Mensa scolastica, altra ispezione a sorpresa dell’assessore Bandiera: “Carenze, pronta la sanzione”

L’assessore Edy Bandiera continua a puntare le sue attenzioni sulla refezione scolastica. Nel pomeriggio ha pubblicato un nuovo video, relativo ad una “visita” a sorpresa in un istituto comprensivo durante l’orario di arrivo e servizio del cibo preparato per gli studenti. Il filmato è stato pubblicato sui suoi canali social. In una prima fase, Bandiera aspetta all’interno di una stanza che arrivi il mezzo della ditta che gestisce il servizio. Un’insegnante referente mensa si occupa poi di prelevare un piatto, comune a quelli servizi agli studenti nella sala in cui consumano il pasto. Con l’ormai famosa bilancia, l’assessore si occupa di pesare le varie porzioni servite. In questo caso, si tratta di quanto previsto nel menu dello scorso venerdì, giorno in cui è stato realizzato il video.
Oltre a pesare gli alimenti, vengono riscontrati alcuni disservizi sulla fornitura: mancano i tovaglioli, il purè è in quantità insufficiente per tutti gli alunni e c’è anche una segnalazione relativa al formaggio per celiaci. L’assessore Bandiera anticipa pertanto l’arrivo di contestazioni e sanzioni economiche alla ditta che espleta il servizio mensa scolastica.




Palazzolo in lutto, è morto don Angelo Caligiore. E’ stato parroco di San Sebastiano

Palazzolo piange la scomparsa di don Angelo Caligiore, per oltre cinquant’anni parroco della basilica di San Sebastiano. La camera ardente verrà allestita da domani, martedì 11, alle 15 nella Basilica di San Sebastiano.
I funerali si svolgeranno mercoledì 12 alle 15.
Era malato da tempo e nei prossimi giorni avrebbe compiuto 82 anni. Nel 2020 ha lasciato il suo ruolo al nuovo parroco don Salvo Randazzo, ma è rimasto in parrocchia ed ha continuato ad essere un punto di riferimento per l’intera comunità. Da parroco ha ricoperto il suo incarico con fermezza, impegno, con non poche difficoltà, ma soprattutto con tanta fede. A lui si devono tanti cambiamenti avviati negli anni nella parrocchia, ma anche nella vita comunitaria del paese.
Don Angelo è stato nominato parroco di San Sebastiano nel 1972. Ordinato sacerdote nel 1967, per alcuni anni è stato al servizio dell’Arcidiocesi di Siracusa per la quale si era occupato di promuovere le vocazioni sacerdotali. Poi la nomina a guida della parrocchia di Palazzolo. In occasione dei sui 80 anni, due anni fa, aveva detto di essere stato contento del servizio nella parrocchia. “Sono contento di essere stato qui – diceva – dei collaboratori che ho avuto, dei parrocchiani, del popolo di Dio, del comitato festa e dei giovani che sono cresciuti in questa parrocchia. Penso a molti di loro che hanno giocato nella terrazzina, nella sala giochi”. Ha cercato sempre di incoraggiare e sostenere i fedeli, anche nei momenti di maggiore sconforto. Si deve a don Angelo Caligiore anche la determinazione in tante scelte adottate per la festa di San Sebastiano. All’interno del comitato ha sempre avuto un ruolo decisivo e importante nelle decisioni portate avanti in questi anni. Tanti i cambiamenti in questi anni anche nel modo di vivere la propria fede tra i parrocchiani che ha incontrato.
Don Angelo Caligiore è stato poi testimone dei tanti lavori che sono stati realizzati in questi anni nella parrocchia. Gli interventi per la messa in sicurezza dell’edificio sacro, durati per molto tempo, ma anche gli ultimi che hanno portato alla sistemazione dei locali attigui alla basilica. E si devono a lui anche tante iniziative proposte per la vita comunitaria dei palazzolesi. Alla fine degli anni Settanta aveva promosso la Scuola biblica a San Sebastiano, un’iniziativa aperta a tutto il paese. E poi le processioni interparrocchiali come quella del Corpus Domini, organizzata con gli altri parroci, il pellegrinaggio di luglio alla Madonna delle Grazie che continua tuttora o la festa della Madonna Odigitria che prima si faceva la domenica dopo Pasqua adesso alla fine del mese di maggio.
E in una chiesa che ha una lunga storia alle spalle questo il messaggio che don Angelo lascerà. “Vorrei tanto – amava dire – che in ogni casa ci sia sempre un tempo nella quotidianità per pregare insieme tutti i giorni e per tutta la vita”.




