Oncologia torna a casa, dal 6 ottobre reparto attivo all’Umberto I

Dopo anni di attesa, il reparto di Oncologia dell’Asp di Siracusa torna “a casa”. Da lunedì 6 ottobre, infatti, l’Unità operativa diretta dal dottor Paolo Tralongo sarà nuovamente attiva al piano terra dell’ospedale Umberto I del capoluogo, nei locali interamente ristrutturati e riqualificati secondo i più moderni criteri di umanizzazione dei luoghi di cura.
La conclusione dei lavori di adeguamento – resi necessari dopo che, per quasi quattro anni, gli spazi erano stati utilizzati dal Pronto Soccorso a causa dell’emergenza Covid – segna il compimento di un impegno assunto e mantenuto dal direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.
Il trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati avverrà nella serata di domenica 5 ottobre, mentre da lunedì mattina il reparto sarà pienamente operativo con le attività di poltrona e degenza.
“Restituiamo alla comunità un punto di riferimento fondamentale per la cura oncologica”, dichiara Caltagirone. “Non è solo un rientro, ma la restituzione di un diritto alla cura in un ambiente concepito per il benessere della persona. Abbiamo voluto garantire una qualità strutturale ed estetica senza compromessi e il tempo impiegato è stato necessario per consegnare ai cittadini un reparto di vera eccellenza”.
Il direttore generale ha voluto ringraziare i direttori sanitario e amministrativo Salvatore Madonia e Ornella Monasteri, il dottor Paolo Tralongo, le direzioni medica e amministrativa dell’ospedale e tutto il personale coinvolto. “È stato un successo di squadra – ha sottolineato – reso possibile dalla sinergia di tutti, che hanno lavorato con dedizione e rapidità per raggiungere un traguardo tanto atteso per la salute pubblica del nostro territorio”.
Il nuovo reparto è stato realizzato seguendo un approccio human-centered, fondato sull’Evidence-Based Design, secondo cui l’ambiente fisico contribuisce in modo determinante al benessere psicologico e al decorso clinico dei pazienti. L’obiettivo è stato creare uno spazio che evochi il calore e la sicurezza di una casa: accogliente, intimo e funzionale.
Il reparto dispone di dieci posti letto ordinari, due per il day hospital e una grande sala infusionale con dieci postazioni per le terapie, progettate per assicurare comfort, privacy e monitoraggio costante.
A suggellare l’importanza del traguardo, venerdì 24 ottobre il nuovo reparto di Oncologia riceverà la visita ufficiale dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che incontrerà i vertici dell’Asp, il personale e gli organi di stampa per illustrare alla cittadinanza il valore strategico dell’investimento.
Con il ritorno di Oncologia nella sua sede storica, l’ospedale Umberto I compie un passo decisivo verso una sanità più vicina alle persone, restituendo ai pazienti e alle loro famiglie un luogo di cura che è anche un simbolo di fiducia.




Farmacie caos a Siracusa: Epipoli resta senza, Scala Greca si affolla. E’ la scelta giusta?

