Al giornalista melillese Massimo Reina il primo premio del concorso Autori Italiani

Siracusano di Melilli, il giornalista Massimo Reina ha vinto il primo premio del concorso “Autori Italiani 2025”, organizzato da Atlantide, centro studi nazionale per le Arti e la Letteratura. Con il suo scritto dal titolo “Finchè avrò voce – in nome dell’amore” si è subito imposto all’attenzione della qualificata giura. Il suo pezzo racconta la storia di Fadi, giornalista ucciso a Gaza, e di una canzone che ha ispirato più di una vita (clicca qui). Nella motivazione del premio, si sottolinea come si tratti di “un articolo intenso e autentico” che “racconta, con partecipazione e misura, la storia di un giornalista ucciso a Gaza, trasformando il dolore in testimonianza e in atto d’amore verso la verità”. Massimo Reina si è visto anche assegnare un giudizio di merito per il suo racconto “Mi chiamo muro”.
Il giornalista, che vive a Melilli, si è occupato negli anni di diversi scenari in bellici in qualità di inviato sui teatri di guerra per conto di Giornalisti senza Frontiere.




Non basta un Farroni para-tutto, Siracusa sconfitto a Monopoli su punizione (1-0)

Prima sconfitta del 2026 per il Siracusa. A Monopoli decide la rete su calcio di punizione di Battocchio, nella ripresa. Azzurri attenti e propositivi, non riescono però a rendersi pericolosi come loro solito negli ultimi venti metri. Il Monopolo, invece, costruisce diverse occasioni e solo uno strepitosi Farroni evita un passivo più pesante.
Tra mercato e necessità, Turati mescola le carte con Sapola in difesa e Frisenna a centrocampo dal primo minuto. Monopoli aggressivo, pronto a far male negli spazi con Fall.
Il protagonista assoluto del primo tempo, come detto, è l’estremo difensore azzurro. All’11 di piede salva tutto su un primo strappo dei pugliesi. Cinque minuti più tardi, risponde presente alla conclusione di Fall, con Sapola che fatica a tenere la velocità degli avanti del Monopoli. È il momento migliore dei padroni di casa che al 19 reclamano per una uscita alta di Farroni. Check fvs, per l’arbitro è rigore dopo lunga revisione. Dal dischetto il portiere azzurro ipnotizza Fall e para, distendendosi alla sua sinistra. Sulla ribattuta segna Tirelli ma la rete è annullata perché il giocatore era già dentro l’area prima che venisse calciato il rigore. Si riparte dallo 0-0 e dalla parata del portiere azzurro.
Il Siracusa fatica a rendersi pericoloso. La manovra si appoggia spesso sulla corsia di sinistra, con Valente che prova ad inventare. A destra, Puzone e Di Paolo vengono spesso arginati. E così il Leoni chiudono il primo tempo senza mai tirare in porta.
Nella ripresa è il Siracusa che prova ad impadronirsi del palleggio. E per rendere ancora più chiare le sue intenzioni, Turati al 51 mette dentro Molina, che si piazza subito al centro dell’attacco. Si gioca poco, però, con diversi falli da una parte e dall’altra. Su un lieve contatto con Puzone, una mano che si allunga sul movimento a rientrare, il Monopoli gioca un’altra carta fvs. Vuole un nuovo rigore, trova una punizione dal vertice destro dell’area. Si batte al 67 e Battocchio disegna una traiettoria su cui Farroni non arriva. Barriera rivedibile, rimasta invero molto distante. Si continua a giocare poco. Al 69 è il Siracusa che chiede la revisione per un intervento falloso a centrocampo, ammonito Fall che 120 secondi più tardi lascia il campo insieme a Greco, sostituiti.
Al 75 recupero di Candiano su Tirelli lanciato verso la porta, nuovo fvs Monopoli. Arbitro conferma che non c’è nulla. Ma il Siracusa prova a complicarsi la vita con una distrazione difensiva che permette ad Imputato di concludere due volte. Farroni, però, ha riflessi pronti. Dentro allora Gudelevicius per Frisenna al 79, con la squadra di Turati che alza il baricentro e cerca intensità alla caccia del pareggio. All’84 Limonelli conclude male dal centro dell’area, non era facile su una palla rimbalzatagli davanti. Il Monopoli spezza il ritmo con gli ultimi cambi. Un bello slalom di Cancelleri, chiuso in area da un attento Valenti poi Morreale e Iob nella mischia, per l’all in finale deciso da Turati (fuori Candiano e Valente). Otto minuti di recupero per le speranze azzurre. L’insistito fraseggio di Limonelli e compagni non si traduce però in occasioni per concludere verso la porta del Monopoli. Una punizione alta di Contini al 93, poi un tiro dalla distanza proprio di Limonelli che vale un brivido. All’ultimo respiro, check chiesto dal Siracusa per una spinta dentro l’area del Monopoli. Ma il fischietto non rivede la sua decisione, niente rigore. Finisce qui.