Bronzi di Riace, nuova luce sull’origine siracusana. Uno studio internazionale riapre il dibattito

Tornano a far discutere i Bronzi di Riace, capolavori dell’arte greca antica ritrovati nel 1972 nelle acque calabresi. Un nuovo studio pubblicato sull’Italian Journal of Geosciences (vol. 145, Società Geologica Italiana) rilancia con forza la “ipotesi siciliana” sulla loro provenienza, già formulata negli anni ’80 dall’archeologo statunitense Robert Ross Holloway.
Il lavoro – un’imponente ricerca pluridisciplinare di 42 pagine, frutto della collaborazione di 15 studiosi provenienti da sei università italiane (Catania, Ferrara, Cagliari, Bari, Pavia e Calabria) – intreccia geologia, archeologia, paleontologia, biologia marina e analisi metallurgiche per ricostruire le origini delle due statue.
Lo studio, intitolato “A Syracusan hypothesis on the origin of the Riace Bronzes: new investigations and a historical-scientific revision…”, aggiunge elementi decisivi al mosaico già tracciato dalle precedenti ricerche. Le analisi delle terre di saldatura e fusione hanno infatti confermato che i materiali utilizzati provengono da luoghi diversi. Le terre di saldatura, usate per assemblare le statue, provengono dalla foce del fiume Anapo a Siracusa mentre quelle impiegate nella fusione, ricche di granitoidi, mostrano forti analogie con i sedimenti del delta del Crati, in Calabria.
Questi risultati suggeriscono che i Bronzi potrebbero essere stati realizzati in sezioni separate in un’officina di Sibari, per poi essere saldati e collocati a Siracusa. Ciò rafforza l’ipotesi di una paternità legata a Pitagora da Reggio, scultore attivo alla corte dei Dinomenidi, la dinastia siracusana del V secolo a.C.
Un ulteriore filone della ricerca ha analizzato le patine di alterazione e il biota marino presenti sulle statue. I risultati indicano che i Bronzi giacquero per oltre due millenni in fondali profondi e scarsamente illuminati, compresi tra i 70 e i 90 metri, ben diversi dai bassi fondali di Riace (8 metri), dove sarebbero stati deposti solo pochi mesi prima del ritrovamento.
Le caratteristiche del deposito originario coincidono invece con quelle della costa ionica siracusana di Brucoli, in linea con quanto già ipotizzato da Holloway e più recentemente ripreso in articoli di Archeo (2024) e Archeologia Viva (2025).
Secondo gli studiosi, dunque, i Bronzi sarebbero stati recuperati nel mare siciliano e poi trafugati da archeotrafficanti che ne avrebbero simulato la scoperta a Riace nel 1972, in attesa di una vendita all’estero.
“La più grande novità di questa ricerca – spiegano Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione, tra i coordinatori dello studio – è che per la prima volta si integra in un’unica proposta interpretativa il contributo di tutte le discipline coinvolte, restituendo una lettura coerente e completa della vicenda dei Bronzi. Nessuno mette in discussione la loro appartenenza al museo di Reggio, ma la loro storia va certamente riscritta”.
Madeddu, già autore del volume “Il mistero dei Guerrieri di Riace: l’ipotesi siciliana” (Algra Editore), aveva rilanciato l’idea di Holloway, fornendo le prime prove geologiche sulla provenienza siracusana delle terre di saldatura. Lo studio pubblicato adesso ne rappresenta un’evoluzione decisiva, con dati verificati e validati secondo i più rigorosi criteri scientifici internazionali.
“Questo lavoro mostra come la geologia possa dialogare con l’archeologia, offrendo strumenti preziosi per ricostruire la storia dell’uomo e dei suoi capolavori”, commenta Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana. “Le analisi condotte dai ricercatori delle Università di Catania e Ferrara – spiega – hanno applicato metodologie proprie delle scienze della Terra, come carotaggi, analisi mineralogiche e studio dei microfossili, per stabilire con rigore la provenienza delle statue. È un esempio virtuoso di ricerca multidisciplinare e un importante passo avanti anche per la Geologia Forense, applicata alla tutela dei beni culturali”.
I risultati dello studio saranno presentati al pubblico il prossimo 12 dicembre a Siracusa, nel corso di un incontro che vedrà riuniti tutti i ricercatori coinvolti. Un appuntamento atteso, che promette di riaccendere il dibattito su uno dei più affascinanti enigmi dell’archeologia mediterranea.




