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Versalis, si spacca il fronte dei sindaci: Priolo e Melilli non parteciperanno alla manifestazione nazionale

rizza cannata

I sindaci di Priolo e Melilli non parteciperanno alla manifestazione di sabato a Roma. In piazza i lavoratori Veralis (tra cui quelli dell’impianto di Priolo, ndr) preoccupati dalla cessione della chimica italiana a marchio Eni ad un fondo investimenti straniero.
“Non andrò alla manifestazione di Roma perché ritengo siano altre le strade da intraprendere”, spiega ad esempio il primo cittadino priolese, Rizza, peraltro raggiunto nei giorni scorsi dalla misura cautelare della presentazione alla polizia giudiziaria. Serve, piuttosto, il pieno coinvolgimento della deputazione nazionale e regionale. “Il governo nazionale ed il governo regionale devono imporre alla Versalis quella responsabilità sociale alla quale le aziende del polo petrolchimico, nessuna esclusa, sono chiamate. Tutti gli accordi di programma sulla chimica non sono mai stati rispettati perchè la volontà del governo, sia nazionale che regionale, non è quella di far valere le ragioni delle comunità locali, imponendo, come in questo caso, alla Versalis di non disimpegnarsi”, il pensiero comune dei due sindaci dei centri industriali. “Vogliamo che scendano in campo anche le deputazioni regionali e nazionali e che il ministro si impegni ad intervenire sulla Versalis con tutto il peso di quel 30% di partecipazione pubblica che possiede nell’azienda”, aggiunge il sindaco di Melilli, Cannata.
“La manifestazione di Roma non deve essere un pretesto per fare dire ai sindacati che i sindaci si disimpegnano. Noi, tecnicamente, non abbiamo alcuna competenza in questa vertenza. Siamo certamente al fianco dei lavoratori, ma siamo stanchi di scioperi e manifestazioni che non portano a nulla. Sediamoci tutti attorno ad un tavolo, con il ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo, i deputati nazionali e regionali, i partiti ed i sindacati. Solo allora potremo avere una visione globale della situazione e cominciare, concretamente, a prospettare soluzioni”
La volontà di disimpegnarsi da parte di Eni mette, intanto, a rischio il piano di investimenti studiato da Versalis per Priolo: 1,3 miliardi oggi messi in forte dubbio.

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