Raid alle banche, escavatore ed esplosivo. Palazzolo e Buccheri. I sindaci: “Allarme sicurezza”

Dopo il doppio assalto notturno alle banche di Palazzolo Acreide e Buccheri, si leva forte l’allarme dei sindaci dei due comuni montani. Salvatore Gallo e Alessandro Caiazzo denunciano una condizione di crescente vulnerabilità delle aree interne del Siracusano e chiedono interventi urgenti sul fronte della sicurezza.
Il sindaco di Palazzolo Acreide, Gallo, affida ad una nota un commento carico di preoccupazione, parlando di una zona montana ormai percepita come “preda facile” per bande criminali organizzate. “Siamo considerati i “babbi” della provincia e i fatti continuano purtroppo a dimostrarlo”, scrive il primo cittadino, denunciando l’assenza di segnali concreti di tutela per le aree interne. Gallo lega il tema della sicurezza a quello, più ampio, dello spopolamento e dei servizi. “I giovani – dice – vanno via, le scuole faticano a formare le classi, la sanità è sempre più distante e, in queste condizioni, anche le banche prima o poi chiuderanno”. Il sindaco esclude qualsiasi accusa alle forze dell’ordine, sottolineando invece la necessità di “leggi specifiche a tutela delle zone montane”, rimarcando come, finora, “nessuna forza politica abbia promosso una strategia seria e complessiva per sicurezza, servizi e ripopolamento”.
Sulla stessa linea il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, che parla apertamente di emergenza. “C’è un serio problema di sicurezza sul quale non è più possibile temporeggiare”, afferma, definendo la zona montana “sotto attacco come non mai”. Caiazzo chiede un rafforzamento immediato dei controlli e della presenza delle forze dell’ordine. “Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi predatori e la comunità è sotto shock. Ora servono risposte rapide e risolutive, prima che sia troppo tardi”.
Le prese di posizione dei due sindaci restituiscono il clima di forte apprensione che si respira nei centri montani dopo i raid, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sull’isolamento delle aree interne, sempre più esposte e sempre meno presidiate.




Doppio assalto alle banche nella notte, paura tra Palazzolo e Buccheri

È stata notte carica di tensione quella che ha attraversato l’area montana del Siracusano, dove nel giro di poche ore si sono consumati due assalti a istituti bancari. Palazzolo Acreide e Buccheri si sono risvegliate con i segni evidenti di due azioni criminali su cui ora i Carabinieri sono a lavoro per fare piena luce.
A Palazzolo Acreide l’obiettivo è stato il bancomat esterno della filiale del Monte dei Paschi di Siena. I malviventi hanno piazzato e fatto detonare un ordigno che ha divelto lo sportello automatico, consentendo loro di portare via una somma consistente, stimata in poco meno di 100mila euro. L’esplosione, particolarmente violenta, ha rotto il silenzio della notte ed ha svegliato diversi residenti della zona, che hanno subito chiamato le forze dell’ordine.
I carabinieri sono arrivati rapidamente sul posto, delimitando l’area e avviando gli accertamenti tecnici. I danni causati dalla deflagrazione erano evidenti, mentre l’attenzione degli investigatori si è concentrata sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza, considerate decisive per ricostruire l’azione e individuare eventuali mezzi utilizzati per la fuga.
Quasi nelle stesse ore, a Buccheri, un’altra banda entrava in azione con una modalità differente ma altrettanto distruttiva. Una pala meccanica è stata utilizzata per abbattere parte della parete della filiale Unicredit, creando un accesso diretto ai locali interni e alle casse. L’irruzione è stata rapida ed ha provocato gravi danni strutturali all’edificio, prima che i responsabili si dileguassero con il denaro.
Le indagini procedono parallelamente su entrambi gli episodi. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di un collegamento tra i due colpi, considerando la prossimità territoriale, la scelta degli obiettivi e la sequenza temporale degli assalti. Al momento non viene esclusa alcuna pista. E resta alta l’attenzione sulla recrudescenza criminale che sta investendo il territorio siracusano.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: le vittorie aretusee preziose per Roma caput mundi

