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Siracusa e la nuova stagione della mala in tv: “La Mafia dopo Riina”, il caso su Nemo (Rai Due)

nemo

L’anteprima della puntata del programma tv Nemo-Nessuno Escluso è stata dedicata all’escalation criminale registrata a Siracusa. Pochi minuti, montaggio serrato, con quel titolo a campeggiare su tutto “La Mafia dopo Riina”. Siracusa diventa, così nell’immaginario servito ai telespettatori di Rai Due quasi una sorta di Corleone bis. Le bombe carta ripetute, le immagini dell’auto del sindaco in fiamme, lo stesso primo cittadino che parla apertamente – come tutti in città – della presenza del racket. Le parole dei commercianti “avvisati” con le bombe carta: “sembra l’Isis siracusana”, “Siracusa sta tremando”.
E poi, al telefono, l’ex collaboratore di giustizia Rosario Piccione che spiega come gli ultimi episodi criminali possano essere il segnale del ritorno sul territorio di esponenti del clan Bottaro-Attanasio recentemente usciti di prigione (nei giorni scorsi l’arresto di Toscano, ndr). Mentre ad un bar della Borgata la giornalista incontra Francesco De Carolis, autore di un audio di minacce via whatsapp inviato al giornalista d’inchiesta, Paolo Borrometi, poi presente in studio per un intervento ben sviluppato che gli vale ben più di un applauso di mera solidarietà.
Ma il risultato finale è un poutpourri preparato più per incontrare i gusti del pubblico che adora il clichè Sicilia-mafia che per capire cosa realmente stia accadendo a Siracusa. In fondo, basta solo dire che c’è Cosa Nostra, il resto poco importa.
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