A Piazza Santa Lucia costruiamo “Luoghi Comuni” per tutti.

Ieri mattina, Piazza Santa Lucia è diventata spazio solidale grazie al progetto “LUOGHI COMUNI”, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e promosso da AccoglieRete Onlus in collaborazione con ARCI Siracusa, Fondazione Siamo Mediterraneo ETS, Comune di Siracusa, Gruppo d’Animazione Missionaria Ad Gentes, Società Dante Alighieri Comitato di Siracusa APS e Siracusa città educativa. “LUOGHI COMUNI” è un progetto che nasce per coinvolgere nuovi volontari nella costruzione di spazi fisici all’interno dei quali tutti possano collaborare per costruire una società solidale e multiculturale. “L’avvio di questo percorso – dichiara Rita Gentile, presidente di AccoglieRete Onlus – offre alla città soprattutto la possibilità di avvicinare sempre più persone al volontariato e a formare nuovi figure capaci di incidere positivamente sul territorio. Il progetto avrà una durata triennale con l’ auspicio che diventi un modello stabile e replicabile, capace di far crescere relazioni, competenze e reti solidali che rimangano nel tempo.” Grazie al sostegno di operatori sociali dedicati, la prima fase del progetto prevede la creazione di percorsi di orientamento collettivi individuando bisogni e interessi dei partecipanti in modo da offrire loro opportunità e suggerimenti circa le attività socio-culturali da intraprendere. Nella fase successiva il progetto si svilupperà attraverso la realizzazione di laboratori creativi e atelier manuali, nonché assemblee facilitate e attività di condivisione, con l’intento di favorire la costruzione di relazioni tra i volontari e i cittadini stranieri che supportano. L’appuntamento di ieri in Piazza Santa Lucia intende dunque edificare nel territorio di Siracusa un pragmatico contesto inclusivo e di mutuo supporto che decostruisca i “luoghi comuni” sull’immigrazione e materializzi “luoghi comuni” intesi come spazi da attraversare e abitare collettivamente in armonia ed entusiasmo.




Pallanuoto. L’Ortigia c’è ma cade a Trieste: “Buona prestazione nonostante il risultato”