Blitz antidroga a Floridia, smantellata piazza di spaccio in Marina di Melilli

I Carabinieri hanno smantellato una piazza di spaccio, attiva a Floridia. Giovedì sera è scattato il blitz, in un appartamento disabitato di via Marina di Melilli.
L’intervento, effettuato dopo che i Carabinieri avevano monitorato la zona e notato un intenso via vai di persone, soprattutto nelle ore serali, ha permesso di sorprendere quattro uomini, rispettivamente un 33enne con precedenti penali e di polizia per reati inerenti gli stupefacenti e contro il patrimonio, un 32enne, un 29enne con precedenti di polizia per reati contro la persona e un minorenne, impegnati nel confezionamento di dosi di stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana.
Nel corso della perquisizione sono state rinvenute e sequestrate 168 dosi di cocaina, 100 grammi di hashish e 90 grammi di marijuana, oltre a 720 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dell’attività di spaccio e a materiale vario per il confezionamento e la pesatura dello stupefacente.
Insieme ai Carabinieri della Tenenza di Floridia, nell’operazione sono stati coinvolti i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” ed unità cinofile del Nucleo Cinofili di Nicolosi.




Vizio di forma, slitta in Consiglio comunale la relazione sul trasporto pubblico

Due debiti fuori bilancio approvati e rinvio, per motivi tecnici, dell’esame sulla relazione illustrativa del servizio di trasporto pubblico locale. È questo il bilancio della seduta di consiglio comunale che si è tenuta questa mattina sotto la presidenza di Conci Carbone.
I debiti fuori bilancio fanno riferimento a tre sentenze del tribunale. Due riguardano spese legali legate a cartelle esattoriali emesse per canoni di locazione non pagati, poi annullate: l’importo complessivo è di 3.272 euro. La terza sentenza, emessa dalla sezione Lavoro, riguarda invece un contenzioso con una dipendente comunale, alla quale è stato riconosciuto lo svolgimento di mansioni superiori rispetto alla qualifica di appartenenza. In questo caso, il debito, comprensivo di spese legali, ammonta a 26.731 euro.
Le due proposte sono state illustrate rispettivamente dai dirigenti dei settori Politiche sociali, Adriana Butera, e Risorse umane, Giacomo Cascio. Nel dibattito in Aula sono intervenuti i consiglieri Cavallaro, Paolo Romano, Zappulla e Greco.
Diversa la sorte della relazione sul futuro del servizio di trasporto pubblico locale, ritirata in autotutela dalla presidenza del consiglio comunale. Dopo circa due ore di confronto e una pausa dei lavori per acquisire i pareri su due emendamenti, è infatti emerso un vizio formale che impediva la trattazione dell’atto.
Secondo quanto chiarito dalla segretaria generale Danila Costa, il problema è stato causato da un disguido tecnico nella trasmissione dell’atto dalla Giunta al Consiglio comunale, attraverso la piattaforma informatica. L’atto dovrà quindi essere riavviato nel suo iter, ma con tempi celeri: incombe infatti la scadenza del 31 dicembre, termine ultimo per la pubblicazione del bando europeo finalizzato all’individuazione del nuovo gestore del servizio.
La proposta, in sintesi, prevede l’affidamento in concessione del trasporto urbano per nove anni, con una spesa complessiva di circa 26 milioni di euro (2,9 milioni l’anno) e una percorrenza annuale di 1.128.337 chilometri.
Fino al momento del ritiro in autotutela, il Consiglio aveva discusso e respinto una proposta del consigliere Greco, che chiedeva il rinvio dell’atto in commissione per la presentazione degli emendamenti. A seguire, l’Aula aveva avviato il dibattito di merito, con gli interventi di Cavallaro, Zappalà, De Simone, Scimonelli, Paolo Romano, Bonafede, Buccheri, Burti, Zappulla e Marino.
La linea dell’Amministrazione, contraria al rinvio, è stata ribadita dall’assessore ai Trasporti Vincenzo Pantano, mentre sul contenuto tecnico della relazione è intervenuta la responsabile unica del procedimento Martina Rinaldo.
La nuova convocazione del Consiglio comunale per l’esame della relazione sul trasporto pubblico dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.




