a pressione. Adempimenti ed esperienze nell’ambito petrolchimico” .
Chiuderà Gaetano Penna (RSPP di Coemi Srl) con “l’impatto dei finanziamenti ISI alle imprese sui livelli di salute e sicurezza, l’esperienza di Coemi”.
Introdurrà e modererà i lavori Claudia Villar, dirigente territoriale Inail di Siracusa. Il convegno è valido ai fini dell’aggiornamento professionale obbligatorio con riconoscimento di 3 CFP dall’Ordine degli Ingegneri di Siracusa.




Atletico Siracusa, un punto d’oro in extremis a Ragusa (3-3)

Ancora un finale da brividi per l’Atletico Siracusa, che strappa un pareggio prezioso sul campo dell’Atletico Dream Soccer Ragusa grazie a un gol in pieno recupero di Marco Gibilisco. Nella seconda giornata del campionato di Seconda Categoria, gli aretusei pareggiano 3-3 al termine di un match ricco di emozioni e colpi di scena.
La gara parte male per i siracusani, rimasti in dieci uomini per l’espulsione del portiere Carrubba dopo un fallo da ultimo uomo. I padroni di casa ne approfittano per portarsi in vantaggio con Lamay, ma nel finale di primo tempo Lo Bello pareggia su rigore. Nella ripresa, ancora Lo Bello trasforma un secondo penalty, firmando il momentaneo 2-1.
Il Ragusa ribalta la situazione con due rigori concessi a favore e realizzati, portandosi sul 3-2, ma la squadra del presidente Enrico Abbruzzo non si arrende e, all’ultimo minuto, trova il definitivo pareggio: Gibilisco, di testa su calcio d’angolo, emula Bordonali, protagonista del gol vittoria della settimana precedente.
Un punto che salva la giornata ma non soddisfa pienamente l’allenatore Roberto Regina. “Abbiamo perso due punti contro una squadra modesta. Ci è mancata cattiveria agonistica e lucidità nel gioco. Dobbiamo lavorare ancora tanto”.
L’Atletico Siracusa, comunque, resta imbattuto e conferma lo spirito combattivo che lo ha già contraddistinto in questo avvio di stagione.