Una lotta fino all’ultimo respiro quella dell’Ortigia sul difficile campo di Trieste. Gli uomini di Piccardo hanno dato tutto, arrendendosi, però, negli ultimi minuti, quando la stanchezza si è fatta sentire davvero. Un approccio alla gara positivo, caratterizzato da compattezza, concentrazione, lucidità. I biancoverdi sono sul pezzo e, dopo un primo tentativo di allungo dei giuliani, rispondono con carattere e qualità, soprattutto in fase offensiva e a uomo in più. L’Ortigia, infatti, nuota e lotta, mostrando un atteggiamento che fino ad oggi si era visto poche volte, e riesce perfino a chiudere in vantaggio (8-7) la prima metà del match. A quel punto, i biancoverdi, con due cambi in meno a disposizione, pagano un po’ di stanchezza e si inceppano in fase offensiva, subendo il ritorno di Trieste che arriva fino al +3. Ci pensa però lo scatenato Carnesecchi, migliore in acqua oggi, a ridurre lo svantaggio al minimo prima dell’ultimo quarto. L’Ortigia continua a combattere e resta agganciata agli avversari fino a metà frazione, poi gli uomini di Mirarchi accelerano, ampliando il punteggio fino a un +5 che appare un po’ bugiardo rispetto all’equilibrio che ha caratterizzato la gara. Di Luciano e compagni tornano da Trieste con qualche rimpianto, ma anche con maggiore consapevolezza nei propri mezzi e con segnali incoraggianti per il futuro.
Alla fine del match, coach Stefano Piccardo commenta così la buona prestazione dei suoi giocatori: “Mi è piaciuto come ha giocato la squadra, mi è piaciuto l’impegno che ci hanno messo i ragazzi. Siamo rimasti in partita per tre tempi e mezzo e, secondo me, se oggi avessimo avuto Aranyi avremmo fatto risultato. Ci mancava il centroboa titolare e, infatti, ai due metri abbiamo perso molti palloni. Nel quarto tempo, l’assenza si è notata maggiormente, quando facevamo fatica ad attaccare e restavamo altissimi. Ad ogni modo, nel complesso, la squadra ha giocato molto bene per tre tempi, poi nell’ultimo eravamo stanchi, abbiamo perso un po’ le distanze, soprattutto nell’uomo in meno, giocando malissimo le ultime due inferiorità. Ma, nonostante tutto, fino a 3’50 dalla fine eravamo sotto di un solo gol”.
Piccardo rintraccia quegli aspetti positivi che danno fiducia in vista del futuro: “Questa gara mi lascia dei segnali incoraggianti, perché, nonostante ci mancassero tre giocatori, abbiamo disputato una buona partita. Oggi abbiamo fatto molto bene l’uomo in più e, se ne avessimo realizzati altri due in certi momenti del match, forse avremmo portato a casa il risultato. Purtroppo, abbiamo sbagliato qualche scelta di passaggio, però quello che mi brucia maggiormente è l’uomo in meno, sul quale, soprattutto nel quarto tempo, siamo andati in confusione. Comunque, sono contento di come han giocato tutti e voglio fare una menzione per Scordo, che si sta inserendo bene”.
Nel dopo partita, parla anche Alessandro Carnesecchi, grande protagonista e autore di sette splendide reti: “Oggi l’atteggiamento è stato diverso dal solito e lavoreremo per averlo sempre, sia contro squadre più forti sia contro quelle alla nostra portata, perché è ciò che fa la differenza. Oggi abbiamo perso una gara che abbiamo condotto bene, nella quale abbiamo lottato, pur commettendo tanti errori. Errori che però sono dettati dalla voglia di fare, e ciò dimostra che la mentalità è quella giusta, perché finora avevamo peccato per paura o timore reverenziale nei confronti degli avversari. Stiamo capendo che bisogna affrontare tutti a viso aperto, portando il match fino in fondo”.
“Sono convinto – conclude il mancino dell’Ortigia – che siamo una squadra che può far bene e che, se gioca al meglio delle sue potenzialità, facendo valere i suoi punti di forza, può dar fastidio a tanti. Per me quelli di oggi sono tre punti persi, perché potevamo arrivare a strappare un buon risultato per come si stava mettendo la partita. Ci mancano ancora un po’ di lucidità e di esperienza nei momenti difficili, ma c’è margine per crescere e cambiare le cose”.




B2 femminile. Il Melilli Volley domina a Pizzo Vittoria in tre set tra gli applausi del pubblico di casa