Lo sapevi che…Roma diventò caput mundi grazie anche a Siracusa? Due grandi battaglie del V secolo a.C. segnarono, profondamente e indirettamente, la storia di Roma, dando un apporto fondamentale alla nascita del suo impero e contribuendo a far sì che diventasse il centro del mondo. Due battaglie che videro protagonista non la città di Roma, ma la città di Siracusa. Sono la battaglia di Imera del 480 a.C. contro i cartaginesi, vinta da Gelone di Siracusa alleato con Terone di Agrigento.E la battaglia di Cuma, contro gli etruschi del 474 a.C, vinta da Ierone I di Siracusa.
Dopo queste due battaglie epocali, Siracusa diventò una delle più grandi potenze militari del Mediterraneo, mentre Roma era ancora una piccola città del centro Italia dedita alle sue due attività principali: pastorizia e agricoltura.
La battaglia di Imera ha rappresentato una svolta per la storia della Sicilia, e di riflesso anche per la storia di Roma; fermo’ l’espansione cartaginese e rappresentò un momento di unità fra le città greche della Sicilia. Se avesse vinto Cartagine, avrebbe probabilmente esteso il suo dominio sull’Italia e forse anche oltre, minacciando Roma due secoli e mezzo prima di Annibale e cambiando probabilmente il corso della storia.
Anche la vittoria di Siracusa a Cuma del 474 a.C. contro gli etruschi contribuì a plasmare la storia di Roma. La vittoria di Ierone I di Siracusa non solo fermò l’espansione etrusca nel sud Italia ma permise a Roma di prendere il suo posto. E’ incredibile come due battaglie, Imera e Cuma,combattute e vinte da Siracusa in soli sei anni, abbiano avuto un impatto così significativo nella storia di Roma e del Mediterraneo.
É come se Siracusa avesse giocato un ruolo di “Guardiano” nel Mediterraneo occidentale permettendo a Roma di diventare la potenza che conosciamo e di assegnarle il titolo di caput mundi.


Carlo Castello

In precedenza:
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Colpo alla Grande Ristorazione, banda devasta uffici e fugge con tre furgoni

Bombe carta, incendi e adesso un colpo messo a segno da una banda di ladri alla Grande Ristorazione. Resta alta l’attenzione sulla recrudescenza di epidosi crimimali nel siracusano, in queste ultime settimane. La banda é entrata in azione attorno l’una di notte del 9 gennaio scorso. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripresto tre uomini che introducevano nel piazzale e poi negli uffici dell’azienda che si occupa della produzione di pasti per mense scolastiche ed ospedaliere. Una volta dentro, hanno forzato e distrutto porte e arredi. Corridoi ed uffici sono stati messi completamente a soqquadro, alla ricerca di qualcosa di valore.
La loro azione ha causato all’azienda con sede a Città Giardino danni stimati in circa 40mila euro. Inoltre, i ladri si sono dati alla fuga a bordo di tre furgoni della Grande Ristorazione, del valore complessivo di 30mila euro, parcheggiati nel piazzale aziendale e rubati.
Il sospetto é che quella entrata in azione sia una banda organizzata, forse in trasferta. Non è escluso che un’altra, o forse due persone, possano aver fatto da palo all’esterno, favorendo la fuga.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri del comando provinciale di Siracusa che hanno raccolto la denuncia dell’imprenditore Corrado Spataro. Sono state consegnate ai militari anche le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza.