Diventa un caso politico la scelta di aprire una nuova farmacia a Scala Greca. Ma le implicazioni sono anche di carattere sociale e sanitario per una fetta ampia della città capoluogo. Si tratta infatti dell’ultima sede farmaceutica che può essere attivata a Siracusa, in base ai criteri stabiliti che si rifanno essenzialmente alla popolazione.
Originariamente il Comune di Siracusa aveva previsto l’istituzione di quella sede (indicata come la numero 36, ndr) ad Epipoli, tra Villaggio Miano e Pizzuta. L’obiettivo era garantire un presidio farmaceutico in una zona scarsamente abitata ma in crescita, come previsto dalla legge 475/1968 che impone l’accessibilità del servizio anche nei contesti decentrati. Tuttavia, quella farmacia non è mai stata aperta. La motivazione ufficiale sarebbe stata la “mancanza di locali idonei” (aree S3).
Per comprendere ancora meglio, facciamo un passo indietro. La vicenda ha inizio con il ritardo del Comune di Siracusa nell’aggiornamento della pianta organica delle farmacie 2022. Le competenze su di un simile sono sono generalmente in capo proprio all’ente comunale. La Regione, però, decide di nominare un commissario ad acta che si insedia nel marzo del 2024. Ed è così che, incontro dopo incontro, si arriva alla fine di quell’anno ad una riperimetrazione della zona che comporta lo spostando la sede farmaceutica, inizialmente destinata ad Epipoli, su Scala Greca, già servita. Nei giorni scorsi, con determina, Palazzo Vermexio prende atto e ufficializza il tutto.
Il capogruppo di FdI, Paolo Cavallaro, aveva già sollevato il caso un anno addietro ed oggi torna a segnalarne alcuni aspetti degni di approfondimento. “Ho presentato nel 2024 un ordine del giorno con cui ho chiesto di restituire al Consiglio comunale la possibilità di deliberare su una questione da cui era stato inspiegabilmente escluso. Si è trattato di una lesione delle prerogative del massimo organo rappresentativo dei cittadini”, spiega. Durante la discussione dell’odg, il dirigente comunale ha ridimensionato la questione sostenendo che la riperimetrazione rappresentasse soltanto una conferma del piano precedente. “Ma la successiva determina n. 4727 del 25 settembre 2024 sembra far emergere altro”, aggiunge il capogruppo di FdI. Quella determina è l’atto formale con cui il commissario ad acta ha ufficialmente spostato la sede farmaceutica originariamente prevista per Epipoli/Pizzuta, nel cuore di viale Scala Greca, “modificando i confini di zona e lasciando scoperti circa 15.000 residenti”. Con quell’atto, peraltro, viene soppressa anche la sede farmaceutica estiva di Fontane Bianche, “eliminando un ulteriore punto di riferimento stagionale per cittadini e turisti”.
E tutto questo spinge Cavallaro a sostenere che si è fatto “l’esatto contrario di ciò che la legge prevede. I fatti confermano le preoccupazioni che avevamo espresso. La politica deve intervenire nella pianificazione del servizio farmaceutico, perché la competenza spetta al Consiglio comunale, non ai tecnici che agiscono in solitudine. Purtroppo si è scritta un’altra pagina spiacevole nel governo della città, con disagi ai cittadini e un Consiglio comunale mortificato, quasi nel silenzio generale”.
Ancora più netto è il capogruppo di Insieme, Ivan Scimonelli. “Collocare la farmacia a Scala Greca significa relegarla al margine dell’area non servita, invece che al centro dove il servizio sarebbe realmente necessario. Il problema c’è. Ora però si passi dalle parole ai fatti, con un intervento istituzionale immediato”, dice fermo. Posta l’urgenza di rimediare, il consigliere – che aveva trattato il caso in Commissione nei mesi scorsi – elenca i passaggi da mettere in fila: convocazione urgente di un tavolo tecnico con commissario ad acta, Asp e Ordine dei Farmacisti; sopralluogo ufficiale di tecnici comunali per verifiche sui locali disponibili ad Epipoli; richiesta di sospensione della determina fino al compimento delle verifiche ed infine “delibera consiliare che affermi il principio dell’equa distribuzione territoriale del servizio farmaceutico”.
Scimonelli non nasconde la polvere sotto al tappeto. “Senza queste verifiche, Epipoli sarà privata di un servizio essenziale. E non ci sarà più tempo o modo di porvi rimedio. Il nostro obiettivo non è la polemica, ma garantire un risultato concreto per il quartiere, utilizzando tutti gli strumenti tecnici e istituzionali a disposizione”.
Intanto, il capogruppo di Insieme serve alcuni dati utili per dare una proporzione: “Epipoli conta oltre 7.000 residenti e più di 2.700 famiglie risultano ad oggi senza una farmacia di prossimità”.




