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Siracusa. Il Pd fa fuori Giansiracusa con una mail: offende e diffama. Lui: “verifica in esecutivo”

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La rottura interna al Pd è sancita con una email. Quella che il segretario provinciale Alessio Lo Giudice ha inviato nel pomeriggio di ieri al suo ex vice, Michelangelo Giansiracusa. Poche righe per certificare l’espulsione dall’esecutivo.
“Una giustificazione a posteriori, visto che avevo letto del mio allontanamento prima sui giornali”, commenta l’ex numero due provinciale del partito democratico.
A motivare l’esclusione, una sorta di incompatibilità politica e personale. “Affermi che ti avrei più volte offeso e diffamato pubblicamente, e rilasciato dichiarazioni al fine di ottenere visibilità personale o difendere la mia area. Ti chiedo di convocare un incontro alla presenza di tutto l’esecutivo per verificare in quale dichiarazione ciò sarebbe avvenuto”, scrive nella sua risposta Giansiracusa.
“Se avere un’opinione politica diversa dalla tua o muoverti una critica significa offendere, allora mi chiedo quale reazione dovrei avere io quando il portavoce della tua area di provenienza (Turi Raiti, ndr) mi da del miserabile sui giornali”, appunta ancora l’ex vice segretario.
“Quanto alla mia presunta smania di visibilità, grazie alle cose fatte in questi anni a Ferla, non ho bisogno certamente di un articolo o di un lancio di stampa in merito alle vicende del partito. Ho lavorato affinché si dialogasse e si trovasse una sintesi al di là delle aree. Attendo di conoscere quando potremmo confrontarci de visu alla presenza dell’esecutivo”, prosegue poi la lettere di Giansiracusa.
La rottura conferma l’esistenza di almeno due Pd paralleli che in comune hanno solo l’affitto della sede provinciale. Coinquilini neanche troppo pacifici. In attesa della classica linea bianca che demarchi ciò che è dell’uno da ciò che è dell’altro. In mezzo, un elettorato sempre più confuso, almeno nel capoluogo.

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