Derby del Massimino, il Siracusa affonda (2-0). Urgono correttivi per salvarsi

Ci voleva il Siracusa, questo Siracusa, per far tornare alla vittoria il Catania. Al Massimino vincono i rossoazzurri per 2-0. Il Siracusa chiude con tanto possesso palla e nessun tiro in porta, oltre una svirgolata di Contini al 92. Fatta salva la evidente differenza di valore tra le due squadre, una costruita per vincere e l’altra per sopravvivere, è il modo in cui arriva la sconfitta a fare male ai tifosi azzurri. La voce grinta nel derby più atteso, non è pervenuta. I soliti errori, quelli si.
Il pane si fa con la farina che uno ha a disposizione. O come diceva il prof Romano, è il cappello che si deve adattare alla testa e non viceversa. Senza metafora, il gioco di Marco Turati è bello e forse anche vincente. Ma quando hai gli uomini giusti per farlo. Questo Siracusa non ha (ancora) quelle qualità che servono per una proposta di quel tipo. E allora, siccome per salvarsi bisogna fare punti, urge capire se non sia il caso di cambiare, profondamente, valorizzando quello che si ha, magari badando a non prenderle, mettendo anche il pullman a difesa della porta. Perché con il solo possesso palla non si lascia l’ultimo posto in classifica. I gol al passivo sono troppi, quelli fatti troppo pochi.
Parigini dal primo minuto è l’unica novità proposta da Turati, che non rinuncia al gioco offensivo ed alla densità nella trequarti avversaria. Un atteggiamento propositivo che il Siracusa del primo tempo non mette in pratica. E con il solito gentile omaggio, azzurri (in maglia verde) subito sotto. Limonelli non si libera del pallone a centrocampo, perde la sfera e Lunetta se ne va da solo in porta, superando sulla corsa una difesa sempre troppo alta. È il 5 minuto. Tutto facile per il Catania che senza neanche impegnarsi passa subito in vantaggio. La reazione di Candiano e compagni è tutta in un traversone largo al 16. Tre minuti più tardi, Turati chiede la revisione per un contatto a centrocampo. La panchina azzurra voleva un rosso. Alla revisione, però, è tutto regolare per Gauzzolino.
La confusione del Siracusa è evidente al 24, quando Puzone anziché avanzare a centrocampo palla al piede, decide di tornare sui suoi passi, andando incontro all’avversario. Palla persa e fallo. Il continuo possesso palla azzurro è totalmente sterile e non trova sbocchi sulle fasce, con Valente poco ispirato. Meglio a destra Parigini.
Ma le occasioni sono tutte del Catania. Tocchi veloci tagliano da destra a sinistra una difesa sempre ad inseguire. Come al 27 (tocco largo) e soprattutto al 34 con conclusione alta di Gimenez da dentro l’area di rigore. Manovra insolitamente lenta quella del Siracusa. Gli etnei ringraziano e giocano di attesa. A referto, primo calcio d’angolo azzurro al 37. Cervellotico a dir poco lo schema corto che non porta a nulla, neanche ad un cross. Al 43 ancora una facile ripartenza del Catania e soliti problemi per il Siracusa che deve ringraziare prima Farroni per la parata e poi la mira sbilenca di Casasola. Di fatto, il primo tempo si chiude con possesso palla su percentuali altissime per il Siracusa, ma nessun tiro in porta o almeno da quelle parti.
Nessun cambio per Turati nell’intervallo. Evidentemente lui è soddisfatto così.
Al 58 fuori Parigini per Molina. Finalmente un attaccante di ruolo. Calcio d’angolo. Nella mischia, fallo di confusione per il Catania. Fischio discutibile. Sembra crescere il Siracusa ma è il Catania che sa di poter attendere per far male. E puntualmente succede. Al 64 Ierardi indovina il tiro da fuori, dopo una corsa senza ostacoli di palla e giocatori rossoazzurri. Raddoppio in contropiede, forse nel momento migliore del Siracusa. Ma con ogni probabilità, è la prova provata che il sistema di gioco azzurro va modificato sostanzialmente. Sensazione confermata anche dall’incredibile rischio corso in area al 73 da Frisenna, entrato da pochi minuti. Il Siracusa tenta ancora di farsi male da solo. Per il Fvs non è rigore, per fortuna. Niente fortuna per Molina che esce al 77. La sua partita è durata 20 minuti. E per il Siracusa piove sul bagnato. Pacciardi e Iob limitano i danni. All’82 fvs per un penalty chiesto dal Siracusa per fallo su Frisenna, per l’arbitro non c’è contatto falloso. All’85 Catania vicino al tris, miracoloso il salvataggio di Puzone. Stanca attesa del fischio finale, con 7 minuti di recupero. All’ultimo secondo, Farroni prodigioso. A preoccupare, adesso, è l’assenza di una parvenza di reazione.




Shock a Siracusa, addio a Giovanni Cerruto. Era il ‘gigante buono’ del calcio dilettantistico

Il mattino dopo, rimane solo lo sconforto. Difficile da accettare l’accaduto per chi, quell’uomo grande e gentile, lo ha conosciuto, apprezzato, amato. Nessuno giudichi, semmai tormentano gli amici quelle domande che iniziano con “perchè”.
Giovanni Cerruto, preparatore dei portieri dell’Under 15 e 17 del Siracusa e prima quotato portiere del calcio dilettantistico, è stato trovato senza vita nella sua abitazione nella tarda serata di sabato. Aveva quarantatre anni. La disperazione di chi ha fatto la terribile scoperta ha squarciato la calma apparente della zona. Urla, sirene, lampeggianti. Ed un’ondata di dolore che ha trafitto tutto e tutti.
“Mi aveva detto appena cinque giorni fa che era felice di questo nuovo incarico nel settore giovanile”, racconta oggi Christian Romano. “Era soddisfatto di come si stavano comportando i suoi portieri. Ci ringraziava dell’opportunità. E aveva anche manifestato la volontà di seguire le squadre in trasferta. Non so cosa è successo… Era un ragazzo dal cuore d’oro, disponibile. Mai parole fuori posto. Incoraggiante, una parola buona per tutti”.
Sono decine i messaggi di cordoglio sui social, in particolare da quel mondo dello sport di cui era stato protagonista, in campo e fuori. Lo chiamavano “gigante buono”, lui così alto e sempre disponibile. “Sconvolti e con immenso dolore, esprimiamo tutto il nostro cordoglio e vicinanza alla famiglia del nostro caro e amato preparatore dei portieri Giovanni Cerruto che ci ha lasciati prematuramente”, scrive il Siracusa calcio sui suoi canali social. Anche la Rari Nantes Calcio ha espresso il suo cordoglio “per la scomparsa del carissimo e amatissimo amico Giovanni Cerruto”. E poi il Fc Priolo Gargallo di cui fu portiere nel 2021/2022. E ancora la Rg Siracusa che ricorda il “professionista stimato e persona di grande umanità. Ha lasciato un segno indelebile nella nostra società”. Lo ricorda anche il Calcio Avola, di cui è stato ex giocatore. E ancora, l’Asd Atletico Siracusa e l’Asd Cassibile Fontane Bianche.
Il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Di Mauro, anche lui con un passato nel calcio dilettantistico, non si da pace. “Speravo fosse un incubo. In un mondo pieno di gente che distribuisce solo cattiverie gratuite, tu eri un ragazzo senza cattivi sentimenti. Fino a lunedì mi hai chiamato per incoraggiarmi, ma dentro di te già covavi questa cosa assurda. Con te se ne va un pezzo di cuore. Trova la pace e la serenità che, non si sa perchè, qui avevi perso”.