“Alto Impatto”, le attenzioni delle forze dell’ordine su Lentini

Ancora un servizio straordinario di controllo del territorio ad “alto impatto”. Questa volta fari puntati su Lentini. Il dispositivo ha visto impegnati agenti della Polizia di Stato – in servizio presso il Commissariato di Lentini, il Reparto Prevenzione Crimine di Catania, la Divisione Amministrativa e Sociale della Questura, la Polizia Scientifica e le unità cinofile della Questura di Palermo – insieme a militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto.
Coordinata sul posto dal dirigente del Commissariato Roberta Abate, l’operazione ha previsto l’allestimento di 14 posti di controllo, con l’identificazione di 336 persone (57 già note alle forze dell’ordine) e la verifica di 123 veicoli. Controllate anche 35 persone sottoposte a misure restrittive.
Particolare attenzione è stata rivolta agli esercizi commerciali del territorio: sette attività sono state sanzionate per irregolarità in materia di igiene alimentare e rispetto delle norme amministrative.
Durante nove perquisizioni, è stato individuato un vero e proprio “market della droga” all’interno di un’abitazione fatiscente. Nascosto dietro un armadio, gli agenti hanno scoperto un passaggio segreto ricavato nel muro, che conduceva a una serra indoor con tende, lampade termiche, aeratore e fertilizzanti.
Il blitz ha portato al sequestro di 116 grammi di marijuana, 105 grammi di hashish, 66 grammi di cocaina e 1,24 grammi di crack. Un uomo di 29 anni è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.




Bagni pubblici di via Trento, chiesta la chiusura. Cavallaro: “Condizioni igieniche pesanti”

“Immediata chiusura dei bagni pubblici di via Trento per la grave condizione igienico-sanitaria in cui versa”. Il consigliere comunale Paolo Cavallaro ha avanzato la richiesta ieri, con una nota inviata all’Asp di Siracusa e all’Assessorato all’Igiene Urbana del Comune. “Al di là dell’abbandono all’interno di diversi mobili e rifiuti-spiega Cavallaro- i servizi sono in pessime condizioni igieniche, il fetore è insopportabile, la polvere è accumulata ovunque e c’è persino una stanza al buio piena di rifiuti, e i vetri delle finestre sono visibilmente rotti. Ho chiesto l’immediata ispezione dell’Asp di Siracusa e la chiusura dello stesso, fino a quando non saranno ripristinate le minime condizioni igienico-sanitarie e il decoro minimo della struttura”. Cavallaro aveva affrontato il tema nel corso di alcune sedute del consiglio comunale. “Avevo rivolto un chiaro appello al sindaco, Francesco Italia affinché disponesse la chiusura di quei bagni indecorosi- ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia- perché non facciamo che trasmettere ai turisti e ai cittadini una pessima immagine della città”. Una soluzione al problema potrebbe essere, secondo il consigliere di minoranza, l’eventuale affidamento a terzi per la ristrutturazione e la gestione a pagamento, “come in tutte le parti civili del mondo- osserva Cavallaro- La seconda commissione consiliare di recente ha approfondito questa possibilità e presto la proposta dovrebbe arrivare in consiglio comunale per dare un chiaro indirizzo ad un’amministrazione- fa notare il consigliere di FdI- che parla tanto di turismo ma, alle bellezze della città, aggiunge quale monumento orrido gli inguardabili e inaccettabili bagni pubblici”.




Randagismo, le guardie zoofile dell’Aisa si occuperanno degli animali vaganti

Negli uffici del servizio Randagismo del Comune di Siracusa, è stato siglato un patto di collaborazione con Aisa. L’Associazione Itala Sicurezza Ambientale mette a disposizione le sue guardie zoofile per il recupero di animali vaganti smarriti, abbandonati o vittime di incidente. Verificheranno anche la presenza del microchip. Tra gli altri compiti delle guardie zoofile, la perlustrazione delle aree con presenza di cani di quartiere per garantire la loro incolumità.
A siglare l’intesa, per il Comune di Siracusa, l’assessore Palma Daniela Vasques e il dirigente del settore Emanuele Fortunato.




