Al giornalista melillese Massimo Reina il primo premio del concorso Autori Italiani

Siracusano di Melilli, il giornalista Massimo Reina ha vinto il primo premio del concorso “Autori Italiani 2025”, organizzato da Atlantide, centro studi nazionale per le Arti e la Letteratura. Con il suo scritto dal titolo “Finchè avrò voce – in nome dell’amore” si è subito imposto all’attenzione della qualificata giura. Il suo pezzo racconta la storia di Fadi, giornalista ucciso a Gaza, e di una canzone che ha ispirato più di una vita (clicca qui). Nella motivazione del premio, si sottolinea come si tratti di “un articolo intenso e autentico” che “racconta, con partecipazione e misura, la storia di un giornalista ucciso a Gaza, trasformando il dolore in testimonianza e in atto d’amore verso la verità”. Massimo Reina si è visto anche assegnare un giudizio di merito per il suo racconto “Mi chiamo muro”.
Il giornalista, che vive a Melilli, si è occupato negli anni di diversi scenari in bellici in qualità di inviato sui teatri di guerra per conto di Giornalisti senza Frontiere.




Raid alle banche, escavatore ed esplosivo. Palazzolo e Buccheri. I sindaci: “Allarme sicurezza”

Dopo il doppio assalto notturno alle banche di Palazzolo Acreide e Buccheri, si leva forte l’allarme dei sindaci dei due comuni montani. Salvatore Gallo e Alessandro Caiazzo denunciano una condizione di crescente vulnerabilità delle aree interne del Siracusano e chiedono interventi urgenti sul fronte della sicurezza.
Il sindaco di Palazzolo Acreide, Gallo, affida ad una nota un commento carico di preoccupazione, parlando di una zona montana ormai percepita come “preda facile” per bande criminali organizzate. “Siamo considerati i “babbi” della provincia e i fatti continuano purtroppo a dimostrarlo”, scrive il primo cittadino, denunciando l’assenza di segnali concreti di tutela per le aree interne. Gallo lega il tema della sicurezza a quello, più ampio, dello spopolamento e dei servizi. “I giovani – dice – vanno via, le scuole faticano a formare le classi, la sanità è sempre più distante e, in queste condizioni, anche le banche prima o poi chiuderanno”. Il sindaco esclude qualsiasi accusa alle forze dell’ordine, sottolineando invece la necessità di “leggi specifiche a tutela delle zone montane”, rimarcando come, finora, “nessuna forza politica abbia promosso una strategia seria e complessiva per sicurezza, servizi e ripopolamento”.
Sulla stessa linea il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, che parla apertamente di emergenza. “C’è un serio problema di sicurezza sul quale non è più possibile temporeggiare”, afferma, definendo la zona montana “sotto attacco come non mai”. Caiazzo chiede un rafforzamento immediato dei controlli e della presenza delle forze dell’ordine. “Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi predatori e la comunità è sotto shock. Ora servono risposte rapide e risolutive, prima che sia troppo tardi”.
Le prese di posizione dei due sindaci restituiscono il clima di forte apprensione che si respira nei centri montani dopo i raid, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sull’isolamento delle aree interne, sempre più esposte e sempre meno presidiate.




Doppio assalto alle banche nella notte, paura tra Palazzolo e Buccheri

È stata notte carica di tensione quella che ha attraversato l’area montana del Siracusano, dove nel giro di poche ore si sono consumati due assalti a istituti bancari. Palazzolo Acreide e Buccheri si sono risvegliate con i segni evidenti di due azioni criminali su cui ora i Carabinieri sono a lavoro per fare piena luce.
A Palazzolo Acreide l’obiettivo è stato il bancomat esterno della filiale del Monte dei Paschi di Siena. I malviventi hanno piazzato e fatto detonare un ordigno che ha divelto lo sportello automatico, consentendo loro di portare via una somma consistente, stimata in poco meno di 100mila euro. L’esplosione, particolarmente violenta, ha rotto il silenzio della notte ed ha svegliato diversi residenti della zona, che hanno subito chiamato le forze dell’ordine.
I carabinieri sono arrivati rapidamente sul posto, delimitando l’area e avviando gli accertamenti tecnici. I danni causati dalla deflagrazione erano evidenti, mentre l’attenzione degli investigatori si è concentrata sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza, considerate decisive per ricostruire l’azione e individuare eventuali mezzi utilizzati per la fuga.
Quasi nelle stesse ore, a Buccheri, un’altra banda entrava in azione con una modalità differente ma altrettanto distruttiva. Una pala meccanica è stata utilizzata per abbattere parte della parete della filiale Unicredit, creando un accesso diretto ai locali interni e alle casse. L’irruzione è stata rapida ed ha provocato gravi danni strutturali all’edificio, prima che i responsabili si dileguassero con il denaro.
Le indagini procedono parallelamente su entrambi gli episodi. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di un collegamento tra i due colpi, considerando la prossimità territoriale, la scelta degli obiettivi e la sequenza temporale degli assalti. Al momento non viene esclusa alcuna pista. E resta alta l’attenzione sulla recrudescenza criminale che sta investendo il territorio siracusano.