Il futuro di Ias? Non passa da Augusta. Il sindaco: “Avanti con il nostro depuratore, però…”

Per assicurare un futuro al depuratore consortile Ias, ora che è imminente il distacco delle grandi aziende industriali, più parti rilanciano l’idea di convertirlo solo a depurazione civile. Ma i solo comuni di Priolo e Melilli, che già vi conferiscono i loro reflui, non bastano (economicamente soprattutto) per mantenere in vita quella struttura frutto di una visione degli anni 80 del secolo scorso. Ecco allora che si guarda ai reflui depurati da Siracusa che però vengono immessi nel porto Grande: potrebbero essere collettati e spediti in Ias, seguendo una condotta parzialmente esistente; ma soprattutto si potrebbe collettare Augusta, cittadina ancora senza un suo depuratore.
A questo progetto dice un fermo e secco no il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare. “No e questo lo sanno tutti: Augusta non rinuncia al suo depuratore, ora che abbiamo tutto pronto per avviarne la costruzione. Lo dico con grande affetto a chi oggi fa come il ciclista che vede la scritta arrivo dopo un tappone pirenaico, e per chi si ne occupa di ciclismo sa che cosa significa fare le salite al 15, al 16, al 17 per cento. Vede la scritta arrivo e decide di girare e fare il percorso al contrario. Sarebbe folle”. La metafora suona chiara. In dirittura d’arrivo dopo conferenza servizi e progettazione, non è questa la strada. “Noi andiamo avanti per la nostra strada. Ho un’interlocuzione costante con il commissario nazionale, l’onorevole Fatuzzo, e lo ringrazio per la determinazione, per aver portato il progetto alla gara, perché siamo davvero prossimi alla gara. Il depuratore di Augusta si farà e sarà gestito dal comune di Augusta o dall’ente gestore che verrà individuato”, spiega Di Mare.
Ma se qualcosa in questo percorso può esser fatta per salvare anche Ias, forse c’è qualche margine. “Ci sono soluzioni intermedie, si possono fare altre cose. Ne possiamo parlare, non ci sono problemi. Ma nessuno può mettere in dubbio altre cose, ad esempio che Augusta non avrà il suo depuratore. Vent’anni fa, trent’anni fa probabilmente la scelta di collettarsi in Ias era il percorso più corretto. Io non sono la persona che può rispondere come mai non si sia fatto all’epoca”.
In tutta questa storia c’è poi il paradosso di un impianto che rimane al centro di una delicata vicenda giudiziaria. “Non sappiamo quando finirà né come finirà. Dire che Augusta si deve allacciare oggi a Ias equivale a dire fermare tutto. Per me, ripeto, è follia”.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: la vera origine del nome Ortigia