Intimidazione al sindaco Giuseppe Stefio, le reazioni della politica

Una busta anonima con un proiettile è stata recapitata al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio. La grave intimidazione, con minacce rivolte anche alla famiglia del primo cittadino, getta nuova inquietudine in un già teso quadro politico e sociale. A raccontare l’accaduto è stato lo stesso Stefio, nel corso di una conferenza stampa, questa mattina. Provato ma determinato a non mollare sulla barra della legalità, Giuseppe Stefio ha assicurato che non arretrerà nella sua azione e nelle scelte intraprese – ha spiegato – sempre nell’interesse della collettività. “Non ho avuto nessuna paura -racconta Stefio- Chi è esposto e soprattutto chi fa il sindaco tutto questo lo mette in conto. Ho provato amarezza per il coinvolgimento della mia famiglia, io che ho anche genitori anziani. Resto convinto che l’attività di moralizzazione e trasparenza che caratterizza la vita amministrativa e politica a Carlentini sia la strada giusta. Questo processo di moralizzazione è irreversibile, sia chiaro a chiunque pensi di intimorirmi”.
“Esprimo la massima vicinanza al nostro sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, per le gravi minacce ricevute di cui ha dato notizia pubblica. Non accetteremo mai come dirigenti e militanti del PD queste forme di intimidazione e anzi rinnoviamo, con le parole del sindaco Stefio, il nostro impegno e il nostro contrasto ad ogni forma di illegalità. Siamo con lui e con tutta la comunità democratica di Carlentini. Forza Giuseppe”, ha detto il senatore dem Antonio Nicita.
“Condanniamo con fermezza il grave e ignobile atto intimidatorio al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, destinatario di una busta contenente un proiettile e minacce rivolte anche alla sua famiglia. Si tratta di un gesto vile e codardo che colpisce non solo una persona, ma l’intera comunità democratica. A Giuseppe Stefio esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza, certi che episodi di questo tipo non scalfiranno il suo impegno amministrativo né la determinazione di chi ogni giorno opera nel rispetto delle regole e della legalità”. Così il parlamentare Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro, entrambi del Movimento 5 Stelle. “Le intimidazioni – proseguono – non fermeranno il lavoro delle istituzioni né il percorso di trasparenza e responsabilità intrapreso. Al contrario, rafforzano la necessità di continuare a contrastare con decisione ogni forma di illegalità e di sopraffazione. Siamo al fianco del sindaco Stefio e della città di Carlentini, convinti che la risposta più forte sia quella dell’unità, della legalità e della partecipazione democratica”.
Il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) esprime vicinanza e solidarietà. “Le minacce a lui e alla sua famiglia rappresentano la più grave delle offese non solo all’istituzione che rappresenta ma anche all’intera comunità carlentinese. Il tentativo di inquinare l’azione politica e sociale di chi lavora al servizio dei cittadini e dei loro bisogni è da condannare senza indugio. Sono certo che le autorità preposte siano già al lavoro per individuare i responsabili e assicurare protezione e sicurezza al sindaco Stefio. La politica ha l’obbligo di dare il proprio contributo in tal senso”.
Il deputato regionale, Carlo Auteri (DC), esprime solidarietà al sindaco Giuseppe Stefio. “Recapitare un bossolo e minacce di morte è un gesto vile e inaccettabile, che richiama metodi mafiosi estranei alla civile convivenza e alla politica sana. Sono certo che il sindaco non arretrerà di un passo nel suo impegno amministrativo. Episodi come questo rafforzano la necessità di fare fronte comune, ribadendo che le istituzioni non si piegano alla paura. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto”.
“Le minacce rivolte al sindaco di Carlentini sono l’ennesimo caso di un fenomeno che prende di mira gli amministratori locali eper il quale il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, chiede da tempo le giuste contromisure. Sono certo che Giuseppe Stefio non modificherà in nulla la sua azione di governo e che gli investigatori faranno la loro parte ma una riflessione non è più rinviabile. Il clima è da troppo avvelenato e richiede certamente un cambio di passo della politica, ma molta responsabilità è anche di chi, attraverso i social, soffia sul fuoco e stimola l’odio sociale”. Lo dichiara il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.
Ferma condanna viene espressa anche dal presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa. “Esprimiamo, insieme all’intero Libero Consorzio Comunale di Siracusa, la nostra vicinanza a Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini e consigliere del Libero Consorzio, per le gravi e inaccettabili minacce ricevute, che hanno coinvolto anche la sua famiglia. Ribadiamo il nostro netto rifiuto di ogni forma di intimidazione e confermiamo l’impegno delle istituzioni nel rispetto della legalità e della democrazia. Siamo al fianco di Giuseppe Stefio e della comunità di Carlentini”.
“A nome mio e della comunità di Avola esprimo profonda solidarietà al sindaco di Carlentini per il grave atto intimidatorio subito. Minacce di morte e bossoli non sono solo un’offesa personale, ma un attacco ai valori della democrazia e dell’impegno civile. Chi sceglie di amministrare con senso del dovere e rispetto delle regole non può e non deve essere lasciato solo ed è assurdo che ancora si sentano certe cose”, dice il sindaco di Avola Rossana Cannata (FdI), già vicepresidente dell’Antimafia regionale. “Siamo certi – continua – che il sindaco continuerà il suo percorso con la forza e la dignità che contraddistinguono chi risponde esclusivamente ai cittadini. Alle istituzioni, tutte, il compito di fare quadrato e respingere con fermezza ogni forma di intimidazione”.
“Un gravissimo atto intimidatorio che non può passare sotto silenzio. Oltre a esprimere solidarietà e vicinanza a Giuseppe Stefio, e alla sua famiglia, ci auguriamo che forze dell’ordine e magistratura riescano ad individuare al più presto i responsabili, assicurandoli alla giustizia. La battaglia contro ogni forma di illegalità che contraddistigue Stefio non arretrerà di un solo passo e troverà il sostegno pieno e rinnovato da parte di tutto il Partito Democratico”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
“Le minacce recapitate al sindaco di Carlentini rappresentano un fatto gravissimo, che merita una condanna ferma e unanime. Quando si tenta di intimidire un amministratore locale con simboli di morte, si colpisce il cuore stesso dello Stato e della legalità. A nome del gruppo di Fratelli d’Italia, esprimo totale vicinanza al primo cittadino e alla sua famiglia. Chi amministra con correttezza e trasparenza non deve mai sentirsi solo. Le istituzioni democratiche sono più forti di qualunque tentativo di pressione criminale”, dice il commissario provinciale di FsI, Salvatore Coletta.
“Quanto denunciato dal sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio è di una gravità inaudita. La comunità di Sinistra Italiana-Avs esprime totale solidarietà al sindaco Stefio e alla sua famiglia e rivolge un appello alle autorità preposte affinché assicurino pieno e immediato sostegno”, le parole del segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, Sebastiano Zappulla.