Preoccupazione di CNA Siracusa per gli atti intimidatori a Buccheri e Palazzolo di ieri notte

La CNA di Siracusa esprime fortissima preoccupazione per i gravissimi episodi verificatisi nella notte a Buccheri e Palazzolo, dove istituti di credito sono stati oggetto di attacchi con bombe carta e l’utilizzo di escavatori.
Questi atti criminali non solo mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e delle comunità locali, ma rappresentano un duro colpo alla stabilità economica e alla fiducia nel territorio. “Non si tratta, purtroppo, del primo caso – affermano Gianpaolo Miceli e Rosanna Magnano rispettivamente Segretario e Presidente di CNA Siracusa – e per questo motivo continuiamo a sostenere l’azione delle forze dell’ordine chiedendo attenzione verso le aree interne che soffrono più di ogni altro territorio la difficoltà del controllo del territorio. Occorre una risposta fortissima per garantire legalità e sicurezza, tutelando imprese, lavoratori e famiglie”.




Cane impiccato a Portopalo, ricompensa di 4.000 euro per individuare il responsabile

L’uccisione efferata nei giorni scorsi di un cagnolina nei pressi del cimitero di Portopalo, ha creato una solidale catena che ha raggiunto anche Pachino. Dopo il ritrovamento da parte di Anita Baglieri operatrice dell’associazione “La Carica dei Volontari” di Portopalo, anche il canile comunale di Pachino ha iniziato la caccia al colpevole, attraverso un’iniziativa che promette 4000 euro a chi fornisca elementi utili alla identificazione del o dei responsabili. Francesco Nastasi, addetto ai lavori del canile di Portopalo, racconta che “la somma è stata raccolta tra noi privati. Io ho lanciato la proposta e tanti amici e conoscenti, rimasti anche loro turbati dall’atrocità commessa, hanno deciso di fare una colletta per incentivare le ricerche del colpevole, attraverso una somma che di sicuro farà gola a chiunque. Noi saremo cauti in merito alle segnalazioni che arriveranno e quando ci renderemo conto che le informazioni possono essere utili alle indagini, le trasferiremo subito alle forze dell’ordine per avere giustizia”.
Nel frattempo, l’associazione “La Carica dei Volontari” di Portopalo ha sporto denuncia contro ignoti chiedendo di far luce sul feroce crimine. “Quando ho ritrovato il corpo di quel povero animale già in stato di decomposizione al punto da farmi pensare che era morto da quasi un mese – racconta Anita Baglieri – ho notato la dovizia e la perfezione del cappio e della legatura tutta. Non è il gesto di ragazzacci nè di assassini improvvisati. Sembrava l’opera di qualcuno, anche di stazza, che ha pure agito con tutto il tempo che ha voluto”. Il luogo del ritrovamento si trova in una linea di confine in aperta campagna, precisamente a tre chilometri da Portopalo e a cinque da Pachino. Una zona priva di case e a un passo dal cimitero.




Guasto alla conduttura, rubinetti a secco in una ristretta area di Siracusa alta

Risveglio con i rubinetti a secco in una ristretta porzione di Siracusa alta, tra San Metodio e zona Teocrito. A causare il disagio, un guasto sulla conduttura che ha richiesto l’intervento dei tecnici Siam. Una volta individuato il problema, è stato necessario chiudere l’erogazione nell’area per consentire l’intervento di riparazione.
Disagi per i residenti. Il ritorno alla normalità, come previsto dai tecnici, subito dopo ora di pranzo.




Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: le vittorie aretusee preziose per Roma caput mundi

Lo sapevi che…Roma diventò caput mundi grazie anche a Siracusa? Due grandi battaglie del V secolo a.C. segnarono, profondamente e indirettamente, la storia di Roma, dando un apporto fondamentale alla nascita del suo impero e contribuendo a far sì che diventasse il centro del mondo. Due battaglie che videro protagonista non la città di Roma, ma la città di Siracusa. Sono la battaglia di Imera del 480 a.C. contro i cartaginesi, vinta da Gelone di Siracusa alleato con Terone di Agrigento.E la battaglia di Cuma, contro gli etruschi del 474 a.C, vinta da Ierone I di Siracusa.
Dopo queste due battaglie epocali, Siracusa diventò una delle più grandi potenze militari del Mediterraneo, mentre Roma era ancora una piccola città del centro Italia dedita alle sue due attività principali: pastorizia e agricoltura.
La battaglia di Imera ha rappresentato una svolta per la storia della Sicilia, e di riflesso anche per la storia di Roma; fermo’ l’espansione cartaginese e rappresentò un momento di unità fra le città greche della Sicilia. Se avesse vinto Cartagine, avrebbe probabilmente esteso il suo dominio sull’Italia e forse anche oltre, minacciando Roma due secoli e mezzo prima di Annibale e cambiando probabilmente il corso della storia.
Anche la vittoria di Siracusa a Cuma del 474 a.C. contro gli etruschi contribuì a plasmare la storia di Roma. La vittoria di Ierone I di Siracusa non solo fermò l’espansione etrusca nel sud Italia ma permise a Roma di prendere il suo posto. E’ incredibile come due battaglie, Imera e Cuma,combattute e vinte da Siracusa in soli sei anni, abbiano avuto un impatto così significativo nella storia di Roma e del Mediterraneo.
É come se Siracusa avesse giocato un ruolo di “Guardiano” nel Mediterraneo occidentale permettendo a Roma di diventare la potenza che conosciamo e di assegnarle il titolo di caput mundi.


Carlo Castello

In precedenza:
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Colpo alla Grande Ristorazione, banda devasta uffici e fugge con tre furgoni

Bombe carta, incendi e adesso un colpo messo a segno da una banda di ladri alla Grande Ristorazione. Resta alta l’attenzione sulla recrudescenza di epidosi crimimali nel siracusano, in queste ultime settimane. La banda é entrata in azione attorno l’una di notte del 9 gennaio scorso. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripresto tre uomini che introducevano nel piazzale e poi negli uffici dell’azienda che si occupa della produzione di pasti per mense scolastiche ed ospedaliere. Una volta dentro, hanno forzato e distrutto porte e arredi. Corridoi ed uffici sono stati messi completamente a soqquadro, alla ricerca di qualcosa di valore.
La loro azione ha causato all’azienda con sede a Città Giardino danni stimati in circa 40mila euro. Inoltre, i ladri si sono dati alla fuga a bordo di tre furgoni della Grande Ristorazione, del valore complessivo di 30mila euro, parcheggiati nel piazzale aziendale e rubati.
Il sospetto é che quella entrata in azione sia una banda organizzata, forse in trasferta. Non è escluso che un’altra, o forse due persone, possano aver fatto da palo all’esterno, favorendo la fuga.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri del comando provinciale di Siracusa che hanno raccolto la denuncia dell’imprenditore Corrado Spataro. Sono state consegnate ai militari anche le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza.




Proiettile e minacce al sindaco di Carlentini: “Non ho paura e non abbasso la testa”

