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Siracusa. Prg: torna l’idea del waterfront in via Elorina, viabilità da “ristudiare”

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“Un grande polo della città, nella direttiva Sud, lato mare di via Elorina, una promenade che trasformi la vecchia area artigianale in un sistema di attività turistica con water front, pista ciclo-pedonale, attrezzature e servizi , che sia un degno prolungamento della vocazione turistica dell’isola di Ortigia e del grande golfo naturale di Siracusa”. La commissione consiliare Urbanistica lavora alle linee guida del  Piano regolatore generale. Tra gli emendamenti approvati figura quello che riprende un progetto di cui si discute da anni e che non ha mai trovato concreta applicazione. Tra gli obiettivi messi “nero su bianco”, anche l’idea di individuare un’area per le attrezzature fieristiche, la realizzazione di una viabilità migliorativa in alcune zone, a partire da contrada Carrozzieri, mentre per Cassibile la commissione Urbanistica ritiene che si debba individuare un percorso alternativo “costituente il bypass alla circolazione nel centro abitato”. Da ristudiare anche la viabilità a Belvedere, “creando una ree viaria esterna di collegamento con lo svincolo autostradale”. Si torna, poi, a ipotizzare l’utilizzo del mare come via di collegamento, non soltanto ai fini turistici ma che diventi vero e proprio trasporto urbano. Secondo la commissione Urbanistica, il Comune dovrebbe anche individuare nuove aree da destinare all’edilizia popolare. Da migliorare, inoltre, il collegamento tra Fontane Bianche e Cassibile. Le linee guida si occupano anche, tra gli altri temi, del versante inquinamento acustico, riconoscendo la necessità di intervenire con “l’uso di particolari isolanti acustici, differenziando le aree residenziali o ospedaliere e le aree con attività rumorose”. Resta poi da “progettare spazi pubblici , privilegiando la fruibilità dei meno favoriti (anziani, bambini, disabili). Il lavoro della commissione Urbanistica prosegue, dunque, nella direzione già tracciata. Le linee guida rappresentano, in realtà, soltanto gli aspetti legati a quello che dovrebbe essere. Ben più complesso trasformare le intenzioni espresse in progetti e, soprattutto, in opere pubbliche reali. Un “libro dei sogni”, dunque, che dovrebbe, tuttavia, rappresentare il filo conduttore da seguire nella gestione urbanistica futura della città.

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