Rivoluzione piscine in Cittadella, abbattere e ricostruire: studio di fattibilità per rifare tutto
La piscina olimpionica della Cittadella dello Sport di Siracusa, oggi intitolata alla memoria di Paolo Caldarella, è stata inaugurata nel lontano luglio del 1964. Immaginata dal grande Concetto Lo Bello sul modello dell’Acquacetosa di Roma, sconta inesorabilmente tutti i limiti di un impianto natatorio con 62 anni di servizio ininterrotto. Non ha una copertura, mille sono i problemi ed i guasti per mantenere l’acqua a temperatura, costanti le manutenzioni. Lo stato di usura dei materiali è, anche a vista, in linea con le sei decadi di storia ed utilizzo intenso.
Per darle un futuro, va completamente ripensata. Anzi, ricostruita ex novo. “Venerdì della scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con responsabili e progettisti della Federazione Italiana Nuoto. L’intenzione è quella di rimettere mano alla piscina grande ed a quella piccola, ristrutturando questi impianti natatori che purtroppo fanno acqua da tutte le parti”. Il gioco di parole di Giuseppe Gibilisco rende perfettamente l’idea. Il capo di gabinetto del Comune di Siracusa, in precedenza assessore allo sport della giunta Italia, ha le idee chiare. Quelle strutture sportive sono nate in un tempo in cui non c’era la concezione odierna dell’impiantistica. Gli adattamenti tentati negli anni hanno finito solo per aumentare le spese necessarie per mantenere attivi gli impianti che costano più di quanto servirebbe rifacendo tutto ex novo.
“L’intenzione è quella di abbattere tutto, tribuna compresa. Abbattere tutto e rifare tutto nuovo”, conferma Gibilisco. Per farlo, però, ci vogliono risorse economiche importanti. “Stiamo verificando. Ci sono dei bandi ai quali vogliamo partecipare e dobbiamo anche verificare la capacità di indebitamento dell’ente”. Quindi finanziamenti e accensione di un mutuo per rivoluzionare la sezione natatoria della Cittadella dello Sport. “Stiamo correndo per avere pronto, quanto meno, uno studio di fattibilità tecnico-economica che poi è il primo stadio della progettazione. Così possiamo partecipare ai bandi, subito. La nuova Caldarella la immaginiamo coperta, con struttura telescopica. Ci sono vincoli di tutti i tipi, anche archeologici, e quindi dobbiamo muoverci optando per una struttura non fissa”.
Mantenere attive le due piscine comunali richiede oggi una spesa annuale di circa mezzo milione di euro. “Una volta ricostruite con le tecnologie attuali, il loro mantenimento costerebbe la metà. Quindi il Comune ammortizzerebbe in pochi anni l’investimento complessivo”, argomenta Giuseppe Gibilisco. Nella visione allo studio con i tecnici, la vasca piccola diventerebbe una semiolimpionica (25×12,50m). La Caldarella, con la copertura telescopica, potrebbe allargarsi e diventare una dieci corsie (sono 8 oggi, ndr), anche grazie ai nuovi spazi ricavabili con l’abbattimento della tribuna del vecchio pattinodromo. Potrebbe persino ricavarsi lo spazio sottostante per le vasche di compensazione, oggi assenti.
Con un impianto di questo tipo, anche mantenere calda l’acqua – oggi primo problema e fonte di disservizi – diventerebbe più semplice. Con un secondo chiller, raddoppiando la potenza dell’impianto attuale e con un effetto serra garantito dalla copertura, non ci sarebbe più bisogno di piazzare i teli oggi in uso. Che poi, nelle giornate di vento, lasciano il tempo che trovano. Per ammortizzare il conto energetico, più che l’attuale solare termico, sarebbe il caso di studiare un passaggio a pannelli fotovoltaici puri.













