La moria delle palme, una crolla in area gioco per i bimbi. “Rimuoviamo i tronchi”

Una palma è caduta a pochi centimetri dalle altalene nello spazio giochi nei pressi di via Monte Bianco, al Villaggio Miano. L’accaduto ha allarmato i frequentatori dell’aria e diverse mamme hanno contattato la redazione di SiracusaOggi.it, sottolineando che la caduta del tronco è fortunatamente avvenuta in un momento in cui nessuno giocava in quello spazio.
Il problema è purtroppo noto e più ampio. Il punteruolo rosso, negli anni, ha attaccato e compromesso gran parte delle palme presenti in spazi pubblici: dalla piazzetta di viale Tica a via Cannizzo, passando per il “cimitero” delle palme di via Italia ed i segni evidenti dell’infestazione anche in viale Santa Panagia. Più parti politiche – Libertà e Condivisione, Avs – hanno duramente criticato quella che definiscono un’inazione prolungata negli anni da parte del settore comunale competente, con il risultato che gran parte delle palme pubbliche sono ormai piante “morte”. Il caso era stato sollevato dal Pd nei mesi scorsi in Consiglio comunale. L’ex assessore comunale Carlo Gradenigo (L&C) aveva poi denunciato una sorta di inerzia da parte dell’amministrazione comunale, con ultimi interventi di contrasto al punteruolo rosso datati addirittura novembre 2024.
In attesa di capire come salvare le piante superstiti e come sostituire tutto quel patrimonio verde perduto, partono intanto interventi di rimozione e di potatura extra-capitolato (in particolare su via Columba, ndr). Una variazione al bilancio comunale dello scorso novembre ha destinato circa 60mila euro per queste operazioni. A destinare le somme alla voce rimasta senza copertura finanziaria era stato un emendamento presentato dal gruppo di Grande Sicilia. L’assessore al verde pubblico, Luciano Aloschi, assicura che dalla prossima settimana partiranno gli interventi previsti. Verranno, quindi, rimossi i tronchi delle tante palme “vittime” dal punteruolo rosso per evitare che altri possano cadere e procurar danni.




Stipendi non pagati, stato di agitazione alla Vigilanza Italia nelle sedi Asp

È stato dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori della Vigilanza Italia srl, impiegati nei servizi fiduciari di portierato presso le sedi dell’Asp di Siracusa. La decisione è stata comunicata dalla Fisascat Cisl Ragusa Siracusa, insieme alla richiesta di avvio delle procedure di raffreddamento, a fronte del perdurante silenzio dell’azienda sui mancati pagamenti degli stipendi.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, una trentina di lavoratori non ha ancora ricevuto le mensilità di novembre e dicembre, una situazione che sta mettendo in seria difficoltà le famiglie coinvolte. “Dopo Natale e Capodanno senza stipendio, anche i Re Magi non passeranno dalle case dei lavoratori”, afferma la segretaria generale della Fisascat, Teresa Pintacorona. “Lo stato di agitazione è il minimo, ma abbiamo già chiesto al Prefetto la convocazione delle parti per avviare le procedure di conciliazione previste dalla legge, prima di ulteriori azioni come lo sciopero”.
Sulla vicenda interviene anche il segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore, che parla di “comportamento irresponsabile e inconcepibile”, sottolineando come, nonostante i ripetuti solleciti, l’azienda non abbia provveduto al pagamento delle retribuzioni arretrate.
La Cisl evidenzia inoltre altre criticità come la rateizzazione unilaterale della tredicesima e quattordicesima, decisa senza accordi individuali o sindacali e la mancata cessione del quinto alle finanziarie, con un ulteriore aggravio sulle condizioni economiche delle famiglie.
“Il tavolo prefettizio è l’unica sede istituzionale per riportare l’azienda alle proprie responsabilità. Non bastano più rassicurazioni via chat: i lavoratori, che continuano a garantire quotidianamente un servizio essenziale nelle strutture sanitarie della provincia, sono stanchi di promesse non mantenute”.

in foto, Giovanni Migliora segretario generale Cisl Siracusa-Ragusa




Un minuto di raccoglimento nelle scuole per Crans-Montana, ma in Sicilia è ancora vacanza

In tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana. Lo ha comunicato il Ministero dell’Istruzione, indicando la data del 7 gennaio. Ma in Sicilia, da calendario regionale, gli studenti torneranno in classe solo l’8 gennaio. Un elemento che è sfuggito al Ministero e per il quale si è mobilitata l’Associazione Nazionale Presidi, sezione siciliana, che ha invitato i dirigenti scolastici della regione a posticipare con circolare all’8 gennaio il minuto di silenzio.
“In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.