Imbrò: “Nessuna emergenza dopo la scossa, evitare inutile allarmismo”

Nessuna criticità segnalata sul territorio comunale a seguito della scossa sismica registrata alle ore 5.53 del mattino, con epicentro davanti alle coste sud-orientali della Calabria e avvertita anche in un’ampia fascia della Sicilia ionica. Lo conferma l’assessore alla Protezione Civile, Sergio Imbrò, spiegando che, dopo il sisma, gli uffici comunali della P.C. si sono immediatamente messi in contatto con il Dipartimento Regionale e con il comando dei Vigili del Fuoco, attivando un filo diretto che ha consentito in breve tempo di avere un quadro chiaro della situazione. Una prima ricognizione sul territorio, ha permesso di escludere danni a persone o cose.
“L’assenza di criticità o di note di Protezione Civile ha fatto si che, di concerto con altre Istituzioni, non sia stato necessario inviare sms alla popolazione, soprattutto per evitare panico o allarme che sarebbero risultati fuoriluogo. Ritengo strumentale ogni polemica in tal senso ed invito, specie su tematiche così delicate, a mettere tutti in primo piano la tutela della collettività e della pubblica incolumità. Stiamo completando l’aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile che verrà quindi stampato e distribuito alla popolazione. Ai consiglieri comunali Cavallaro e Romano, chiedo di partecipare con rinnovato spirito di collaborazione e sarà mia cura invitarli alle prossime giornate di Protezione Civile nelle scuole siracusane”, le parole di Imbrò.
Il sindaco Francesco Italia, intanto, richiama l’intera popolazione all’importanza di attenersi sempre a comportamenti corretti e di buon senso, durante e dopo eventi sismici.