“Non ho paura e sono ancor più convinto che l’azione di moralizzazione e di trasparenza avviata in città sia la strada giusta. Questo percorso è irreversibile”.
Sono le parole del sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, destinatario di una busta contenente un proiettile ed un chiaro messaggio intimidatorio: “Dimettiti- si legge su un foglietto strappato di quaderno- o verrai colpito oppure colpiremo la tua famiglia”. Era in Comune quando, insieme alla posta recapitata, il primo cittadino ha aperto la busta, inviata con regolare francobollo, destinata a lui. Stefio non sembra preoccupato ma non nasconde di aver pensato, subito dopo aver scoperto il contenuto della busta, proprio alla sua famiglia. “Chi è esposto e soprattutto chi è sindaco mette in conto di poter essere bersaglio di azioni di questo tipo- prosegue Stefio- La mia amarezza è legata al coinvolgimento della mia famiglia, ho anche genitori anziani”. Subito dopo il rinvenimento, il sindaco ha avvertito le forze dell’ordine e racconta di avere immediatamente ricevuto azioni di vicinanza. “Riconduco il messaggio che mi è stato recapitato a brutte abitudini o brutte aspettative non legittime che con la nostra operazione di moralizzazione sono venute meno. Nulla che riguardi la politica a mio avviso, nonostante l'”invito” che mi è stato rivolto. A Carlentini maggioranza e opposizione hanno raggiunto una maturità tale da lasciarmi dire che quello non può essere un messaggio che parte dalla politica di Carlentini”. Stefio si dice davvero rincuorato dall’alto numero di manifestazioni di solidarietà che piovono da più parti in queste ore e da quando, nel corso di una conferenza stampa convocata per questa mattina, ha reso noto l’accaduto. “La vicinanza che viene espressa con quest’intensità- dice ancora il sindaco- è la vera risposta, è il messaggio che deve arrivare forte e chiaro a questi soggetti convinti di intimorirmi. Una risposta che sta arrivando da tutto il territorio ed oltre ogni aspettativa”. Poi il primo cittadino prosegue con altre considerazioni. “Io credo che tutto sia da ricondurre a sacche legate a vecchie logiche che persistono nella comunità, persone che continuano ad essere legate a meccanismi che -lo ribadisco-non possono esistere a Carlentini. Nessuno mi farà abbassare la testa- conclude Stefio- Solo la mia famiglia o la mia comunità potrebbero chiedermi di dimettermi e dicono, invece, esattamente il contrario”.




