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Miasmi industriali: “alta concentrazione di idrocarburi”

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industriaConcentrazioni significative di sostanze idrocarburiche nell’atmosfera, ma nulla che preveda interventi di contenimento. L’Arpa di Siracusa, l’agenzia per la protezione ambientale, conferma quanto, nella prima decade di questo mese, numerosi cittadini hanno segnalato, lamentando forti miasmi, soprattutto nei comuni di Priolo, Melilli e Siracusa. “Le concentrazioni – spiega una nota ufficiale diffusa nel primo pomeriggio dall’Arpa – sono risultate alte nel caso degli idrocarburi non metanici e di alcune sostanze solforate, come il tiofene, il propilmercaptano e l’isobutilmercaptano, che hanno una soglia olfattiva bassa e non presentano fattori di tossicità pericolosi per la salute umana. Si tratta di sostanze di natura industriale e si riscontrano nelle materie  prime impiegate nella raffinazione del greggio e nel trattamento delle acque oleose degli impianti industriali. I composti solforati- argomenta ancora l’Arpa- sono usati anche come odoranti del Gpl”. Secondo l’agenzia, il fenomeno sarebbe stato reso più evidente dalle condizioni meteorologiche dei giorni in cui i cittadini hanno maggiormente avvertito odori particolarmente fastidiosi. La pioggia, l’assenza di vento e l’alto tasso di umidità sarebbero stati, dunque, corresponsabili del perdurare dell’ “aria irrespirabile”, motivo di preoccupazione per i residenti del capoluogo e dei comuni industriali. L’Arpa ricorda, però, che soltanto per il benzene la normativa vigente prevede un limite di 5 microgrammi a metro cubo come media annua . Non sono stabiliti, invece, tetti per le rilevazioni nell’ora. Il codice di autoregolamentazione della Regione Sicilia dispone interventi solo se il superamento dei limiti di concentrazione degli idrocarburi non metanici è contemporaneo ad un analogo fenomeno per l’ozono. “Questo- garantisce l’Arpa- non si è verificato nel periodo preso in considerazione. L’agenzia ha, comunque, avviato degli accertamenti tecnici all’interno dei siti industriali , per risalire alle cause di quanto accaduto”. La normativa in tema di monitoraggio della qualità ambientale e di contenimento di eventuali sforamenti rimane ancora carente. Il codice di autoregolamentazione della Regione è in fase di revisione, attraverso il lavoro avviato nell’ambito di un apposito tavolo prefettizio, mentre i composti solforati non sono normati.

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