SuperEnalotto, la fortuna fa tappa a Pachino: centrato un “5” da quasi 48 mila euro

La Sicilia sorride grazie al SuperEnalotto. Nell’estrazione di sabato 8 novembre, come riporta Agipronews, è stato centrato un “5” da 47.936,84 euro a Pachino. La schedina vincente è stata giocata presso la Tabaccheria Antonino Guarnaschelli di corso Cavour, 86.
L’ultimo “6” da 35,4 milioni di euro è stato centrato il 22 maggio 2025 a Desenzano del Garda (BS), mentre il jackpot per la prossima estrazione, in programma martedì 11 novembre, sale a 76,2 milioni di euro.
La vincita di Pachino si aggiunge alla lunga lista di premi minori che negli ultimi mesi hanno interessato la Sicilia, confermandola tra le regioni più fortunate nelle lotterie nazionali.
Si ricorda che il gioco è un intrattenimento riservato ai maggiorenni e va praticato con moderazione. Giocare responsabilmente è sempre la scelta vincente.




“Palazzolo è”, giovedì la presentazione della nuova stagione tra arte, musica e teatro

Verrà presentata giovedì 13 novembre alle 17,30 nella Sala dell’Aquila Verde la quinta stagione di “Palazzolo è”. Si tratta del cartellone di eventi promosso dall’assessorato comunale alla Cultura della cittadina montana, guidato da Nadia Spada.
La stagione di eventi, da ottobre a marzo, è stata organizzata in collaborazione con le varie realtà del territorio, associazioni, cooperative, che hanno aderito all’Avviso pubblico emanato dal Comune. Gli appuntamenti riguarderanno l’arte, con mostre, dibattiti, e ancora riflessione, musica e il grande teatro.
Alla conferenza stampa parteciperà l’assessore Spada, i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni.