Intimidazione al sindaco Giuseppe Stefio, le reazioni della politica

Una busta anonima con un proiettile è stata recapitata al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio. La grave intimidazione, con minacce rivolte anche alla famiglia del primo cittadino, getta nuova inquietudine in un già teso quadro politico e sociale. A raccontare l’accaduto è stato lo stesso Stefio, nel corso di una conferenza stampa, questa mattina. Provato ma determinato a non mollare sulla barra della legalità, Giuseppe Stefio ha assicurato che non arretrerà nella sua azione e nelle scelte intraprese – ha spiegato – sempre nell’interesse della collettività. “Non ho avuto nessuna paura -racconta Stefio- Chi è esposto e soprattutto chi fa il sindaco tutto questo lo mette in conto. Ho provato amarezza per il coinvolgimento della mia famiglia, io che ho anche genitori anziani. Resto convinto che l’attività di moralizzazione e trasparenza che caratterizza la vita amministrativa e politica a Carlentini sia la strada giusta. Questo processo di moralizzazione è irreversibile, sia chiaro a chiunque pensi di intimorirmi”.
“Esprimo la massima vicinanza al nostro sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, per le gravi minacce ricevute di cui ha dato notizia pubblica. Non accetteremo mai come dirigenti e militanti del PD queste forme di intimidazione e anzi rinnoviamo, con le parole del sindaco Stefio, il nostro impegno e il nostro contrasto ad ogni forma di illegalità. Siamo con lui e con tutta la comunità democratica di Carlentini. Forza Giuseppe”, ha detto il senatore dem Antonio Nicita.
“Condanniamo con fermezza il grave e ignobile atto intimidatorio al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, destinatario di una busta contenente un proiettile e minacce rivolte anche alla sua famiglia. Si tratta di un gesto vile e codardo che colpisce non solo una persona, ma l’intera comunità democratica. A Giuseppe Stefio esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza, certi che episodi di questo tipo non scalfiranno il suo impegno amministrativo né la determinazione di chi ogni giorno opera nel rispetto delle regole e della legalità”. Così il parlamentare Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro, entrambi del Movimento 5 Stelle. “Le intimidazioni – proseguono – non fermeranno il lavoro delle istituzioni né il percorso di trasparenza e responsabilità intrapreso. Al contrario, rafforzano la necessità di continuare a contrastare con decisione ogni forma di illegalità e di sopraffazione. Siamo al fianco del sindaco Stefio e della città di Carlentini, convinti che la risposta più forte sia quella dell’unità, della legalità e della partecipazione democratica”.
Il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) esprime vicinanza e solidarietà. “Le minacce a lui e alla sua famiglia rappresentano la più grave delle offese non solo all’istituzione che rappresenta ma anche all’intera comunità carlentinese. Il tentativo di inquinare l’azione politica e sociale di chi lavora al servizio dei cittadini e dei loro bisogni è da condannare senza indugio. Sono certo che le autorità preposte siano già al lavoro per individuare i responsabili e assicurare protezione e sicurezza al sindaco Stefio. La politica ha l’obbligo di dare il proprio contributo in tal senso”.
Il deputato regionale, Carlo Auteri (DC), esprime solidarietà al sindaco Giuseppe Stefio. “Recapitare un bossolo e minacce di morte è un gesto vile e inaccettabile, che richiama metodi mafiosi estranei alla civile convivenza e alla politica sana. Sono certo che il sindaco non arretrerà di un passo nel suo impegno amministrativo. Episodi come questo rafforzano la necessità di fare fronte comune, ribadendo che le istituzioni non si piegano alla paura. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto”.
“Le minacce rivolte al sindaco di Carlentini sono l’ennesimo caso di un fenomeno che prende di mira gli amministratori locali eper il quale il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, chiede da tempo le giuste contromisure. Sono certo che Giuseppe Stefio non modificherà in nulla la sua azione di governo e che gli investigatori faranno la loro parte ma una riflessione non è più rinviabile. Il clima è da troppo avvelenato e richiede certamente un cambio di passo della politica, ma molta responsabilità è anche di chi, attraverso i social, soffia sul fuoco e stimola l’odio sociale”. Lo dichiara il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.
Ferma condanna viene espressa anche dal presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa. “Esprimiamo, insieme all’intero Libero Consorzio Comunale di Siracusa, la nostra vicinanza a Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini e consigliere del Libero Consorzio, per le gravi e inaccettabili minacce ricevute, che hanno coinvolto anche la sua famiglia. Ribadiamo il nostro netto rifiuto di ogni forma di intimidazione e confermiamo l’impegno delle istituzioni nel rispetto della legalità e della democrazia. Siamo al fianco di Giuseppe Stefio e della comunità di Carlentini”.
“A nome mio e della comunità di Avola esprimo profonda solidarietà al sindaco di Carlentini per il grave atto intimidatorio subito. Minacce di morte e bossoli non sono solo un’offesa personale, ma un attacco ai valori della democrazia e dell’impegno civile. Chi sceglie di amministrare con senso del dovere e rispetto delle regole non può e non deve essere lasciato solo ed è assurdo che ancora si sentano certe cose”, dice il sindaco di Avola Rossana Cannata (FdI), già vicepresidente dell’Antimafia regionale. “Siamo certi – continua – che il sindaco continuerà il suo percorso con la forza e la dignità che contraddistinguono chi risponde esclusivamente ai cittadini. Alle istituzioni, tutte, il compito di fare quadrato e respingere con fermezza ogni forma di intimidazione”.
“Un gravissimo atto intimidatorio che non può passare sotto silenzio. Oltre a esprimere solidarietà e vicinanza a Giuseppe Stefio, e alla sua famiglia, ci auguriamo che forze dell’ordine e magistratura riescano ad individuare al più presto i responsabili, assicurandoli alla giustizia. La battaglia contro ogni forma di illegalità che contraddistigue Stefio non arretrerà di un solo passo e troverà il sostegno pieno e rinnovato da parte di tutto il Partito Democratico”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
“Le minacce recapitate al sindaco di Carlentini rappresentano un fatto gravissimo, che merita una condanna ferma e unanime. Quando si tenta di intimidire un amministratore locale con simboli di morte, si colpisce il cuore stesso dello Stato e della legalità. A nome del gruppo di Fratelli d’Italia, esprimo totale vicinanza al primo cittadino e alla sua famiglia. Chi amministra con correttezza e trasparenza non deve mai sentirsi solo. Le istituzioni democratiche sono più forti di qualunque tentativo di pressione criminale”, dice il commissario provinciale di FsI, Salvatore Coletta.
“Quanto denunciato dal sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio è di una gravità inaudita. La comunità di Sinistra Italiana-Avs esprime totale solidarietà al sindaco Stefio e alla sua famiglia e rivolge un appello alle autorità preposte affinché assicurino pieno e immediato sostegno”, le parole del segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, Sebastiano Zappulla.