Si mobilitano i genitori degli studenti del Rizza, “no al trasloco, i ragazzi non sono pedine”
Si mobilitano anche i genitori degli studenti dell’istituto superiore Rizza di Siracusa. “Un trasferimento forzato che rischia di cancellare decenni di storia educativa”, è la denuncia che apre un documento siglato dalla presidente del Consiglio di Istituto Ida Bianca e pienamente condiviso dai rappresentanti dei genitori. “Siamo pronti ad intervenire contro la decisione del Libero Consorzio di spostare la scuola dalla sua sede storica” è la chiara posizione assunta.
Nel corso di una riunione nella sede di viale Diaz, nelle ore scorse, i numerosi genitori intervenuti hanno espresso il loro profondo disappunto per la delicata situazione in atto. “Si rischia di far perdere alla comunità scolastica e alla città un presidio educativo consolidato, un punto di riferimento geografico e sociale, il luogo dove sono stati investiti, negli ultimi anni, fondi pubblici e risorse umane per creare laboratori e spazi didattici specifici”. In sostanza, un’identità sotto attacco. “Non stiamo parlando di spostare aule e banchi, ma di smantellare un presidio sociale e culturale”, dice il presidente del Consiglio di Istituto. “La sede storica del Rizza è il cuore pulsante di una didattica fatta di laboratori d’indirizzo e radici profonde nel territorio. Chiediamo di sapere perché si voglia sacrificare il benessere e il futuro dei nostri figli per obbedire alla logica della razionalizzazione e del risparmio”.
I genitori puntano il dito contro una scelta calata dall’alto, che sembra ignorare le necessità logistiche delle famiglie e la qualità degli ambienti didattici e sollevano interrogativi critici che richiedono risposte immediate:
“I laboratori di ultima generazione, realizzati con i fondi PNRR, potranno essere spostati? E a quale prezzo? Ci sarà un effettivo risparmio?”. E ancora, “come si intende sopperire al disagio di centinaia di studenti che hanno scelto questo istituto anche per la sua collocazione strategica? Cosa dire agli studenti ‘speciali’, che nella scuola da loro scelta hanno raggiunto un significativo livello di autonomia e possono raggiungerla a piedi?
Il trasferimento arrecherà un danno alla continuità didattica e destabilizzerà il percorso formativo degli studenti, snaturando probabilmente l’offerta formativa e indebolendo il senso di appartenenza che è alla base del successo scolastico dei nostri ragazzi”, la fosca previsione.
Lunedì, intanto, primo incontro del tavolo speciale convocato dal presidente del Libero Consorzio per l’analisi di eventuali soluzioni alternative. Serve un “jolly” entro fine febbraio, data ultima indicata per una decisione. E tutte le componenti sono a lavoro per assicurare al Rizza di poter “salvare” la sua sede identitaria e collocazione cittadina.
E in vista del tavolo tecnico del 19 gennaio, i genitori lanciano un appello a tutte le forze politiche e alla cittadinanza: “Il Consiglio di Istituto ha votato per difendere l’Istituto Rizza, per tutelare il diritto allo studio e la memoria storica della città, garantendo il benessere dei nostri ragazzi che rischiano di diventare pedine da muovere su una scacchiera”.