Borgata e degrado sociale, la paura avanza. “Noi donne non ci sentiamo sicure”

Tra i residenti della Borgata serpeggia da anni una certa preoccupazione. La spazzatura che si accumula agli angoli delle strade, l’illuminazione pubblica carente dopo il relamping, il decoro urbano trascurato in piazza Santa Lucia, il degrado sociale crescente tra piazze, vie ed abitazioni. Pur essendo uno dei quartieri più suggestivi della città, un secondo cuore storico dopo Ortigia, e capace di grandi attrattori come lo stadio, il Santuario, le catacombe, il Caravaggio ed altre meraviglie, la Borgata non riesce ad integrarsi a pieno nel tessuto cittadino. E la sempre più numerosa comunità straniera residente, in particolare extracomunitari, viene ormai vissuta con crescente disagio. A parte alcune comunità laboriose ed assolutamente integrate, vi sono poi episodi frequenti di imbarazzante bivacco, bisogni fisiologici espletati sulla pubblica via, ubriachezza molesta, risse. Non a caso la Questura di Siracusa ha dato vita, dall’estate ad oggi, a diverse operazioni di controllo proprio per aspetti inerenti al decoro urbano oltre che alla sicurezza.
Il problema, però, è che ormai la Borgata non pare essere più un quartiere sicuro. Loredana – il nome è di fantasia, per tutelarne la privacy – da alcuni anni vive insieme a suo figlio tra viale Cadorna e corso Gelone. E denuncia quanto ormai da tempo accade quando torna a casa la sera. “La strada è diventata dimora di un gruppo di ragazzi di colore che sinceramente non sembrano avere intenzioni benevole. Spesso hanno bottiglie in mano e lo sguardo è spento. Ieri sera – racconta ancora scossa – mentre parcheggiavo con mio figlio in auto, hanno aspettato il mio arrivo e hanno iniziato a inseguirmi”. Per timore che potesse accadere qualcosa, anzichè rimanere parcheggiata, ha deciso di fare diversi giri dell’isolato. Magari si sarebbe calmata la situazione. Cosa che purtroppo non è avvenuta. “A quel punto, ho chiesto aiuto ai vicini di casa per farmi scortare fino all’ingresso di casa”. Sospira. E un’altra signora, poco distante, subito conferma. Vive anche lei in Borgata, verso piazza Santa Lucia. “La situazione è diventata invivibile: ogni sera ci sono schiamazzi, litigi e altro. E abbiamo paura. Eppure dovrebbe essere pacifico il vivere in sicurezza e tranquillità a casa propria…”.
Nei giorni scorsi, anche la Cgil aveva lanciato un appello per la Borgata parlando del crescente degrado sociale. Il sindacato non crede sia colpa degli stranieri, indicati dai più come un problema, quando non integrati e senza occupazione o fissa dimora. “Sono una risorsa”, tagliano corto dalla Camera del Lavoro della Borgata (Cgil).
Purtroppo gli interventi di riqualificazione urbana (piazze Euripide, via Agatocle, via Piave) non hanno ancora prodotto effetti positivi sulla qualità della vita in Borgata. Progetti ed interventi singoli hanno accresciuto una maggiore consapevolezza delle potenzialità della zona, manca ancora però quella visione che – ad esempio – portò negli anni 90 al rilancio di Ortigia grazie al piano Urban prima ed alla legge speciale poi. La famosa moratoria con incentivi per apertura di nuove attività commerciali proprio in Borgata è rimasta solo un buon proposito annunciato ma non declinato nei fatti. E senza le basi, difficile sviluppare le altezze.