Tutto ebbe inizio dal rifiuto di una bella dea, di nome Asteria, alle avances di Zeus. Questi, non contento di aver sdetto Latona, si innamorò anche della sorella Asteria. Con lei le cose però non andarono come Zeus sperava. Asteria infatti, per sfuggire alle mire del padre degli dei, si trasformò in quaglia; a sua volta Zeus, per raggiungerla, si trasformò in aquila. Asteria, dopo un lungo volo, stanca, cadde in mare e il dio Poseidone per salvarla la trasformò in un’isola vagante tra le onde del mare Egeo dove prese il nome di Ortigia. QUsti racconti mitologici sono rimasti impressi per secoli nella memoria collettiva del popolo greco. Per questo motivo diverse aree dell’Egeo venivano chiamate Ortigia. Ed è in una di queste isole che i coloni Corinzi, guidati da Archia, della famiglia dei Bacchiadi a loro volta discendenti da Eracle, credettero di giungere nel 734 A.C.. Era un grande scoglio di poco più di un chilometro quadrato, appena staccato dalla costa su orientale della Sicilia, ricco di corsi d’acqua. Una di queste sorgenti, secondo una leggenda, proveniva dalla stessa Grecia. Il braccio di terra prospiciente l’isola si incurvava a formare uno dei più grandi porti naturali del Mediterraneo. I Corinzi, memori del mito di Asteria, chiamarono questo grande scoglio Ortigia. Su un’isola delle Cicladi che portava lo stesso nome – e che in seguito avrebbe assunto quello di Delo – la sorella Latona partorì i gemelli divini avuti da Zeus: Apollo e Artemide. E probabilmente ad Artemide, la PotniaTheron (signora degli animali), nel punto più alto dell’isola, i coloni corinzi eressero il più antico edificio sacro: l’Oikos, la casa della dea. Attorno a questo edificio, considerato l’atto di nascita di Siracusa, i Corinzi, e i loro discendenti, si riconobbero come comunità. E la città intera, quella che sarebbe diventata la più grande e la più bella fra tutte le città greche, si identifica in questo edificio sacro che rappresenta la prima cellula attorno alla quale vedrà la luce quella che rimane la più grande invenzione del popolo greco: la Polis.

Carlo Castello

In precedenza:
Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Iceta ed Ecfanto

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: quando Saffo viveva in Ortigia




Tragedia in via Eschilo, 40enne trovato senza vita in casa. Indagini in corso

Dramma in via Eschilo, a Siracusa. Nella tarda serata di sabato, sirene e lampeggianti hanno spezzato la usuale tranquillità della zona. Il corpo senza vita di un 40enne è stato rinvenuto all’interno del suo appartamento. Si tratta di una persona molto nota nell’ambiente sportivo siracusano, in particolare quello calcistico.
Le indagini affidate alla Polizia dovranno chiarire cosa è accaduto. Alcuni residenti avrebbero raccontato di aver udito violente urla e poi un improvviso ed inquietante silenzio. Aspetto che dovranno essere vagliati dagli investigatori. Al momento, nessuna pista viene esclusa, neanche quella di un tragico gesto estremo.

Foto archivio




Scontro mentre fanno motocross nelle campagne, grave centauro: interviene elisoccorso

È stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per uno dei motociclisti vittime di incidente. È accaduto nel primo pomeriggio, alle porte sud di Siracusa, nei pressi di traversrsa Case Bianche, poco dopo gli svincoli autostradali.
Secondo quanto si apprende, erano impegnati in una sessione di motocross, tra le campagne. Durante le manovre, lo scontro.
Sul posto in pochi minuti sono arrivati i soccorsi del 118, prontamente allertati. Alla luce dalle condizioni dell’uomo, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso. L’altro ferito è stato trasferito in ospedale a Siracusa.
Sul posto anche Polizia Municipale e Carabinieri che hanno assicurato un atterraggio in sicurezza sull’area individuata, nei pressi del luogo dove si trovava il ferito.




