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Siracusa. “Salvato da medici e infermieri bravi e sensibili”, l’esperienza di un ex vigile urbano in Medicina d’Urgenza

ospedale-interno

Una storia a lieto fine. Un episodio in cui la sanità pubblica siracusana spicca in positivo. La racconta Salvatore Gibilisco, ex vigile urbano in pensione. Alcuni giorni fa l’uomo, 76 anni, a causa di un forte dispiacere, accusa un primo malore mentre, da solo, percorre viale Tunisi. Sente il cuore battere forte, sempre più forte, tanto da spaventarlo e parecchio. Riesce a calmarsi e a tornare a casa. “Non volevo allarmare i miei figli- racconta- e ho tentato, con le mie sole forze, di tranquillizzarmi. I battiti piano piano hanno rallentato la loro corsa”. L’episodio, tuttavia, non sembrava destinato a non avere conseguenze. “Il giorno dopo mi sono accorto di avere perso le forze. Non riuscivo nemmeno a sollevare un foglio. Sentivo le gambe prive di energia. Così, insieme a mia moglie, ho raggiunto l’ospedale “Umberto I”. In Pronto Soccorso sono stato sottoposto alle verifiche del caso e , dopo un primo passaggio, sono stato condotto nell’adiacente reparto di Medicina d’Urgenza”. Ed è proprio lì che l’esperienza positiva prende forma. “Non è stata solo un’esperienza positiva- tiene a puntualizzare Gibilisco- E’ stata addirittura sconvolgente, in positivo. Mi sono sentito catapultato in uno di quegli ospedali del Nord Italia in cui tutto funziona alla grande”. Un modo per evidenziare quanto bene sia stato “trattato” dal personale in servizio. “Tutti, proprio tutti- continua l’ex vigile urbano- lavorano alacremente, senza risparmiarsi e senza mai lasciare trasparire, nei rapporti con il malato, un minimo della stanchezza di intensi turni di lavoro”. Per tre giorni Gibilisco è rimasto in Medicina d’Urgenza per poi essere trasferito in Medicina Generale. “I primi tre giorni di ricovero- continua- mi hanno permesso di apprezzare la correttezza di medici, infermieri e ausiliari. Hanno dedicato a me, in quanto paziente, la massima attenzione. Mi sono sentito, non solo tenuto sotto controllo per via della mia pressione sanguigna (80 la massima, 40 la minima), ma letteralmente accudito. Quando sono andato via ho promesso che la città l’avrebbe saputo, perché è giusto che sia così”. E adesso che la pressione è tornata a posto e che il cuore “non è più in fibrillazione”, il pensionato siracusano si è ricordato della promessa fatta e ha voluto mantenerla.

(Foto: repertorio, dal web)

 

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