Claudio Baglioni al teatro greco nell’estate 2026. Si, ma manca ancora il nulla osta regionale

Una data a Siracusa del GrandTour di Claudio Baglioni, lo spettacolo-evento per celebrare i 40 anni da La vita è adesso. Un sogno? Beh, quanto meno un sogno realizzabile visto che il calendario pubblicato sui canali ufficiali dell’amato artista indica: teatro greco di Siracusa, 23 luglio 2026.
Accanto alla data siracusana c’è però un asterisco. Cosa significa? Significa che manca ancora qualcosa. E questo qualcosa, si apprende da fonti vicine a Palazzo Vermexio, è l’autorizzazione della Commissione Anfiteatro. Un parere necessario per il via libera al concerto nel delicato monumento della Neapolis.
Come funziona il meccanismo autorizzativo? Proviamo a semplificare. Il Comune di Siracusa, nell’ambito di co-programmazione dei concerti al teatro greco, invia la richiesta a Palermo. Una volta tanto, ci si muove nei tempi corretti e necessari per poter organizzare le cose per bene. E così a meta luglio scorso parte l’istanza per un concerto da tenersi il 23 luglio 2026. Ora, incassato l’ok della produzione dell’artista, serve necessariamente il nulla osta regionale all’impiego del teatro greco.
Solo che, secondo una ricostruzione, non sarebbe ancora arrivata alcuna indicazione dall’assessorato regionale. E la Commissione si ritroverebbe quindi in stand-by. Non è la prima volta. I tempi della Commissione, infatti, sono vincolanti ma non standardizzati rigidamente; tuttavia la prassi vorrebbe che le richieste vengano presentate con almeno sei-nove mesi di anticipo per permettere un’adeguata istruttoria e programmazione. Quindi entro gennaio dovrebbe arrivare l’atteso via libera. Però in alcuni casi, come già avvenuto, la Commissione può trovarsi in condizione di “stand by”, in attesa di indicazioni dall’assessorato regionale o da altri enti preposti, causando ritardi.
La Commissione Anfiteatro Sicilia è l’organo regionale preposto all’autorizzazione degli spettacoli, concerti e altri eventi che si tengono nei teatri antichi siciliani, come il teatro greco di Siracusa o quello antico di Taormina. E’ costituita da rappresentanti delle istituzioni regionali competenti in materia di beni culturali, turismo, sicurezza pubblica, nonché da esperti tecnici e culturali. Fra i membri vi sono spesso funzionari dell’assessorato regionale ai Beni Culturali e al Turismo, rappresentanti della Prefettura e di altri enti territoriali con competenze sulla tutela del patrimonio archeologico e sull’organizzazione di eventi pubblici. Per poter autorizzare un concerto o uno spettacolo, ad esempio al teatro greco di Siracusa, il promotore dell’evento o l’amministrazione comunale (come nel caso di Baglioni, ndr) deve inviare richiesta formale con largo anticipo alla Commissione. La pratica viene quindi esaminata sotto diversi aspetti fino all’emissione del nulla osta regionale, quando tutte le condizioni sono rispettate. Il parere della Commissione è vincolante ed è quello che, di fatto, consente (o meno) lo svolgimento dello spettacolo.
Non sono mancate in questi anni li polemiche per i rallentamenti nella concessione di autorizzazioni, con conseguenti rischi di spostamenti di eventi prestigiosi da teatri come quello di Siracusa a Taormina o altre sedi, con evidenti perdite economiche e di immagine per i territori coinvolti. La paura è che possa ripresentarsi un simile scenario attendista, al punto da spingere poi lo staff dell’artista a spostare altro lo show.
Certo, Claudio Baglioni non può essere considerato appartenente al “pericoloso” (per il teatro greco) genere del “rock”. I suoi fan, per quanto appassionati, non sono esattamente di quelli che saltano sull’antica (e comunque protetta) pietra del Temenite. E la qualità di spettacolo assicurata già dal solo nome di Claudio Baglioni dovrebbe mettere al riparo da altri distinguo e critiche.
Quindi, se l’istanza è stata presentata a Palermo il 17 luglio scorso e tutto è a posto, perchè non autorizzare in pochi mesi? La domanda, al momento, non ha una risposta precisa. Con nuovo slancio per quella corrente di pensiero dietrologista che vede, in certi atteggiamenti regionali, un favoritismo di pragmatica verso una realtà che non è Siracusa.