Incredibile a Portopalo, volontari di Protezione Civile aggrediti mentre spengono incendio

Incredibile episodio a Portopalo. Tre volontari di Protezione Civile in servizio antincendio in contrada Pagliarello sono stati vittime una violenta aggressione. Uno di loro ha riportato la frattura della mandibola. “È gravissimo quanto accaduto”, dicecil sindaco Rachele Rocca che condanna con fermezza l’episodio. Ad aggredire il coordinatore del Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile e due volontari sarebbe stato – rivela la prima cittadina – il presunto proprietario del terreno su cui bruciavano delle sterpaglie.
“L’aggressore, che, oltre ai pugni, ha rivolto anche pesanti minacce, è stato successivamente individuato nel centro abitato e davanti al Palazzo Comunale, mentre continuava a cercare i volontari per uno scontro fisico, nonostante quanto accaduto. Sono state immediatamente informate le Forze dell’Ordine, il Comando Stazione dei Carabinieri e la Polizia di Stato, con i quali è in corso un attento coordinamento”, spiega Rocca.
“Esprimo la mia totale solidarietà ai volontari coinvolti, con l’augurio di pronta guarigione, e piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, affinché si faccia luce con tempestività su questo episodio che colpisce non solo delle persone, ma un intero sistema di civiltà e di impegno pubblico”, conclude la sindaca.
Dura condanna arriva anche dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile, con Biagio Bellassai.”Ennesimo increscioso incidente occorso questa mattina ai volontari del Gruppo comunale di protezione civile di Portopalo. Esprimo tutta la mia personale solidarietà e quella dei funzionari del Servizio S15 del DRPC Sicilia, ai volontari ed al Comune di Portopalo. Spero vivamente che simili episodi siano affrontati con priorità dalle Autorità, a salvaguardia di persone che dedicano il proprio tempo libero a proteggere la pubblica e privata incolumità”.




Oncologia torna a casa, dal 6 ottobre reparto attivo all’Umberto I

Dopo anni di attesa, il reparto di Oncologia dell’Asp di Siracusa torna “a casa”. Da lunedì 6 ottobre, infatti, l’Unità operativa diretta dal dottor Paolo Tralongo sarà nuovamente attiva al piano terra dell’ospedale Umberto I del capoluogo, nei locali interamente ristrutturati e riqualificati secondo i più moderni criteri di umanizzazione dei luoghi di cura.
La conclusione dei lavori di adeguamento – resi necessari dopo che, per quasi quattro anni, gli spazi erano stati utilizzati dal Pronto Soccorso a causa dell’emergenza Covid – segna il compimento di un impegno assunto e mantenuto dal direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.
Il trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati avverrà nella serata di domenica 5 ottobre, mentre da lunedì mattina il reparto sarà pienamente operativo con le attività di poltrona e degenza.
“Restituiamo alla comunità un punto di riferimento fondamentale per la cura oncologica”, dichiara Caltagirone. “Non è solo un rientro, ma la restituzione di un diritto alla cura in un ambiente concepito per il benessere della persona. Abbiamo voluto garantire una qualità strutturale ed estetica senza compromessi e il tempo impiegato è stato necessario per consegnare ai cittadini un reparto di vera eccellenza”.
Il direttore generale ha voluto ringraziare i direttori sanitario e amministrativo Salvatore Madonia e Ornella Monasteri, il dottor Paolo Tralongo, le direzioni medica e amministrativa dell’ospedale e tutto il personale coinvolto. “È stato un successo di squadra – ha sottolineato – reso possibile dalla sinergia di tutti, che hanno lavorato con dedizione e rapidità per raggiungere un traguardo tanto atteso per la salute pubblica del nostro territorio”.
Il nuovo reparto è stato realizzato seguendo un approccio human-centered, fondato sull’Evidence-Based Design, secondo cui l’ambiente fisico contribuisce in modo determinante al benessere psicologico e al decorso clinico dei pazienti. L’obiettivo è stato creare uno spazio che evochi il calore e la sicurezza di una casa: accogliente, intimo e funzionale.
Il reparto dispone di dieci posti letto ordinari, due per il day hospital e una grande sala infusionale con dieci postazioni per le terapie, progettate per assicurare comfort, privacy e monitoraggio costante.
A suggellare l’importanza del traguardo, venerdì 24 ottobre il nuovo reparto di Oncologia riceverà la visita ufficiale dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che incontrerà i vertici dell’Asp, il personale e gli organi di stampa per illustrare alla cittadinanza il valore strategico dell’investimento.
Con il ritorno di Oncologia nella sua sede storica, l’ospedale Umberto I compie un passo decisivo verso una sanità più vicina alle persone, restituendo ai pazienti e alle loro famiglie un luogo di cura che è anche un simbolo di fiducia.