Prestazione eccelsa e quinta vittoria consecutiva per Melilli Volley che, per la prima volta in trasferta, non cede neanche un set alle avversarie di turno. A Pizzo, nella settima giornata di campionato, la squadra siracusana detta legge fin dall’inizio, lasciando ben poco alla volitiva formazione di casa. Pratica chiusa dalle neroverdi in un’ora e mezza di gioco.
Coach Luca Scandurra recupera Veronica Silvestre. In campo dall’inizio anche Sara Lena, preferita a Federica Matrullo. La prima a battere è proprio la giocatrice siracusana, la prima ad andare a segno proprio quella foggiana, assente per influenza sabato scorso con Terrasini. Nicole Ferrarini realizza il secondo e il terzo punto, Lena fa 4-0 in battuta. E’ un avvio di match convincente per le ospiti, che allungano con il muro di Ferrarini e Sabrina Lucescul, con il “mani e fuori” trovato da Luna Ba da posto 4 e con la bella schiacciata da seconda linea ancora dell’attaccante ex Monopoli. Lena porta le sue in doppia cifra: 10-3. Massimo vantaggio sul 13-4, con l’errore al servizio delle locali e il successivo ace di Lucescul. Arrivano 4 punti consecutivi di Pizzo, che accorcia fino all’8-13. Troppo per Scandurra, che chiama il primo time out. Silvestre mura un attacco avversario, Ba sbaglia in battuta, Raffaella Minervini sorprende le avversarie con il secondo tocco, Ferrarini (in attacco e a muro) e Silvestre (ace) portano Melilli sul più 9: 21-12. Pizzo chiama time out, ma la squadra del presidente Luigi Distefano chiude con un paio di errori gratuiti avversari, un attacco vincente di Lena e un punto in battuta di Lucescul. Finisce 25-15 per le ospiti.
Avvio di secondo set equilibrato, poi inizia la fuga di Melilli, grazie soprattutto a una buona fase difensiva, all’ace di Ferrarini e alla schiacciata dal centro di Lucescul. Ospiti sul 9-3 e time out calabrese. La centrale ex Modica batte forte e propizia il dodicesimo punto, firmato da Silvestre. La stessa giocatrice in primo tempo fa 13-5. Lucescul si esalta in fast per il 16-9, Ba in lungo linea realizza il punto numero 19, Lena in diagonale il ventesimo e Melilli doppia Pizzo . Poi parziale di 5-1 per le calabresi; l’opposta ternana rompe il mini digiuno e Lena, con un pizzico di fortuna, porta il punteggio sul 23-15. Chiude Minervini con un morbido secondo tocco.
Il primo vantaggio della gara per Pizzo arriva solo in apertura di terzo set, quando va sul 3-1, ma Ba lo annulla schiacciando con potenza e precisione dalla sua posizione preferita, la due. Ci riprova, palla sulla rete e punteggio di 4-3 per la squadra gialloblù. L’ex Marcello realizza il primo ace per le sue, riportandole avanti di due lunghezze. De Franco porta il punteggio sul 6-3, poi Marcello sbaglia al servizio. Sul 7-4 Sara Sassanelli rileva Sabrina Lucescul. Ba va a segno in pallonetto e, con una schiacciata all’incrocio delle righe, porta Melilli alla prima parità del terzo set: 9-9. E’ ancora parità a quota 13 grazie a Lena. Sassanelli in battuta firma il primo vantaggio ospite del terzo parziale: 15-14. Melilli allunga con Ba (19-15). La stessa numero 8, in pallonetto, da seconda linea, realizza il ventesimo punto. Silvestre avvicina le sue al traguardo con una bella fast ma, subito dopo, manda la palla sulla rete da fondo campo. Non sbaglia invece Minervini e, sul 23-18, è time out locale. Il punto esclamativo lo mette Ba per il 25-18 finale- Melilli Volley vince 3-0 ed esce tra gli applausi dello sportivissimo pubblico locale. Prestazione super per le ragazze di coach Scandurra, che si godono la sesta vittoria in campionato.




L’Atletico Siracusa Under 21 lotta fino alla fine: pari casalingo contro il San Paolo

Segna Matarazzo e l’Atletico Siracusa Under 21 mantiene l’imbattibilità nel campionato di Terza Categoria. Quinto risultato utile consecutivo per la squadra allenata da Dino Rubino, che rallenta la marcia del San Paolo (1-1 il risultato) nel big match della giornata, unica gara giocata di sabato.
Prestazione di sostanza quella offerta dai gialloneri che, dopo un primo tempo a tutto sprint, con tante occasioni create e pochi rischi corsi, nella ripresa subiscono la pressione degli ospiti, andando sotto nel punteggio. Reazione di forza e qualità e pari firmato da Matarazzo. L’1-1 finale viene salutato con soddisfazione in casa aretusea. “Ancora una volta – dice il tecnico Dino Rubino – mi devo complimentare con i mii giocatori per aver saputo tenere testa ad una grande del campionato. Abbiamo approcciato bene la partita, giocando un buon primo tempo, e presentandoci spesso in zona tiro. Abbiamo sfiorato più volte il vantaggio. Nell’intervallo ho detto ai ragazzi di continuare così, cercando di vincere qualche contrasto e di recuperare le seconde palle. Nei primi venti minuti abbiamo sofferto per poi andare sotto. Mi è piaciuta però la reazione. Non ci siamo demoralizzati e l’ingresso di un attaccante al posto di un difensore ci ha consentito di alzare il baricentro e di arrivare al pareggio. Sono molto contento e ringrazio la società per avermi dato l’opportunità di proseguire un percorso di crescita con questi giovani calciatori, che hanno creato un gruppo coeso e molto affiatato”.
A seguire la gara il presidente Enrico Abbruzzo, il direttore sportivo Antonio Rinauro, il dirigente Riccardo Amico e il team manager Cristiano Ferreri. “Abbiamo lottato con determinazione fino alla fine – afferma Ferreri – meritando di pareggiare contro una grande squadra. Abbiamo giocato bene e anche il nostro portiere è stato bravo, compiendo alcuni ottimi interventi. Abbiamo mantenuto l’imbattibilità e siamo molto soddisfatti”.




