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Sardegna devastata dal maltempo. In caso di fenomeni naturali violenti, Siracusa pronta a rispondere

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Rischio  idrogeologico, bombe d’acqua, sistemi di allerta e prevenzione. Quanto successo in Sardegna riporta in primo piano temi sensibili anche per il territorio siracusano. Come reagirebbe Siracusa di fronte a fenomeni naturali così insoliti quanto potenti? Per trovare la risposta, abbiamo cercato quante più informazioni sul piano di protezione civile comunale. Con una sorpresa positiva: Siracusa si è dotata di un vero e proprio piano di emergenza, con modelli di intervento calibrati per ogni rischio come incendio, sisma, nube tossica o dissesto idrogeologico. I modelli non rimangono sono sulla carta perchè la loro messa a punto e gli eventuali aggiustamenti vengono tarati in occasione di periodiche e massicce operazioni di esercitazione. Ricorderete nei mesi scorsi quella che ha interessato l’area di Epipoli dove è stato simulato uno scenario di intervento post terremoto. Ad inizio del 2014 verrà realizzata una esercitazione sul rischio idrogeologico. Un’organizzazione complessa, alla quale stanno lavorando gli uffici di protezione civile comunale. Interessati, questa volta, saranno il quartiere Neapolis, la zona di Tivoli e con ogni probabilità nuovamente Epipoli. Il coordinamento di ogni attività è affidato al settore con sede in via Elorina. Sebi Tuccitto, funzionario tecnico-scientifico del centro operativo comunale di Siracusa, sottolinea la validità del piano di mobilitazione del personale che prevedere l’utilizzo di 900 dipendenti comunali, tutti perfettamente aggiornati e operativi in caso di necessità, con funzioni precise assegnate in ogni singola zona della città. Ma per una pronta ed efficace risposta serve anche la collaborazione dei cittadini. Che vanno informati: rischi possibili, comportamenti da tenere e quant’altro. “Abbiamo realizzato e stampato depliant informativi. Li distribuiamo durante gli incontri che organizziamo nelle scuole. Ma nulla vieta che chi volesse possa venire nella sede di via Elorina a ritirarne gratuitamente una copia. Oppure consultare l’apposita sezione del sito ufficiale del Comune di Siracusa”. In linea di massima, valgono comunque i consigli di normale prudenza. “In caso di forti piogge, per esempio, meglio spostarsi solo in caso di assoluta necessità e raggiungere i piani alti degli edifici”, per evitare i rischi collegati ad allagamenti ed esondazioni. Bisogna a questo punto dire che Siracusa gode di un vantaggio naturale che, secondo i tecnici, dovrebbe metterla a riparo da situazioni di tale portata. Lo stato dei canali di gronda e dei fiumi viene, poi,  costantemente monitorato. E al Consorzio di Bonifica 10 sono state segnalate dagli uffici comunali alcune situazioni che richiederebbero un intervento di pulizia, pare ancora in attesa di risposta. I ponti sui fiumi non preoccupano. “Il loro stato può essere definito buono”, spiega Tarascio con evidente riferimento soprattutto a quello sull’Anapo. Ma cosa succede quando viene diramata dalle autorità un’allerta meteo? “Le comunicazioni ci arrivano da Palermo. Nel comunicato non ci sono previsioni esatte ma viene riportato quello che potrebbe succedere. Significa che non ci dicono quanti mm di pioggia cadranno ma si parla di eventualità di venti di burrasca piuttosto che piogge copiose e simili. Noi dobbiamo applicare quello che prevede il piano di protezione civile comunale, quindi subito una verifica immediata dello stato dei canali e dei fiumi che possono trasformarsi in insidie”. Se l’allerta prospetta fatti di una certa violenza, si sottopone all’attenzione del sindaco l’eventualità di ordinanze ad hoc, come quelle che dispongono la chiusura delle scuole. Una prassi di sicurezza, applicata di recente in un paio di circostanze, l’ultima nel marzo 2013.

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