Terremoto all’alba, FdI: “Nessuna comunicazione alla città, Protezione civile sia operativa”

I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Paolo Romano e Paolo Cavallaro, criticano un vuoto informativo in un contesto di potenziale emergenza. “I cittadini non hanno ricevuto informazioni su quanto accaduto in seguito alla scossa avvertita anche a Siracusa e sugli eventuali comportamenti da tenere in caso di ulteriori scosse di assestamento”.
Secondo i due consiglieri, resta incerto il funzionamento della macchina comunale dell’emergenza. “Non sappiamo se sia stato attivato il tavolo di Protezione civile, né se verranno effettuate verifiche sugli edifici pubblici e sulle scuole”, osservano Romano e Cavallaro, rimarcando come l’assenza di comunicazioni lasci i cittadini senza punti di riferimento.
Un tema, quello della Protezione civile, già più volte affrontato in Consiglio comunale. I due esponenti di FdI ricordano infatti che l’aula consiliare è intervenuta con decisione, anche attraverso una seduta aperta – “purtroppo disertata da troppi” – durante la quale sono state approvate due mozioni che impegnavano l’Amministrazione su aspetti concreti e operativi.
“Il Consiglio comunale – ricordano – ha chiesto, tra le altre cose, la realizzazione di un’esercitazione generale sul territorio, il miglioramento dell’informazione ai cittadini sul piano di Protezione civile e la piena funzionalità delle aree di attesa, dotandole di punti acqua e punti luce”.
Le mozioni prevedevano inoltre l’organizzazione di una giornata dedicata alla Protezione civile, da svolgersi proprio nelle aree di attesa, per incontrare i cittadini e distribuire una brochure aggiornata del piano comunale. Un piano che, però, risulta ancora fermo. “Negli uffici comunali – denunciano Romano e Cavallaro – ci sono migliaia di opuscoli stampati anni fa, oggi coperti dalla polvere, in attesa di un aggiornamento del piano: soldi pubblici inspiegabilmente sprecati”.
Il sisma, fortunatamente, non sembra aver provocato danni rilevanti e la città ha ripreso la sua quotidianità. Ma anche su questo punto i consiglieri di FdI pongono un interrogativo tutt’altro che secondario: “Nessuno sa se questa mattina si può andare regolarmente in ufficio, a scuola o partecipare agli eventi programmati in città”. Per Romano e Cavallaro il nodo centrale resta l’informazione preventiva e immediata. “I cittadini devono familiarizzare con il piano di Protezione civile – affermano – e conoscerne i dettagli attraverso guide cartacee semplici. Non è pensabile che, in quei momenti, si debba consultare il sito web del Comune, anche perché la rete potrebbe non essere disponibile”.
In situazioni come queste, spiegano, ciò che i cittadini chiedono è soprattutto rassicurazione istituzionale. “Le persone vogliono sapere subito che c’è chi sta vigilando, chi sta intervenendo, chi si sta occupando della sicurezza collettiva”.
I due consiglieri tengono infine a chiarire il senso dell’intervento. “La nostra non è una critica fine a se stessa né una speculazione politica – precisano – non è il momento e non sarebbe corretto”. Ma il silenzio, aggiungono, non è un’opzione. “Il nostro impegno, instancabilmente propositivo e positivo, ci impone di ricordare le omissioni e di sollecitare l’Amministrazione a dare seguito ai deliberati del Consiglio comunale”.




Avvertito anche a Siracusa il forte sisma a largo delle coste calabresi

Una forte scossa di terremoto, con magnitudo 5.1, è stata registrata alle 05:53 di questa mattina dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’evento sismico ha avuto epicentro in mare, nella zona della Costa Calabra sud-orientale, davanti alla provincia di Reggio Calabria.
Per la sua intensità, la scossa è stata avvertita su un’area geografica molto ampia del Sud Italia ed in particolare lungo la costa ionica siciliana, con segnalazioni da Messina, Catania e dalla provincia di Siracusa. Numerosi cittadini sono stati svegliati dal movimento tellurico, percepito come un forte tremore, accompagnato da un boato sordo.
Decine i post sui social network di persone allarmante dal sisma, con utenti che hanno raccontato di aver percepito nitidamente la scossa anche a piani bassi e nelle abitazioni. Molti hanno commentato la lunga durata del tremito e la sorpresa per l’intensità avvertita.
Nel siracusano non sono stati segnalati danni a cose o persone.