Violenza sulle donne, i numeri della dipendenza:”Occupazione femminile al 35,6% “

Un punto di osservazione preciso, che parla di realtà e concretezza, oltre qualsiasi considerazione vuota che si possa fare sul fenomeno della violenza sulle donne. Lo esprime, a due giorni dalla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne la sindacalista Ninetta Siragusa della Uil. “Si avvicina la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e veniamo tristemente messi di fronte a numeri e statistiche di molestie, violenze e morti a cui sembriamo ormai completamente anestetizzati e spesso oltre a sentire commenti un po’ superficiali, sentiamo una domanda ricorrente- premette- “Perché se una donna subisce violenza non si allontana dall’uomo che gliela procura?”. Come se fosse un gesto realizzabile in piena libertà”. La disamina di Ninetta Siracusa non intende essere esaustiva ma focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti. “Voglio fare delle riflessioni che sono sicuramente parziali e non abbracciano la totalità delle situazioni che impediscono alle donne di esercitare questa libertà che spesso non è oggettiva, ma condizionata da una vulnerabilità lavorativa ed economica. Quindi, i numeri di cui voglio parlare sono quelli che alimentano la dipendenza delle donne dai loro carnefici, partendo dalla recente presentazione del rendiconto sociale INPS del 2024 che restituisce una quadro di evidente vulnerabilità dello stato sociale delle donne nella nostra provincia con un tasso di occupazione femminile che raggiunge solo il 35,6 %. In un contesto narrativo di aumento dell’occupazione che cela in realtà la diminuzione dei contratti a tempo indeterminato a favore di quelli a tempo determinato, stagionale, in somministrazione e intermittenti, lo spaccato del lavoro femminile mostra in maniera forte come per le donne nel 2024 i nuovi contratti, di tutte le tipologie, siano non solo inferiori rispetto a quelli del 2023, ma anche a quelli degli uomini. Gli unici indici in crescita per le donne sono le cessazioni dei rapporti di lavoro in tutte le tipologie di contratti, la crescita del tasso di inattività e la crescita di nuovi contratti part-time rispetto all’anno precedente e rispetto agli uomini”. “Tutto questo -dice ancora – conferma una fragilità immensa e ulteriore del lavoro femminile in termini di accesso al lavoro, in termini di qualità di lavoro, ma anche per i livelli retributivi nettamente inferiori ai colleghi maschi sia nel settore privato che in quello pubblico. In particolare, nel settore privato la retribuzione media giornaliera per le donne è di 58,6 €, mentre quella delle uomini è di 96,2 € con una differenza di 34,6. La situazione nel settore pubblico non migliora affatto, pur essendo il datore di lavoro lo Stato, la retribuzione media giornaliera per le donne è di 108,4 €, mentre quella delle uomini è di 144,3€ con una differenza di 35,9 €. Questi non sono semplici dati, è la realistica rappresentazione del fatto che nascere donna o nascere al sud, Siracusa compresa, significa avere meno opportunità di carriera, salari più bassi, carriere discontinue, contribuzioni più basse e pensioni più povere. Tutto questo si traduce in : mancanza di autonomia economica, dipendenza economica, mancanza di libertà, quella libertà che può salvare la vita delle donne. Questa è una possibile, e ripeto non esaustiva, risposta alla domanda “Perché se una donna subisce violenza non si allontana dall’uomo che gliela procura?”.




