• Riattiva la Stanza Rosa, contro la violenza di genere “fiducia nella rete delle Istituzioni”

    Con una cerimonia che ha visto la partecipazione delle principali autorità locali, è stata riaperta la “Stanza Rosa” nell’Area di Emergenza dell’Umberto I di Siracusa. “Una importante iniziativa, caldeggiata dal procuratore capo della Repubblica di Siracusa e sostenuta da sua eccellenza il prefetto ed accolta dalla nostra Azienda”, ha detto il dg dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra. Il ripristino della Stanza Rosa “rappresenta il riavvio di un servizio che assicura alle donne vittime di violenza una accoglienza protetta al pronto soccorso. Rappresenta anche l’avvio ai percorsi di aiuto in collaborazione con tutte le altre istituzioni in rete, dai Servizi sociali, alle Forze dell’Ordine, alla Magistratura”, ha aggiunto.
    Nel suo intervento, il prefetto di Siracusa Giusi Scaduto ha ribadito come la violenza sia un problema culturale: “Sino a quando esisterà un individuo che pensa di potere possedere qualcuno come fosse un oggetto – ha detto – le cose non cambieranno. Sicuramente non si tratta di fenomeni preponderanti, per fortuna, come in altre parti del mondo. I cambiamenti culturali sono lenti ma non bisogna demordere”.
    Per il procuratore capo, Sabrina Gambino, deve essere sempre più avvertita dal territorio, anche attraverso momenti come questo, la fiducia nelle istituzioni. “Ciascuno può rivolgersi ad ognuno dei pezzi dello Stato sapendo che parte in rete tutta una attività di tutela, di collaborazione e di risposta ai bisogni di chi la violenza la subisce”. Ed un segnale forte, in questo senso, anche la presenza alla cerimonia dei vertici provinciali delle forze dell’ordine.
    In chiusura dell’incontro, le toccanti testimonianze dei familiari di due vittime di violenza entrambe infermiere dell’Asp di Siracusa: Eligia Ardita con la piccola Giulia in grembo e Loredana Lopiano.
    Nell’androne dell’ospedale di Siracusa, dalle ore 9 alle ore 13 dal 24 al 26 novembre, sono a disposizione della popolazione punti informativi interistituzionali, gestiti dai volontari dell’AVO, per dare la possibilità di conoscere gli strumenti che l’ordinamento offre a sua tutela sia in termini di conoscenza dei servizi sanitari e sociali che di concreto aiuto a chi, subendo e spesso non riconoscendo la violenza sofferta, rischia di compromettere il proprio equilibrio, la propria salute e quella dei propri familiari.

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