Siracusa supershow, tre perle per stordire la Salernitana (3-1)

Avvio d’anno col botto per il Siracusa che al De simone schianta anche la Salernitana. Finosce 3-1 una partita vivace, impreziosita da tre perle azzurre che portano la firma di Di Paolo, Contini e Candiano. Bello anche il gol dei campani, con Ismail che accorcia le distanze nel recupero infinito del primo tempo.
Gli azzurri hanno carattere e orgoglio e rispondono in campo alle difficoltà societarie mostrando un valore che oggi vale l’uscita dalla zona play-out. In attesa di capire cosa succederà fuori dal rettangolo di gioco, il De Simone applaude convinto un gruppo di uomini e calciatori che di domenica in domenica si è guadagnato rispetto e ammirazione.
Nonostante le prime partenze, a cui probabilmente ne seguiranno altre, Turati non si scompone e mette in campo un Siracusa coraggioso ed ordinato. Il blasone dell’avversario va rispettato ma non mette paura. E così, al primo vero affondo, gli azzurri passano. Poco più di 80 secondi bastano a Di Paolo per inventarsi una giocata con tiro a giro dal vertice destro dell’area di rigore. La sua esultanza pare dire “mamma mia, cosa ho fatto”, ed in effetti é il primo di una serie di gol da rivedere più e più volte al replay. La Salernitana accusa il colpo e nei primi 15 minuti rischia di subire la rete del 2-0, con Di Paolo prima e Valente poi. A spezzettare il frizzante avvio di gara, una serie di chiamate al check Fvs – due per parte – che non sortiscono effetto. La Salernitana reclama per un gol annullato ed è la protesta più marcata e nervosa del primo tempo, che costa anche un rosso in panchina. Poi Contini decide di salire in cattedra e confenziona il gol del 2-0 per il Siracusa, al minuto 40. Primo tempo sul velluto, o almeno così sembra. Perchè in chiusura dei 7 minuti di recupero arriva la rete di Ismail – particolarmente bella anche questa – con cui la Salernitana si riporta sotto.
Ma questo Siracusa ha forza e voglia per mostrare che non ha intenzione di cedere. E quando, al 49, il capitano Candiano inventa una parabola perfetta dalla distanza per il 3-1, ci si stropiccia gli occhi al cospetto di tanta bellezza. La Salernitana è stordita, con un doppio cambio (dentro Iervolino e De Boer, mentre Turati aveva già messo dentro Molina) prova a ridarsi slancio. In un paio di occasioni si presenta pericolosa dalle parti di Farroni, la mira fortunatamente non é delle migliori nel cercafe deviazioni sottomisura. E quando al 67 Arena si prende un rosso diretto, lasciando i suoi in 10, la difficile rimonta diventa pressoché impossibile. Pure per un altro semplice motivo: il Siracusa tiene bene.
Nel finale, dentro Gudelevicius, Iob e il talento di casa Morreale. Applausi per tutti, tre punti per gli azzurri.
Ora le attenzioni si spostano altrove, con i tifosi desiderosi di capire quale strada prenderà il futuro della società del presidente Alessandro Ricci.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Agatocle, il figlio del Destino

Lo sapevi che…Agatocle da semplice artigiano, faceva il vasaio ,divenne il primo re di Sicilia?
Prese il potere all’età di 43 anni e regnò per 28 anni dal 317 al 289 a.C.
“Figlio del Destino” lo definì Diodoro Siculo, perché i presagi indicavano in Agatocle il flagello di Cartagine e della Sicilia. Figura controversa, da alcuni definito il più crudele dei tiranni,da altri invece un abile stratega e anticipatore del famoso detto Machiavellico: ”Il fine giustifica i mezzi”.
Timeo lo definì un prostituto: ”Disponibile per tutti gli uomini, pronto a darsi a tutti coloro che lo volessero”. Diodoro invece afferma che ebbe un solo amore maschile, il generale Damas; che fu la sua fortuna perché dopo la sua morte ne sposò la moglie, ereditando una grossa fortuna tanto da diventare tra i più ricchi di Siracusa. La sua vita é stata sempre un continuo crescendo, da artigiano divenne Re da soldato arrivo’ al titolo di Tiranno, scampo’ per tre volte alla morte, esiliato due volte ritornó in patria sempre più forte di prima.
Fu considerato il tiranno voluto dal popolo, promise la cancellazione dei debiti e la ridistribuzione della terra. Sali al potere con un colpo di Stato facendo eliminare 4000 oligarchi. Strinse alleanze internazionali, prima con il faraone Tolomeo, sposando la figlia adottiva Teossena e dopo anche con il Re dell’Epiro Pirro dandone in sposa la figlia Lanassa. La sua impresa più clamorosa fu quella di sbarcare, per la prima volta nella storia, con un esercito in Africa per conquistare Cartagine. Questo suo gesto fu così clamoroso e audace che sbalordì i romani, a tal punto che il generale Scipione definì Agatocle il più grande condottiero di tutti i tempi.
Alla sua morte, pare che mentre bruciava nella sua pira fosse ancora vivo, lasciò il suo regno in eredità al popolo siracusano.


