• Siracusa. Giornata della sicurezza in rete e contro il bullismo: "Ecco a cosa stare attenti"

    Giornata mondiale per la sicurezza in rete. Il 9 febbraio si celebra il Safer Internet Day. Quest’anno il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha lanciato una nuova campagna contro il bullismo e il cyber bullismo in particolare. L’istituto di Gestalt HCC Italy, diretto dalla psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, fornisce dei consigli, rivolti alle famiglie, per capire se il proprio figlio sia o stia per diventare un bullo e come, eventualmente, intervenire. “Partiamo dal chiederci – spiega la psicoterapeuta – perché un ragazzo dovrebbe diventare un cyber bullo. E il motivo è che il dominio sull’altro, il fatto di provocargli stati d’animo spiacevoli e umilianti e assoggettarlo a sé facendo leva sulla paura, è un surrogato della stima di sé. Il bullo o la bulla costruiscono un senso di potere personale sulle spalle della debolezza provocata negli altri. Chi si comporta da bullo, insomma, contrariamente alle apparenze, non è una persona forte e sicura di sé ma esprime insicurezza, scarsa autostima e immaturità. E, come le proprie vittime, ha bisogno di aiuto, e non di essere condannato senza appello e isolato. Anche perché, in molti casi, la responsabilità del suo comportamento non è completamente sua, ma in buona misura anche dell’ambiente familiare e sociale. E la cura per questi ragazzi è fargli sentire l’amore incondizionato di chi si prende cura di loro, cosa a cui non sono per nulla abituati, a cui non credono, per cui resistono. Ma è l’unica cosa che può redimerli verso un atteggiamento di rispetto delle fragilità proprie e dell’altro”. Spagnuolo Lobb elenca i 10 comportamenti di un bambino o di un ragazzo che devono far suonare il campanello d’allarme per i genitori perché è possibile che il figlio sia o stia per diventare un bullo.Il primo punto: È spesso nervoso e impulsivo, o al contrario si chiude in lunghi silenzi; è aggressivo e incapace di esprimere in modo costruttivo i propri stati d’animo. “La prima cosa che un genitore deve fare –prosegue la psicoterapeuta- è stare vicino al figlio e osservare i suoi modi di essere, cercando di capirlo empaticamente. Senza scoraggiarsi, perché è solo dalla relazione coraggiosa con i figli, dal non temere di “disturbarli” o di essere soffocanti, che nasce la possibilità che crescano con buone abitudini”. Se in famiglia ci sono storie di abusi, anche solo verbali, occorre stare attenti. «Sappiamo – spiega Margherita Spagnuolo Lobb – che tutti coloro che usano comportamenti di abuso hanno imparato a sottomettere l’altro dalla loro storia familiare. Gli abusanti, tra cui i bulli, sono stati umiliati, non sono stati aiutati a crescere orgogliosi delle proprie forze. Sono ragazzi che hanno subito umiliazioni e vessazioni dai genitori o dagli educatori. Non hanno potuto sviluppare un potere personale pieno e rispettoso verso l’altro. Devono “rubare” la stima di sé ai più deboli”. Altro campanello d’allarme, se il ragazzo frequenta “cattive compagnie”.«Il genitore deve abbandonare l’atteggiamento “polliannico” di vedere tutto ciò che riguarda il figlio come roseo e innocente-spiega ancora la direttrice dell’istituto- La società malata arriva a lui prima e più che a noi, attraverso internet e attraverso cattive compagnie”. Punto 5: se cerca disperatamente di essere membro di un gruppo o se prova imbarazzo davanti a gesti di affetto. “Non reggono l’emozione di essere amati, e devono fuggirla come un paradiso perduto”. E ancora se sta sveglio fino a tardi per usare pc o smartphone, con i rischi legati a internet, chat e social network. Il bullo è spesso figlio di un’educazione carente, secondo Spagnuolo Lobb, sul piano del rispetto delle regole. «Se i genitori non intervengono quando le regole di casa e della famiglia vengono violate ¬– spiega la psicoterapeuta – il bambino, a lungo andare, può cominciare a pensare che questo comportamento non solo sia tollerabile e accettabile, ma anche vantaggioso. Se il desiderio di ottenere qualcosa non incontra ostacoli ed è privo di rischi e conseguenze anche davanti ad atteggiamenti e comportamenti di prepotenza e prevaricazione, diventa normale pensare che tutto è permesso. Che le regole, tutte le regole, si possono tranquillamente infrangere”. Infine il campanello d’allarme legato all’andamento scolastico scarso fino all’abbandono degli studi. «Ciò – spiega Margherita Spagnuolo Lobb – accade in particolar modo per i “bulli gregari”, cioè quelli che agiscono sotto istigazione del gruppo, e che con i loro atti di bullismo ottengono già tutto ciò che desiderano: accettazione da parte del gruppo, notorietà, visibilità, stima. E quindi non hanno più bisogno di impegnarsi nello studio per ottenere dalla società la stessa gratificazione che possono avere in modo più semplice e rapido».

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