Canale di Gronda di Epipoli, 100 mila euro per la manutenzione straordinaria: “Intervento atteso”

Circa 100 mila euro per la manutenzione straordinaria ed il ripristino del canale di gronda di viale Epipoli e villaggio Miano. L’approvazione dell’emendamento da parte del consiglio comunale rappresenta motivo di soddisfazione tanto per il consigliere comunale Simone Ricupero, quanto per per il delegato del quartiere, Mario Caricato. Ricupero ha affrontato il tema durante l’ultima seduta consiliare, prima della votazione che si è tradotta in un “disco verde”. Il consigliere ha messo in evidenza come l’intervento rappresenti “una risposta concreta ad una necessità particolarmente sentita dai residenti e che consente di intervenire su un’opera attesa da anni, segnale importante anche la condivisione dell’emendamento (firmato dal sindaco, Francesco Italia), che rende chiaro come un’idea valida venga riconosciuta come tale a prescindere dai colori politici di chi la propone. E’ un esempio di collaborazione istituzionale. Occorre continuare su questa strada, andare tutti verso un unico obiettivo che è quello di garantire ai cittadini interventi necessari e attesi”.
“Lavoriamo con attenzione da tempo su questa vicenda- aggiunge Caricato- Si tratta di una delle priorità innegabili della zona e, compatibilmemte con le risorse a disposizione, ci stiamo muovendo per risolvere, speriamo presto definitivamente, il problema del deflusso delle acque piovane nel nostro quartiere. I risultato è frutto della collaborazione tra il consigliere Ricupero, l’assessore Enzo Pantano, il capo di gabinetto Giuseppe Gibilisco, me come delegato di quartiere e ovviamente,a capo, il sindaco,Francesco Italia. Messi in sicurezza i fondi necessari, nelle prossime settimane si definiranno gli aspetti progettuali dell’intervento, così da far partire le operazioni necessarie per mitigare un problema atavico, in realtà già attenuato da precedenti interventi condotti negli ultimi anni”.

Foto: repertorio




Anziana cade mentre passeggia in Ortigia, lo sfogo del figlio: “Strade da incubo”

“Troppe buche, manto stradale in pessime condizioni, così per un’anziana una bella passeggiata si trasforma in una corsa al Pronto Soccorso”.
A denunciare una disavventura nata dalla voglia di trascorrere una mattinata in Ortigia è il figlio di una donna vittima di un infortunio tra le vie del centro storico. Il figlio, Fabio, esprime “profonda amarezza e frustrazione per quanto accaduto stamattina-racconta- a mia madre, un’anziana cittadina. L’evento, purtroppo, è il sintomo di negligenza amministrativa che non può più essere ignorata e che richiede attenzione. Quella che doveva essere una serena passeggiata nella splendida Ortigia si è conclusa con una rovinosa caduta al Mercato ed è la terza volta che lo stato in cui versano le strade siracusane ci causano questo tipo di conseguenza. Non stupiamoci- aggiunge il lettore di SiracusaOggi.it- se non appena arrivata al Pronto Soccorso, mia madre ha giurato che non metterà mai più piede in Ortigia. Pesante da sopportare per un figlio, responsabilità di chi ha l’obbligo di custodire e mantenere sicure le nostre strade”. Fabio prosegue con uno sfogo e punta l’indice contro il Comune che-la sua protesta- “non sta facendo il proprio dovere se luoghi simbolo della città diventano pericolosi percorsi ad ostacoli per i cittadini”. Un’amarezza amplificata dai tempi di attesa al Pronto Soccorso, “lunghissimi, tanto che avevamo pensato di rivolgerci ad una struttura privata per un esame diagnostico a pagamento.Nella notte, mia madre ha accusato un malore: collasso. Tornati in ospedale e dopo un’altra lunghissima attesa, essendo in codice Verde, le è stata riscontrata una frattura allo zigomo ed è stata sottoposta a visita oculistica. Necessaria per lei anche una visita maxillofacciale, a cui sarà sottoposta a Catania”. In questo racconto carico di amarezza e delusione esistono, tuttavia, anche degli elementi positivi. Riguardano i “solerti cittadini, gli operatori delle bancarelle del Mercato, che con grande senso civico hanno prestato un immediato soccorso a mia madre, dandole rifugio in un locale e mitigando con il loro modo di fare la rabbia per l’accaduto”. Infine una sollecitazione. “L’incolumità e la dignità dei cittadini, soprattutto dei più fragili, devono essere priorità assolute, non optional-la chiosa della lettera aperta del cittadino- Spero in un immediato e doveroso intervento da parte degli enti competenti”.

