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MCDONALD 03-2018

Il sequestro della discarica Cisma, Movimento 5 Stelle e Verdi all’attacco: “quel polverino era sospetto”

polverino

Il governatore Rosario Crocetta sotto assedio dopo la nuova bufera che ha investito il sistema rifiuti e discariche. Il Movimento 5 Stelle incalza.”Dopo l’ennesima operazione che svergogna i suoi dirigenti – dice il pentastellato Giampiero Trizzino – anziché fingere di strapparsi le vesti e annunciare licenziamenti, dovrebbe licenziare sé stesso. Le avvisaglie che qualcosa non andava c’erano tutte. Nel 2013 infatti, l’assessorato regionale al territorio e dell’ambiente, nella persona dell’architetto Gianfranco Cannova, decretava un vergognoso giudizio positivo di compatibilità ambientale per una discarica di rifiuti speciali non pericolosi in contrada Armicci ad appena 750 metri dal lago di Lentini e a pochi metri da terreni agrumicoli. Cannova venne arrestato poco dopo a luglio 2014 con l’accusa di avere intascato tangenti a fronte di favori resi a diversi imprenditori del settore delle discariche in Sicilia. Dove era Crocetta quando gli inquirenti svelavano tale sistema?”.
Anche il deputato regionale siracusano, Stefano Zito, alza la voce e chiede una convocazione in antimafia regionale in tempi brevi per gli assessori Croce e Contraffatto. “Ho chiesto al presidente della commissione ambiente di verificare quali altri altre autorizzazioni firmate dai funzionari regionali sono state rilasciate per verificarle di nuovo e per capire quali altre discariche sarebbero state autorizzate da questi soggetti”.
A far scattare i controlli della Commissione Europea è stato invece l’eurodeputato Ignazio Corrao che con due interrogazioni all’esecutivo di Bruxelles, aveva messo nero su bianco le perplessità di cittadini ed ambientalisti sullo spostamento di rifiuti pericolosi dall’Ilva di Taranto alla Cisma di Melilli.
Su questo punto anche i Verdi concordano. “Sulla Cisma ci avevamo visto giusto già due anni fa quando emerse il problema del polverino Ilva, tanto che avevamo sostenuto che se non fosse stato rifiuto pericoloso per lo meno era torbido”, ricorda il responsabile nazionale Legalità ed Ecomafia, Giuseppe Patti. “Esigiamo chiarimenti sia dal presidente Crocetta che dal ministro Galletti e non ultimo dai commissari governativi dell’Ilva, per aver dato credito ad una società piu volte finita sotto la lente d’ingrandimento della Dia. Al procuratore Zuccaro esprimiamo tutta la nostra gratitudine per il lavoro svolto”, scrive nella sua nota Patti.
“Le politiche in tema di rifiuti del presidente Crocetta, sono a dir poco patetiche e dovrebbero esse stesse, divenire atto di interesse da parte delle Procure. Facciamo un po’ di ordine: Quando l’assessore Marino diede alle procure le relazioni sulle procedure autorizzative nelle discariche siciliane, l’unico feedback che ebbe dal presidente Crocetta fu quello di essere malamente defenestrato”. A dichiararlo sono i portavoce del Movimento 5 Stelle dal gruppo Ars e dal parlamento Europeo in merito all’operazione Piramide che svela l’intreccio tra mafia, rifiuti e funzionari regionali. “Nessuna delle persone che facevano parte dell’unità operativa di Gianfranco Cannova – sottolinea Angela Foti – e gli atti da essi approvati, sono stati messi sotto la lente di ingrandimento. Il governo non ha colto l’opportunità per avviare i giusti approfondimenti limitandosi a delle rotazion. Fumo negli occhi. Altri funzionari meritevoli invece, sono stati puniti: tra questi Ino Genchi, che avendo dato il diniego alle autorizzazioni per gli inceneritori, fu oggetto di mobbing sia da parte del governo Lombardo che da quello di Crocetta che, nonostante sia a conoscenza degli abusi perpetrati, ad oggi non ha mai riconosciuto il valore dell’eroico funzionario e predisposto il ritiro della delibera che sanciva una valutazione negativa delle sue competenze. A proposito dell’influenza della mafia nella gestione dei rifiuti, il presidente Crocetta anziché cadere dal pero, farebbe bene a leggere le relazioni delle commissioni sulle ecomafie che contengono informazioni illuminanti per comprendere meglio l’intreccio nato intorno all’affaire rifiuti in Sicilia.

foto: polverino Ilva a Taranto

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