• Augusta. Il futuro dell’Arsenale Civile in parlamento: “lento declino dello stabilimento”

    Il Ministero della Difesa, con il sottosegretario Gioacchino Alfano, ha risposto alla interrogazione del parlamentare siracusano Pippo Zappulla sul lento ma evidente depauperamento e impoverimento tecnico, professionale e occupazionale dell’Arsenale Civile di Augusta.
    “Ho lamentato il declino dello stabilimento di Augusta, frutto del combinato disposto dello spostamento in altre strutture di importanti lavorazioni e dell’impoverimento dell’organico relativamente ad alcune figure tecniche. Una condizione davvero paradossale alla luce degli investimenti realizzati con il Piano Brin con cui si sono adeguate, migliorate e potenziate le officine e le strutture. Ho chiesto di capire quale progetto ha per Augusta il Ministero considerato che l’Arsenale ha rappresentato per l’intera comunità un punto di forza sul terreno produttivo, occupazionale ed economico”.
    La risposta del Ministero tende a rassicurare sulla volontà del governo di volere puntare ancora su Augusta come uno dei punti strategici del suo insediamento. Pur non nascondendo la riduzione di bilancio che ha interessato la Difesa negli ultimi anni, “si prevede tuttavia un incremento dei carichi di lavoro derivante da ridislocazione di ulteriori Unità Navali maggiori e dall’incremento delle attività internalizzate sia come tipologie delle stesse che in termini quantitativi”.
    Sulle garanzie occupazionali, il Ministero conferma il ruolo essenziale del personale civile che continuerà ad operare allo scopo di garantire nel tempo il mantenimento delle specificità dello stabilimento di lavoro. “Quanto all’aggiornamento professionale – dice il rappresentante del governo – è in fase di formalizzazione un accordo di collaborazione con la regione siciliana anche ai fini di realizzare progetti formativi a favore del personale della Difesa e per la sua riqualificazione professionale”.
    Risposte insoddisfacenti per Zappulla. “Sono generiche ed aleatorie. Non si capisce infatti come e quando si vorranno effettuare le assunzioni necessarie del personale tecnico alla luce delle norme che allo stato bloccano il turn over; mentre sembra quasi paradossale inoltre fare riferimento al mantenimento delle attuali capacità dello stabilimento di lavoro alla luce del fatto che allo stato le officine per esempio rimangono per lo più inutilizzate proprio per mancanza non solo di carichi ma soprattutto delle figure tecniche man mano poste in quiescenza e non integrate. Ho chiesto quindi, al Ministero ulteriori momenti di verifica e migliori e più dettagliate informazioni e garanzie”.

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