Immagine generata con l’IA a titolo esemplificativo.




I 40 anni dello stemma del Comune di Priolo Gargallo: celebrato l’anniversario

Celebrazione in grande per il 40esimo anniversario dello stemma del Comune di Priolo Gargallo.
Il sindaco Pippo Gianni ha accolto l’omologo della città gemellata di Olawa, Tomasz Frischmann. All’iniziativa hanno preso parte,inoltre, il Generale Tommaso Gargallo di Castel Lentini, la Storico – Letteraria, Giovanna Marino, Carmelo Susinni, consulente esperto del Sindaco per la biblioteca e le attività culturali.
L’appuntamento si è svolto al teatro comunale. Accanto al tavolo relatori, il gonfalone del Comune con due vigili urbani di picchetto in alta uniforme.
“È un grande piacere – ha sottolineato il sindaco Pippo Gianni – celebrare il nostro stemma. Racconto un aneddoto: il gallo con la zampetta alzata, secondo il responsabile del cerimoniale del Consiglio dei Ministri aveva un atteggiamento arrogante, prepotente e l’ho dovuto convincere per farmi approvare questo stemma, realizzato da uno dei nostri geometri, Carta, che purtroppo non è piu con noi”.
“Questo importante evento – ha affermato Carmelo Susinni, organizzatore della cerimonia – oltre all’aspetto istituzionale commemorativo, ha voluto coinvolgere gli alunni delle scuole che hanno realizzato dei componimenti scritti e grafici relativi alla storia dello stemma di Priolo Gargallo, con approfondimenti sulla identità culturale della nostra cittadina”.
Giovanna Portella Marino ha relazionato sulle origini dello stemma, il Sindaco di Olawa ha parlato del significato simbolico del gallo nel loro stemma, auspicando ulteriori rapporti futuri con Priolo Gargallo.
Il Generale Tommaso Gargallo di Castel Lentini, visibilmente emozionato, ha rivendicato il significato dello stemma comunale raffigurante il gallo ardito della famiglia Gargallo, ricordando quello che fu il suo quarto nonno fondatore della nostra cittadina.
Gianni ha consegnato una targa alla moglie del Geom. Luigi Carta che ideò lo stemma.
Oltre al Generale Tommaso Gargallo di Castel Lentini erano presenti il Dirigente del Commissariato di Polizia di Priolo Gargallo,Salvatore Pellegrino, il Comandate della Polizia Municipale Giovanni Mignosa, il parroco Rev. Don Pietro Barraco, il Dirigente Scolastico Enzo Lonero, Tonino Margagliotti, il consulente Francesco Garufi che ha collaborato per i contatti con Olawa.




Santa Lucia, via ai festeggiamenti con la Tredicina:il cardinale Reina presiederà la Messa del 13 Dicembre

