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Siracusa. Bacio tra due uomini al bar: la polemica finisce con una stretta di mano

foto caffe archimede

Un incontro chiarificatorio, concluso con una bella stretta di mano. Dopo le polemiche legate al bacio tra due uomini al Cafè Archimede, con successivo allontanamento dei due da parte del gestore, i toni, che si erano fatti atti nelle ultime ore, con il chiaro timore, espresso soprattutto dalle associazioni Arcigay e Stonewal Glbt, che si trattasse di gesto omofobo, lo scenario sembra profondamente cambiato e la distensione ha preso il posto dell’alta tensione che si era venuta a creare. “Siamo soddisfatti- commenta Tiziana Biondi, presidente di Stonewall Glbt- All’incontro abbiamo partecipato insieme ai rappresentanti di Arcigay. Il dialogo con i proprietari del bar, insieme ad alcuni clienti abituali ha fatto emergere che non si è trattato di un episodio di omofobia ma di un fraintendimento. Un errore in buona fede”. Sono seguite le scuse, le strette di mano, con tanto di foto “di gruppo”, con il cartello della campagna #STOPOMOFOBIA “per ribadire che, nel loro locale, tutti e tutte, nessuno escluso, sono i benvenuti”.Ripercorre l’episodio il proprietario del bar, Stefano Gentile, che sottolinea, intanto, che “nella vita non ho mai pensato minimamente di fare distinzioni di genere. Ho sempre avuto un atteggiamento sereno e “laico” su questi temi e non ho mai inteso farmi portavoce di pregiudizi”. Premessa a cui fa seguire i dettagli dell’episodio specifico. “Non ho mai voluto escludere nessuno dalla mia attività- prosegue- Non potrei. Sono clienti e dipendenti che mi permettono di tenere aperta una attività così impegnativa e stancante, ma che mi dà anche tante soddisfazione. Ma soprattutto perché non avevo nessuna pregiudiziale quella sera. Sono amareggiato e dispiaciuto”. Il problema non sarebbe consistito in un bacio scambiato tra i due clienti. “Dopo diverse ore che nella mia veranda chiacchieravano e si bachiavano- chiarisce Gentile- senza che nessuno avesse nulla da ridire, verso la fine della serata alcuni atteggiamenti mi sono sembrati eccessivi e, probabilmente in un eccesso di zelo, ho detto di smetterla, ma solo di non esagerare. Di questo mi scuso di nuovo, come avevo già fatto subito dopo l’alterco che ne è scaturito, perché avevo capito che il mio atteggiamento era stato interpretato come discriminatorio”.

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