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Siracusa. Mala-politica, il sindaco Garozzo: “amareggiato ma non mollo”

garozzo

Un vero e proprio anticipo dei contenuti dell’atteso incontro convocato per giovedì. Senza microfoni e lontano dai taccuini, il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, sceglie Facebook per dire la sua sul difficile momento di Palazzo Vermexio.
“Chi governa è esposto ad una sorta di responsabilità oggettiva . Qualunque fatto o atto presunto illecito o illegittimo riferibile all’amministrazione, per quanto distante dal proprio operare e dalla propria etica, è attribuito alla responsabilità del Sindaco o degli assessori. Se i fatti gravissimi, riguardanti alcuni consiglieri comunali dovessero risultare veri, non posso che condannarli duramente, ma il garantismo non è una bandiera che sventolo per ragioni di convenienza ed a seconda delle circostanze. Sono un garantista ed attendo fiducioso l’operato della magistratura”, la posizione del primo cittadino.
Poi l’analisi politica. “Ricondurre i tre consiglieri comunali ed i fatti oggetto dell’indagine a responsabilità politiche dell’attuale amministrazione è fuori luogo e va ricordato che hanno tutti una provenienza politica distante dal mio percorso politico.
L’attacco che la nostra amministrazione sta subendo va però molto al di là di fatti riguardanti singoli consiglieri. Con una strategia molto precisa che denuncio non da ora, si è cercato fin dalla campagna elettorale, di delegittimare la giunta sul piano personale e della legalità. Poco importa che i soggetti coinvolti fossero lontani dai giochi di palazzo ed alla prima esperienza di governo. Un attacco abietto e miserevole condotto senza colpo ferire dallo stesso sistema di potere che questa giunta ha scardinato. Chi oggi lamenta l’assenza della legalità nell’attività dell’amministrazione dovrebbe guardare indietro nel tempo. C’è stato un sistema di gestione della cosa pubblica che ha affidato servizi milionari senza alcuna gara, nel silenzio colpevole di gran parte della città. Probabilmente l’abbondanza delle risorse economiche che la politica aveva a disposizione addomesticava il rigore critico degli odierni censori”, scrive ancora Garozzo.
“Si vuole addebitare la sfiducia nella politica all’attuale classe dirigente , dimenticando che i servizi inefficienti, il disavanzo di amministrazione di circa 23 milioni di Euro, decine di milioni di ero di debito fuori bilancio, i ponti e le scuole che crollano e le discariche abusive sono ciò che ha ereditato questa amministrazione. Questa è la città che ci è stata consegnata e sino ad oggi stiamo tentando faticosamente di mettere ordine al caos che abbiamo trovato. La magistratura ha il dovere di indagare e ben vengano tutti i controlli che quasi giornalmente riceviamo. Tuttavia essere al centro di un’indagine della magistratura, non significa essere colpevoli, sebbene il senso comune oramai è questo”.
Garozzo ammette poi di non essere sereno “per ciò che sta accadendo al Comune di Siracusa.
Sono turbato, amareggiato, ferito, frustrato, arrabbiato, deluso. Non per le indagini della procura che invece avvengono a garanzia nostra e dei cittadini tutti, ma per coloro che per decenni hanno impunemente distrutto la politica e la collettività e magari si fregano le mani perchè nessuno ha mai indagato.
Amarezza ma non voglia di mollare. “Continuerò questa esperienza con più determinazione di prima, è un dovere, verso me stesso mia moglie e mia figlia che nascerà il prossimo mese di marzo, verso la mia giunta fatta da persone straordinariamente per bene e verso tutti i cittadini che in modi e tempi diversi mi hanno chiesto e mi chiedono di continuare a lottare”.

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