Carlo Castello

In precedenza:
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“No al trasloco del Rizza”, all’assemblea pubblica ci sarà Giansiracusa ma il piano non cambia

All’incontro pubblico all’istituto Rizza ci sarà anche il presidente del Libero Consorzio di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa. Il 7 gennaio, alle 10, è in programma nell’aula magna della scuola un confronto pubblico voluto dal dirigente scolastico, Aloscari, per analizzare il piano di razionalizzazione delle scuole varato proprio dall’ente intermedio e che dispone il trasloco del Rizza dalla storica sede del Palazzo degli Studi. “Confermo la mia presenza e l’apertura al dialogo ed al confronto”, dice Giansiracusa. “Da giugno dello scorso anno abbiamo promosso un confronto continuo, tecnico e partecipato con i dirigenti scolastici della provincia e con l’Ufficio Scolastico Provinciale, articolato in numerosissimi incontri, sopralluoghi e momenti di approfondimento, sei dei quali hanno riguardato proprio l’istituto Rizza. Le decisioni assunte – precisa – sono il risultato di un percorso ampio e strutturato, nel corso del quale sono state analizzate tutte le opzioni possibili sotto il profilo tecnico e della sostenibilità complessiva, nel rispetto delle responsabilità che competono al Libero Consorzio anche sotto il profilo giuridico e finanziario”.
Quello del 7 gennaio, alle 10, sarà allora “il settimo momento di confronto sull’argomento”, sottolinea il presidente del Libero Consorzio. Possibilità di rivedere in tutto o in parte il piano adottato? “E’ il frutto di un dialogo istituzionale già consolidato, all’interno del quale sono maturate le scelte conseguenti, nell’interesse generale della comunità scolastica provinciale”, la risposta. Che suona come un no alla richiesta del Rizza di rivedere le posizioni assunte nei confronti di un istituto con oltre cento anni di storia, tutti trascorsi nella sede del Palazzo degli Studi realizzata per il Corbino ed il Rizza insieme.




Viale Zecchino, fumo in un bar. Si indaga su un probabile cortocircuito elettrico

Ci sarebbe un cortocircuito elettrico alla base di quanto accaduto ieri, all’interno di un bar nel centrale viale Zecchino. E’ la ricostruzione su cui si stanno concentrando in queste ore gli investigatori della Polizia di Stato anche sulla scorta della relazione dei Vigili del Fuoco. Non una bomba carta, quindi, piuttosto a generare fumosità e purtroppo danni sarebbe stato un verosimile problema di natura elettrica.
Poco prima delle 23 di ieri sera le prime segnalazioni. In pochi minuti, sul posto è arrivata la Polizia che, dopo una prima ricognizione, ha richiesto anche l’intervento dei Vigili del Fuoco, arrivati con due automezzi. E’ stata effettuata anche una prima ricognizione interna, insieme alla proprietà del locale. I danni sarebbero purtroppo rilevanti.
Le sirene in strada ed il movimento di forze dell’ordine ha generato curiosità anche tra i residenti. Diversi sono scesi sul centrale viale del capoluogo per capire cosa fosse accaduto. Al momento, gli investigatori propendono, come detto, per un probabile cortocircuito elettrico da cui si sarebbe originata anche la fumosità. La saracinesca piegata verso l’esterno e non viceversa sarebbe uno degli elementi che confermerebbero la pista seguita.