Il Siracusa schianta il Latina 3-1, quante emozioni nel finale

Magari è solo una coincidenza, ma quando indossa la maglia azzurra il Siracusa vince. Come con il Casarano, così con il Latina. La squadra di Turati si impone per 3-1, in una partita sporca e non particolarmente bella chensi accende improvvisamente nel finale. Ma è da queste sfide che passano i punti pesanti per la salvezza.
Avvio di gara da sogno, trenta secondi e Zanini porta in vantaggio i Leoni. Inserimento in area su deliziosa triangolazione, chiusa con un colpo di tacco che spalanca la linea di tiro all’esterno azzurro. Festa sotto la curva, a spezzare quel clima pesante che si respirava al De Simone prima fischio d’inizio.
Per gran parte del primo tempo c’è solo il Siracusa in campo, con il Latina che fatica ad aprire il suo gioco e presentarsi dalle parti di Farroni, praticamente inoperoso.
Candiano e compagni costruiscono, ma per arrivare al tiro si fa sempre una certa fatica. Al 36 Valente egoista al limite, tira anziché servire compagni meglio piazzati a sinistra ed a destra: cnclusione subito rimpallata dai difensori che avevano chiuso sull’azzurro. Al 43 ancora Zanini, in diagonale. Il tiro attraversa tutta l’area e si spegne sul fondo. Il Latina? Si vede solo con tre corner consecutivi, mentre il primo tiro, fuori, arriva al 46.
Nella ripresa si abbassano ulteriormente i ritmi. Le emozioni si contano col contagocce. Al 49 Molina gira di testa un bel cross dalla sinistra ma non trova la porta. Al 62, per il Latina conclusione a giro dalla distanza di Riccardi. Conclusione centrale, Farroni blocca. Al 67 Molina chiude troppo su ottima imbucata di Candiano. La sensazione è che stavolta poteva fare di più. A metà ripresa, cambi per Latina e Siracusa. Tra gli azzurri si rivedere Parigini che prende il posto di Valente. Applausi per Gudelevicius, sostituito da Ba. I laziali spostano il baricentro in avanti, senza rendersi pericolosi. Intanto, su un giallo a Molina per un contrasto di gioco, espulso dalla panchina Giordano. È il 73. Tre minuti dopo, Guadagni, uno dei migliori, subisce fallo da rigore, dopo l’ennesimo pallone recuperato. Chiesto il check Fvs dal Latina. Confermato il penalty, raddoppio di Parigini che così si sblocca in maglia azzurra.
Sembra finita ma al 92 il Latina riapre il match con Di Giannantonio che sorprende tutti con una girata da fuori area. Il Siracusa si regala così quattro minuti da brivido. Tutto il recupero vissuto con il fiato sospeso dal De Simone. Fino a quando al 96 Cancellieri libera il destro che scaccia i cattivi pensieri e sigilla una prova maiuscola del terzino azzurro. Seconda vittoria consecutiva in casa, sei punti in tre partite. Visto così, il ruolino del Siracusa sembra avere tutto un altro peso.




Cane su un frangiflutto a venti metri dalla riva, salvato dai Vigili del Fuoco

È ancora un mistero come un cane sia riuscito ad arrivare su di un frangiflutto affiorante, a circa venti metri dalla riva, alle spalle di via Dionisio il Grande. Per soccorrerlo, si sono mobilitati i Vigili del Fuoco.
L’animale, visibilmente spaventato ma in buone condizioni, si trovava in una posizione di difficile accesso e in apparente pericolo. Le cause che lo hanno portato fino a quel punto, come detto, restano sconosciute: non è chiaro se vi sia arrivato nuotando, trascinato dalla corrente o magari spaventato da qualcosa a terra.
I Vigili del Fuoco, dotati di tute ATP (autoprotezione in ambiente acquatico), hanno raggiunto il cane e lo hanno recuperato in modo rapido e sicuro. Una volta riportato a terra, l’animale è stato affidato alla Polizia Municipale e successivamente consegnato alla responsabile del canile “Piccolo Panda”.
Da un primo controllo, il cane non presentava ferite evidenti, ma è risultato privo di microchip. Sarà ora il personale del canile a occuparsi delle cure e delle verifiche sanitarie necessarie, in attesa di eventuali segnalazioni di smarrimento o di una nuova adozione.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: il Tevere “battezzato” così dagli aretusei

C’è un’ipotesi secondo cui il nome Tevere lo abbiano dato alcuni siracusani stanziatisi nel Lazio, all’inizio del iv secolo a.C.
Alcuni studiosi suggeriscono che il nome Tevere derivi dal greco Thybris. L’ipotesi che siano stati siracusani, stanziati nel Lazio, a dare il nome al fiume si basa sulla presenza di popolazioni di origine greca, inclusi siracusani, nella regione. Ecco quello che dice Servio, grammatico romano del IV secolo d.C., nel suo commento all’Eneide di Virgilio: il nome Tevere deriverebbe da Thybris, un canale costruito da prigionieri ateniesi a siracusa, dopo la disfatta della spedizione ateniese (415/413 a.c.). Alcuni siracusani, successivamente stabilitisi nel Lazio, avrebbero poi chiamato il fiume locale Thybris, che in principio si chiamava Albula, in ricordo del canale siracusano, e solo in seguito il nome sarebbe mutato in Tevere.


Carlo Castello

In precedenza:
Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: la causa a Roma per danni di guerra

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Iceta ed Ecfanto

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: quando Saffo viveva in Ortigia

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Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: il mito di Roma è nato qui

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