Sarà il cardinale Baldassare Reina, vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a presiedere sabato 13 dicembre nella chiesa Cattedrale la solenne celebrazione per la Festa di Santa Lucia. Alle 15.30 la processione delle reliquie e del simulacro della Patrona dalla Cattedrale fino alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro.
Il tema della festa quest’anno è “Fidem Servavi”, dal titolo della Lettera pastorale dell’Arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto. La Deputazione della Cappella di Santa Lucia, prima del triduo, ha deciso di dare il via ai festeggiamenti con la Tredicina di Santa Lucia che inizierà sabato 29 novembre nella parrocchia Maria SS.ma della Misericordia e dei Pericoli a Siracusa. Alle ore 17.30 l’accoglienza della reliquia e poi la messa. Domenica 30, nella parrocchia Santissimo Salvatore a Siracusa, alle ore 10.00 accoglienza della reliquia e alle ore 19.00 la messa. Lunedì 1 dicembre, nella parrocchia Maria SS.ma della Consolazione a Belvedere, alle ore 17.00 accoglienza della Reliquia e alle ore 18.30 la messa. Martedì 2 dicembre, nella parrocchia Madre di Dio a Siracusa, alle ore 17.30 accoglienza della Reliquia, a seguire la messa. Mercoledì 3, nella parrocchia San Francesco d’Assisi a Siracusa, alle ore 17.00 accoglienza della Reliquia e alle ore 18.30 la messa. Giovedì 4, nella parrocchia Sacra Famiglia a Siracusa, alle ore 17.30 accoglienza della Reliquia, a seguire la messa. Venerdì 5 dicembre nella chiesa di San Filippo Apostolo a Siracusa, alle ore 17.00 accoglienza della Reliquia e alle ore 18.00 la messa. Sabato 6, nella parrocchia Sant’Antonio di Padova a Siracusa, alle ore 17:00 accoglienza della reliquia e alle ore 18:00 Santa Messa nell’anniversario della dedicazione della parrocchia. Domenica 7, nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa, alle ore 18.00 accoglienza della Reliquia e alle ore 19.00 la messa. Lunedì 8, nella parrocchia San Metodio a Siracusa, alle ore 17.30 accoglienza della Reliquia, a seguire la messa.
Martedì 25 novembre, alle ore 10.00, nella sede della Deputazione della Cappella di Santa Lucia in Arcivescovado (piazza Duomo 5), sarà presentato il programma della Festa di Santa Lucia 2025.
Saranno presenti il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, avv. Sebastiano Ricupero; il tesoriere della Deputazione, prof. Salvatore Sparatore; il parroco della Cattedrale, mons. Salvatore Marino; il rettore della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, fra Daniele Cugnata ed il maestro di cappella, Alessandro Zanghì.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: per i romani ‘vivere alla siracusana’ era reato

Lo sapevi che……
per i romani “Vivere alla siracusana” era un reato?
Fu l’accusa che i romani rivolsero a Publio Cornelio Scipione, il generale romano che sconfisse Annibale a Zama nel 202a.C.
Dopo quella vittoria, Scipione sarà nominato l’Africano.Ecco quello che sappiamo attraverso la lettura delle fonti:Tito Livio e Polibio.
Publio Cornelio Scipione nel 205 a.C. venne eletto console e gli fu affidato il comando della Sicilia, aveva a disposizione un esercito di 30.000 uomini, e scelse la città di Siracusa come base strategica per addestrare le truppe e allo stesso tempo raccoglier risorse: grano, navi, volontari. Scipione trascorse un anno in Sicilia tra Siracusa e Lilibeo, si preparava allo scontro decisivo con Cartagine. Approfittò di Siracusa come centro logistico, sfruttando il suo porto e addestrando le truppe con tecniche innovative. Nel 204 a.C. salpò da Lilibeo con 400 navi, sbarcò in Africa e avviò la campagna che culminò nella battaglia di Zama (202a.C), dove sconfisse Annibale.
Scipione dopo quell’impresa affermò di essersi ispirato al più grande condottiero fino ad allora conosciuto: Agatocle.
Durante il suo anno di permanenza a Siracusa, a Roma l’opposizione politica – acuni tribuni della plebe e alcuni senatori – lo accusarono di farsi influenzare troppo dalla cultura greca della città, di avere atteggiamenti troppo raffinati, di indossare spesso il pallio greco, di frequentare palestre, di partecipare a banchetti e persino di andare a teatro. In sostanza riassumendo tutto in una sola frase fu accusato di “Vivere alla siracusana”.
Le accuse furono generate dal clima politico dell’epoca, il generale romano le superò con i fatti e con i suoi successi militari. A partire da quel momento, “Vivere alla siracusana” divenne un’espressione per indicare una vita dedita al lusso e ai divertimenti. D’altronde i romani fino ad allora erano abituati solo alle guerre, al pascolo e a lavorare la terra. Anche per questo Orazio un secolo e mezzo dopo pronunciò la famosa frase: (con la conquista della Grecia il selvaggio vincitore fu conquistato e le arti introdusse nel Lazio campagnolo).


Carlo Castello

In precedenza:
Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: il tempo in cui fu la più grande potenza militare d’Europa

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: il Tevere “battezzato” così dagli aretusei

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: la causa a Roma per danni di guerra

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Iceta ed Ecfanto

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: quando Saffo viveva in Ortigia

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: la vera origine del nome Ortigia

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Corace e Tisia, nasce l’Avvocato

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: il mito di Roma è nato qui

Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: Miteco, cuoco e autore del primo best-seller di ricette