Museo Paolo Orsi, lavori contro le infiltrazioni: gara conclusa e interventi in arrivo

Buone notizie per il museo regionale Paolo Orsi di Siracusa. Dopo le infiltrazioni di acqua piovana causate dalle intense precipitazioni dello scorso novembre, la direzione si è subito messa a lavoro per risolvere un problema che si trascinava – in varie forme – da circa un decennio.
E così, dopo aver sistemato in tempi record il piano allagato e riaperto il museo in appena 24 ore, gli uffici del Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro ed Akrai si sono mobilitati per una soluzione definitiva alla minaccia rappresentata dalla pioggia.
Di concerto con il settore regionale dei Beni Culturali, è stata predisposta la gara d’appalto per lavori che permetteranno la riqualificazione del solaio di copertura, la posa di un nuovo sistema di impermeabilizzazione oltre alla sostituzione dei cupolini.
Nelle settimane scorse l’U.R.C. di Siracusa (ex Urega) ha completato le procedure di gara, aggiudicando provvisoriamente i lavori, in attesa delle verifiche. A fine gennaio, se le verifiche avranno esito positivo, si passerà all’aggiudicazione definitiva. Successivamente, sarà stipulato il contratto d’appalto e quindi – se tutto dovesse procedere senza intoppi – a marzo 2026 inizieranno i lavori attesi da tempo.
Nei mesi scorsi, erano state completate le riqualificazioni dell’auditorium e della sala “rotonda” del museo regionale Paolo Orsi, mentre ad ottobre del 2024 è stato aperto ai visitatori il settore “E” rimasto per diverso tempo nel dimenticatoio.




Fine settimana festivo e con avvio dei saldi, più pattuglie e agenti di Polizia su strada

La Questura di Siracusa, in vista di questo fine settimana festivo lungo, ha predisposto un piano di rafforzati servizi di controllo del territorio. Già da questa mattina agenti e pattuglie in campo contro reati predatori ed illegalità, con particolare attenzione alle zone di maggiore interesse commerciale della città (viale Tisia, viale Zecchino, via Pitia e viale Tica) dove, visto anche l’inizio dei saldi di stagione, è previsto un maggiore afflusso di persone con una conseguente maggiore circolazione di denaro.
Nelle ore scorse, effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio identificando 365 persone e controllando 142 mezzi.
Particolare attenzione è stata posta al rispetto delle norme del Codice della Strada e 12 sono state le sanzioni amministrative per mancato uso delle cinture di sicurezza e per utilizzo del cellulare alla guida.




Iscrizione nelle liste di leva, l’atto di routine che ha allarmato le famiglie siracusane

Con la nuova diffusione via social di notizie, anche da parte del Comune di Siracusa, ha sorpreso non pochi un provvedimento abituale come l’iscrizione nella lista di leva dei giovani (in questo caso quelli nati nel 2009, ndr). Ne sono nate discussioni virali su diffuse piazze “virtuali” del siracusano.
Un chiarimento, allora, non guasta. Anche se la leva militare obbligatoria in Italia non è più attiva da anni, i Comuni continuano a procedere ogni anno con l’iscrizione nella lista di leva. Si tratta di un adempimento che spesso genera dubbi e domande, soprattutto tra le famiglie, ma che ha oggi un significato esclusivamente amministrativo.
La leva obbligatoria è stata sospesa a partire dal 1° gennaio 2005, in applicazione della legge n. 226 del 23 agosto 2004, che ha sancito il passaggio dell’Esercito italiano a un modello interamente professionale. Da allora, nessun cittadino viene più chiamato a svolgere il servizio militare obbligatorio.
La sospensione, però, non equivale a un’abolizione definitiva. L’ordinamento italiano prevede che, in caso di guerra o di gravi emergenze nazionali, la leva possa essere riattivata con un provvedimento legislativo. Per questo motivo, la normativa impone ai Comuni di continuare a tenere aggiornate le cosiddette liste di leva.
L’iscrizione avviene in modo automatico e riguarda i cittadini italiani di sesso maschile, generalmente nell’anno in cui compiono 17 anni. Non è richiesta alcuna domanda da parte degli interessati né sono previste comunicazioni operative successive.
È bene chiarire che l’iscrizione non comporta alcun obbligo concreto. Non significa arruolamento, non prevede visite mediche, non determina chiamate alle armi né impone doveri immediati. Si tratta esclusivamente di una registrazione formale, utile a fini di anagrafe militare.
L’iscrizione nella lista di leva è oggi un atto di routine amministrativa, privo di conseguenze pratiche per i cittadini, ma mantenuto per legge come strumento di garanzia istituzionale nel caso – al momento solo teorico – di una futura riattivazione della leva obbligatoria.