Festa dell’Angelo Custode a Priolo, vetrina di comunità per artigiani e commercianti

Anche quest’anno la comunità priolese si prepara a celebrare la festa dell’Angelo Custode, con un programma che unisce tradizione religiosa, momenti di socialità e valorizzazione delle realtà economiche del territorio. In occasione dei festeggiamenti, saranno infatti coinvolte le attività commerciali e artigianali locali che avranno la possibilità di esporre e vendere i propri prodotti in due aree dedicate. Una zona food verrà allestita nell’area antistante il Comando di Polizia Municipale, mentre la zona no-food sarà organizzata tra via Angelo Custode e il parcheggio del Palazzo Municipale.
L’iniziativa vuole coniugare la partecipazione popolare con il sostegno concreto al commercio di prossimità, spesso messo in difficoltà dalla concorrenza della grande distribuzione e dalle vendite online. La festa patronale diventa così anche un’occasione per rafforzare l’identità cittadina, promuovere i prodotti locali e incentivare il legame tra comunità e territorio.
“È un modo per dare visibilità e supporto alle attività commerciali di Priolo – hanno dichiarato il sindaco Pippo Gianni e l’assessore al Commercio Maria Grazia Pulvirenti – che, con la loro presenza, rappresenteranno il valore aggiunto della festa. Ringraziamo tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa e che contribuiranno a rendere più ricco e partecipato il programma”.
Oltre agli appuntamenti religiosi dedicati al Santo Patrono, i visitatori potranno quindi vivere un’esperienza che unisce spiritualità, tradizione e scoperta delle eccellenze locali per fare della festa una vetrina di comunità.




Problema idrico in Borgata, risolto in mattinata. “Entro poche ore servizio alla normalità”

Risveglio con i rubinetti a secco in un’ampia porzione della Borgata, a Siracusa. A causare il problema, una perdita idrica verificatasi nella condotta di adduzione del serbatoio Teracati. Come spiega una nota di Siam, la società che si occupa del servizio idrico a Siracusa, “per questioni di sicurezza connesse all’intervento, si è reso necessario ridurre temporaneamente e parzialmente l’erogazione idrica, al fine di evitare lo svuotamento del suddetto serbatoio”. Ecco il motivo per cui si è verificato il disagio. Attorno alle 8 di questa mattina, il sistema ha ripreso a funzionare regolarmente. “Le eventuali anomalie ancora riscontrate dagli utenti nelle zone Borgata e Ortigia (e dovute magari alla presenza di aria nelle condotte) si risolveranno nelle prossime ore, con il completo ripristino del normale servizio idrico”.




Tombini e cavi di rame, fermate quei predatori che spogliano la città

Una piaga di questi anni sono i ripetuti furti di cavi di rame dalla rete di illuminazione pubblica e quelli di tombini e grate in ferro. In entrambi i casi, i lestofanti che entrano in azione poco si curano del disagio che causano e del pericolo a cui espongono loro e gli altri. Intere vie cittadine sono rimaste al buio negli ultimi mesi, con tempi di ripristino lunghi e complessi. E da alcune zone della citt3, come piazza Adda, in una notte sono scomparsi tutti i tombini, poi sostituiti nel giro di qualche settimana dal Comune. In entrambi i casi, il danno è a carico della collettività. Mentre questi lestofanti racimolano qualche decina di euro sul mercato nero. Soldi buoni, secondo le forze dell’ordine, per acquistare quelle dosi di stupefacenti (spesso crack) da cui sono dipendenti.
Una ricostruzione che sembra coincidere con quanto filmato in zona Epipoli nei giorni scorsi. Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso l’azione di due uomini, parrebbe sulla trentina. Con la loro auto rossa, si avvicinano ai pozzetti di ispezione a bordo strada, più piccoli e leggeri. Una volta affiancato il primo, scendono e con una rapida manovra lo asportano, per poi passare a quello successivo.
Il video è già in possesso delle forze dell’ordine, che hanno avviato le relative indagini. Chiunque avesse altro materiale utile, può contattare il numero unico per le emergenze 112.